Scienza e fake: che cosa è la "macchina di Majorana" di cui si parla al Senato
Al centro di teorie complottiste, come denuncia il Cicap, del marchingegno "capace di produrre energia" si parla in un libro. Ma la scienza va contro: ecco perché
Ha suscitato grande clamore l’iniziativa leghista, a firma del senatore e vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio, di un convegno proprio a Palazzo Madama dedicato alla fantomatica "macchina di Majorana". Di che cosa si tratti non sembra di facile comprensione, nella misura si accredita un marchingegno capace di produrre energia infinita, annichilire la materia, trasmutare la gommapiuma in oro e addirittura ringiovanire le persone. La vita di Ettore Majorana, grande fisico teorico siciliano, esperto di fisica nucleare e di meccanica quantistica relativistica, il cui nome è legato ai "ragazzi di via Panisperna" - il gruppo di ricercatori dell'allora sede dell'Istituto di Fisica di Roma - e, tra le altre cose, alla scoperta del neutrone, ha un mistero in più. E' chiaro che la nube creatasi intorno alla sua sparizione, avvenuta senza soluzione nel 1938 quando aveva solo 31 anni, alimenta fantasiose ricostruzioni e alchimie di varia natura. Mistero per mistero, a lui si attribuirebbe, ma senza conferma scientifica alcuna, la realizzazione di un marchingegno, la cosiddetta "macchina di Majorana" appunto, capace di fare tante cose ma nessuna avvalorata da pubblicazioni scientifiche. Tanto meno redatte dal fisico a cui si attribuisce la paternità, sostenuta da pagine social dal taglio vagamente complottistico.
Nonostante ciò, l'ex ministro dell'Agricoltura leghista - assente all'evento - ha ritenuto di dover lasciare la sua impronta sul convegno realizzato in Senato per la presentazione del libro Majorana-Pelizza. Il segreto svelato, scritto dall’archivista Alfredo Ravelli. All'incontro hanno preso parte, come si legge nella presentazione, "personalità della cultura e della scienza: monsignor Gianfranco Basti, professore emerito di filosofia della natura e della scienza presso la Pontificia Università Lateranense, la dottoressa Roberta Rio, storica e scienziata, l’ingegnere Francesco Alessandrini, il collega giornalista Alberto Lori, e Alberto Negri, ricercatore e presidente di Spazio Tesla".
Cosa è la "macchina di Majorana"
La "macchina di Majorana", un aggeggio grande quanto la batteria di una macchina è descritta non dal famoso scienziato ma dall'imprenditore Rolando Pelizza, che raccontò di avere incontrato Majorana in un monastero dell'Italia meridionale e di aver ricevuto proprio in quel contesto le indicazioni dal fisico per realizzare una macchina, come sottolineato dal Cicap - il Comitato italiano per il controllo delle affermazioni delle pseduoscienze nato per iniziativa di Piero Angela - "capace di annichilire la materia, produrre energia infinita, trasmutare la gommapiuma in oro e ringiovanire le persone". Una leggenda poco credibile che però pare aver fatto breccia nell'animo di molte persone, anche dopo la morte di Pelizza, avvenuta nel 2022. In molti hanno continuato a sostenere "l'efficacia" della macchina. Come l'autore del libro presentato in Senato.
Una "narrazione a senso unico", dunque, in cui la voce della razionalità è lasciata fuori. Il comitato in una nota cita inoltre il libro del fisico Lorenzo Paletti (L'ultimo segreto di Majorana. La Macchina di Rolando Pelizza, 2024), per il quale "Pelizza non ha mai prodotto prove verificabili e riproducibili né del suo rapporto con Ettore Majorana né dell'efficacia della cosiddetta 'macchina'" e "le presunte evidenze, lettere, foto e filmati, non hanno superato controlli indipendenti". Anche il biografo di Majorana, lo scienziato Erasmo Recami, ha espresso dubbi sull'autenticità del materiale relativo alla macchina. Per il fisico "in assenza di dati pubblici, misure, repliche e revisione tra pari, restiamo nel campo del racconto".
Centinaio si smarca
Alla fine, davanti al clamore mediatico, il vicepresidente del Senato si smarca. "Ho concesso l'utilizzo di una sala in Senato per la presentazione di un libro sulla presunta esistenza della 'macchina di Majorana', ma questo non significa che ne condivida i contenuti o qualsiasi altra teoria che non abbia fondamenti scientifici, né sostengo eventuali richieste avanzate in conferenza stampa.
Resta agli atti la censura del presidente del Cicap, Lorenzo Montali, per il quale "il Parlamento non è il luogo in cui si decide il valore delle prove scientifiche. Tanto più se si organizzano convegni a senso unico, il cui unico esito rischia di essere quello di dare una credibilità pubblica ad affermazioni che non sono supportate da prove adeguate".



di Antonella Loi














