I pioppi lavorano per un mondo senza plastica, assorbono e eliminano i ftalati con le radici

Una ricerca italiana ha dimostrato che le piante arboree della famiglia Salicaceae sono dei "mangiaplastica"

I pioppi lavorano per un mondo senza plastica, assorbono e eliminano i ftalati con le radici
TiscaliNews

I pioppi lavorano per un mondo plastic free. Una ricerca italiana ha scoperto che piante arboree della famiglia Salicaceae
sono dei "mangiaplastica": le loro radici sono infatti in grado di assorbire e accumulare i principali composti inquinanti, gli ftalati, eliminandoli dall'ambiente. Lo studio pubblicato sulla rivista Environmental Science and Pollution Research e guidata da Francesca Vannucchi, dell'Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa pone le basi anche per approfondire il meccanismo con cui queste sostanze tossiche vengono degradate all'interno dei tessuti vegetali.

Gli ftalati

Gli ftalati sono micro-inquinanti dagli effetti decisamente negativi sul funzionamento degli ecosistemi e sulla salute umana. Si tratta di una famiglia di composti chimici usati nell'industria delle materie plastiche, in particolare nel PVC, per migliorarne flessibilità e modellabilità, ma trovano impiego anche in profumi, pesticidi, smalti per unghie e vernici.

L'inquinamento

A causa dell’elevatissima volatilità, sono tra le sostanze più inquinanti ritrovate negli ecosistemi di tutto il mondo. Sono state riscontrate tracce di questo micro-inquinante perfino nelle zone più incontaminate del Pianeta, come le cime dell’Himalaya oppure nelle più remote isole dell’Oceano Pacifico. Secondo una ricerca condotta da un team di ricercatori tedeschi questi composti nel lungo periodo alterano il funzionamento di diversi ambienti naturali a causa degli effetti ormonali.

L'esperimento

La ricerca italiana, cui ha collaborato anche l'Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) di Pisa, ha dimostrato che il pioppo della specie Populus alba Villafranca, potrebbe essere il candidato adatto per ridurre gli impatti negativi dovuti alla persistenza di questi composti nell'ambiente: Gli studiosi hanno constatato mettendo a confronto le radici dei pioppi con le radici di piante comuni, entrambe esposte per 21 giorni al diottilftalato, DEHP, componente dei ftalati che ha effetti nocivi sul sistema endocrino, riconosciuti anche dalla Commissione Europea. Non a caso il componente è stato vietato nella produzione di giochi per bambini e numerosi prodotti in PVC.

Il risultato

Il risultato dell'esperimento è stato molto promettente perché i ricercatori hanno rilevato che le sostanze inquinanti assorbite non provocano particolari danni ai pioppi e questi ultimi, di conseguenza, potrebbero essere utilizzati in futuro per ridurre gli ftalati dispersi nell’ambiente. Ulteriori studi saranno necessari per capire come i composti vengono poi smaltiti e utilizzati all'interno dei tessuti vegetali.