L’osteoporosi sarà presto sconfitta, molecola rivoluzionaria sul mercato dal 2025

La Irisina, prodotta naturalmente dai muscoli durante l’esercizio fisico, può essere assunta dai soggetti affetti dalla malattia sistemica dell'apparato scheletrico: debellerà la patologia restituendo una vita normale a oltre 200 milioni di persone nel mondo

L’osteoporosi sarà presto sconfitta, molecola rivoluzionaria sul mercato dal 2025
di R. Z.

L’osteoporosi, malattia sistemica dell'apparato scheletrico che colpisce oltre 200 milioni di persone nel mondo, che con l’avanzare dell’età risultano esser particolarmente esposte al rischio frattura ossea, sarà presto una patologia curabile. Il risultato, epocale, lo si deve alla dottoressa Maria Grano, ordinario di Istologia ed embriologia nella scuola di Medicina dell’Università di Bari. La dottoressa, che ha lavorato con Silvia Colucci, Giacomina Brunetti, Graziana Colaianni, Lorenzo Sanesi, Giuseppina Storlino e Giorgio Mori, è riuscita finalmente ad ottenere il brevetto americano. “Ci hanno tenuti sul filo per tre anni - ha raccontato sulle pagine della Gazzetta del Mezzogiorno -. Ma finalmente il brevetto americano è stato concesso”.

L’Irisina, questo il nome della molecola che promette di sconfiggere l’osteoporosi, aveva già ottenuto il brevetto italiano e quello europeo, rispettivamente nel 2016 e nel 2017. “Dagli Usa - ha raccontato alla giornalista Francesca Di Tommaso - ci hanno fatto soffrire: molte obiezioni benché i dati fossero inconfutabili. I ricercatori americani tendono a proteggere i brevetti interni. Ed erano un po’ piccati dal fatto che, benché fossero stati loro a scoprire l’Irisina, non avevano colto il suo ruolo primario nella lotta all’osteoporosi”.

Prima di poter trovare il medicinale nelle farmacie passerà ancora del tempo, ma la battaglia contro l’osteoporosi sembra destinata ad esser vinta. “Gli studi sui modelli animali sono promettenti - ha detto Grano -. Ora stiamo procedendo alla produzione industriale di Irisina, perché bisogna produrre una molecola pura, certificata”. Dovranno essere effettuati nuovi studi di tossicità”, e poi prenderà il via la sperimentazione umana vera e propria. Per il farmaco, verosimilmente, si dovrà attendere non oltre il 2025. L’Irisina fa sognare tantissimi malati, ma anche le case farmaceutiche e il titolare del brevetto, ovvero l’Università di Bari. “Chiunque lo utilizzi per la cura dell'osteoporosi - commenta la scienziata - dovrà prendere accordi e dare le royaltes ad Uniba. Considerando che nel mondo gli osteoporotici sono oltre 200 milioni si tratta di un mercato molto importante”.