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Terapia contro il glaucoma apre la strada a nuovi trattamenti per Alzheimer e Parkinson

La ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati sulle pagine della rivista Pnas, ha permesso di raggiungere dei risultati che gli esperti definiscono “rivoluzionari”

Roberto Zoncadi R.Z.   
Terapia contro il glaucoma apre la strada a nuovi trattamenti per Alzheimer e Parkinson

Un gruppo di scienziati del Vanderbilt Eye Institute (Usa) ha scoperto una nuova terapia in grado di contrastare lo sviluppo del glaucoma e, probabilmente, di limitare anche i problemi neurodegenerativi legati all’avanzamento dell’età e, più nello specifico, dovuti a patologie quali il morbo di Alzheimer e di Parkinson. Il team di ricercatori, coordinato dal professor David Calkins, ha visto i risultati del proprio studio pubblicati sulle pagine dell’Accademia Nazionale delle Scienze (Pnas). La scoperta fatta dal gruppo di scienziati è stato definita “rivoluzionaria” sotto molteplici aspetti. In primo luogo, già nel breve periodo, sarà possibile sviluppare dei nuovi trattamenti contro il glaucoma, ma non tarderanno ad arrivare cure innovative anche contro le più diverse malattie neurodegenerative.

Una scoperta rivoluzionaria

In passato, si legge nell’articolo intitolato “Axogenic Mechanism Enhances Retinal Ganglion Cell Excitability During Early Progression in Glaucoma”, si credeva che con la perdita dell’attività retinica scomparisse progressivamente anche la connessione tra la retina e il cervello. La ricerca rivela ora l’esatto contrario. Calkins considera i risultati ottenuti i più importanti da quando il suo stesso team, nel 2010, dimostrò che le prime lesioni lasciate dal glaucoma si verificano nel cervello, e sono in tutto e per tutto simili a quelle causate da altre malattie neurodegenerative. I ricercatori hanno inoltre dimostrato che “il cervello reagisce”, identificando “il meccanismo che causa questa risposta compensatoria”. Stando a quanto riportato su Pnas  “questo particolare meccanismo preserva per un breve periodo la vista, nonostante l’assalto dello stress nel glaucoma, e questo è un vero cambiamento di paradigma”.

Ora è possibile sviluppare delle nuove terapie

“Una volta che la malattia neurodegenerativa inizia il suo attacco il percorso sembra essere a senso unico - evidenzia lo scienziato -, ma abbiamo scoperto che i singoli neuroni reagiscono per mantenere il segnale tra le regioni del cervello, rallentando così la progressione della patologia. Si tratta di un equilibrio tra malattia e adattamento. Siamo certi di poter sviluppare presto delle nuove terapie che si fondano su questo meccanismo. Queste ci consentiranno di mantenere vivo il segnale del nervo ottico, che a sua volta garantirà una visione ottimale, anche con il progredire della malattia”.

In Italia oltre 1 milione colpiti da glaucoma

In Italia il glaucoma colpisce un milione di persone. Di queste 165mila vivono in Lombardia. Si tratta di una patologia subdola, perché riduce gradualmente, ma in maniera costante e inarrestabile, il campo visivo. "Ad oggi non è possibile guarire dal glaucoma - racconta Luca Rossetti, direttore della Clinica Oculistica dell'Università Statale di Milano - ma con una diagnosi tempestiva si può tenere sotto controllo e rallentare la sua evoluzione. Il glaucoma è la seconda causa di cecità nei Paesi industrializzati e in un caso su cinque causa la completa cecità del paziente. Di solito ci si accorge dei sintomi soltanto nelle fasi più avanzate, quando la funzione visiva si è già notevolmente ridotta". Accanto alla perdita del campo visivo, peggiora di molto anche la qualità di vita del paziente: "Risulta compromessa la capacità di svolgere le più comuni attività quotidiane, tra cui leggere e guidare, con differente gravità a seconda dello stadio della patologia e fino alla cecità negli stadi più avanzati".

Ma in cosa consiste questa patologia?

"Si tratta di una progressiva perdita di fibre nervose e una conseguente progressiva riduzione del campo visivo. I fattori di rischio che aumentano la probabilità di sviluppare la malattia sono l'aumento della pressione intraoculare, l'età, l'elevata miopia e la ridotta pressione di perfusione dei tessuti oculari". Per confermare un sospetto di glaucoma "basta una normale visita oculistica ambulatoriale nella quale si può riscontrare un aumento della pressione oculare e, più importante, un aspetto tipicamente escavato della papilla ottica. La diagnosi precoce, insieme al trattamento tempestivo e alla collaborazione dei pazienti al trattamento, può essere di notevole aiuto per rallentare la progressione della patologia".

Le attuali terapie rallentano gli effetti

La terapia standard consiste in colliri, trattamenti laser e chirurgia che possono agire sulla pressione intraoculare. Le nuove frontiere consistono nell'utilizzo complementare di molecole neuroprotettrici, che difendono cioè l'integrità dei neuroni e contrastano la perdita delle fibre nervose del nervo ottico. "La molecola più promettente al momento è la citicolina, che recentemente è stata approvata, nella formulazione in soluzione orale, dal Ministero della Salute come Alimento a Fini Medici Speciali per il trattamento del glaucoma in determinati pazienti. Proprio per l'importanza di preservare la qualità di vita del paziente e l'indicazione terapeutica per il glaucoma - conclude Rossetti - sta per partire uno studio clinico multicentrico internazionale su 200 pazienti, per valutare l'impatto della citicolina in soluzione orale".

Riferimenti
Roberto Zoncadi R.Z.   

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