La robotica medicale in campo contro i tumori al cervello

di Askanews

Milano, 18 mar. (askanews) - Curare tumori al cervello considerati inoperabili perché in zone troppo profonde, dove gli strumenti odierni non possono arrivare senza mettere a rischio il paziente. È l'ambizioso progetto a cui lavora l'area di robotica medicale del NearLab del Politecnico di Milano, in collaborazione con l'Imperial college di Londra e istituti come il San raffaele e l'humanitas. Alice Segato, dottoranda del NearLab."Quello che stiamo sviluppando è questo catetere innovativo, formato da questi 4 segmenti assialmente interconnessi tra loro e che possono scivolare l'uno sull'altro indipendentemente, l'offset che si genera a e la consistenza della materia cerebrale fanno in modo che possa curvare all'interno del cervello"."Questo tipo di catetere riesce a raggiungere quei tumori che con gli strumenti attuali non possono essere raggiunti e portare liquidi chemioterapici localmente all'interno del tumore; quindi il paziente non viene trattato con chemio su tutto il corpo ma a livello locale sul tumore".Ma come? Marco Vidotto, dottorando Nearlab si occupa di sviluppare i modelli che riescono a predire la distribuzione del farmaco nel cervello."A partire da questo il chirurgo può simulare l'intervento, può far finta di infilare il catetere nel cervello con una certa portata di farmaco e il modello andrà a predire la distribuzione del farmaco, in questo modo il chirurgo può provare vari scenari e scegliere quale è migliore e quale vuole adottare"La tecnologia al servizio della professionalità per ottenere il massimo dell'efficienza, a beneficio della salute dei malati.