L’uomo di nuovo sulla Luna e poi su Marte, ma la Nasa non ha tute per gli astronauti

Delle 18 un tempo disponibili ne restano soltanto 5. Le nuove non arriveranno prima del 2028

L’uomo di nuovo sulla Luna e poi su Marte, ma la Nasa non ha tute per gli astronauti
di R.Z.

L’uomo vuole riconquistare la Luna e in un prossimo futuro, non molto lontano, conquistare anche Marte. Ma prima che ciò accada l’Agenzia Spaziale Statunitense (Nasa), dovrà risolvere un problema inaspettato. Le tute spaziali a disposizione degli astronauti sono poche e per alcuni versi obsolete. Le tutte attualmente utilizzate per le cosiddette attività extraveicolari sono infatti in condizioni pessime, e quelle in condizioni migliori risultano comunque troppo ingombranti e rigide per quelli che saranno gli usi futuri. Le società che dovranno produrre le nuove tute sono già al lavoro, evidenziano dall’agenzia spaziale, ma i tempi necessari per la realizzazione dell’attrezzattura potrebbero esser più lunghi del previsto. La Nasa è conscia del fatto che si stia rischiando il blocco delle missioni, ne è consapevole già da qualche anno.

Che fine hanno fatto le tute

Stando al rapporto redatto dall’Ispettorato generale dell’Agenzia Spaziale Statunitense nel 2017 (il documento), le tute EVA (Extra-Vehicular Activity) a disposizione degli astronauti sono appena 11 su 17, e in teoria dovrebbero reggere fino al 2028, quando andrà contestualmente in pensione la International Space Station (ISS). Le 6 mancanti sono andate distrutte: 4 nella tragedia dello Shuttle Challenger del 1986 e del Columbia del 2003, 1 nell'esplosione di un razzo di SpaceX nel 2015, una in fase di test. Ne esiste anche una settima, ma si tratta di un prototipo, non totalmente conforme, e dunque non destinata alle missioni. Delle 11 rimaste ve ne sono complessivamente 6 inutilizzabili: 2 progettate esclusivamente per le esercitazioni di terra e altre 4 con gravi problemi e per questo in attesa di revisione. A disposizione della Nasa e delle sue missioni restano pertanto 5 tute.

Intanto la Nasa è stata costretta a cancellare, all’ultimo minuto, la "prima passeggiata spaziale di sole donne". Il 29 marzo sarebbe stato il turno di Anne McClain e Christina Koch, ma per McClain c’è stato un problema di “taglia”. La passeggiata si farà, ma Anne verrà sostituita dal collega astronauta Nick Hague. La passeggiata ha come obiettivo quello di sostituire delle vecchie batterie dei pannelli solari della stazione. Le tute per le astronaute non sono diverse da quelle dei colleghi, ma sono le medesime. Sono un insieme di parti miste (busto, braccia, gambe, guanti) che vengono assemblate in base alle necessità. McClain potrà concedersi una passeggiata non prima dell’8 aprile, quando uscirà in compagnia dell’astronauta canadese David Saint-Jacques.

E le nuove tute arriveranno nel 2028

La Nasa, benché nella progettazione di un nuovo stock di tute abbia investito qualcosa come 200 milioni di dollari, dovrà dunque pazientare. E tra i ben informati c’è chi sostiene che l’attesa sarà molto lunga. Salvo imprevisti le tute saranno consegnate nel 2028. Il problema principale, a detta degli analisti, sarebbe la scarsa disponibilità di fondi e l’incertezza sui progetti spaziali futuri. La Nasa, per questo motivo, sta centellinando i “pochi” soldi a disposizione, disperdendoli su diversi progetti. Insomma, il sogno per la riconquista della Luna, e successivamente per la conquista del Pianeta Rosso, sono ancora vivi nella mente dell’agenzia, ma allo stato attuale la realtà dei fatti è che la Nasa non ha i soldi necessari a sostenere gli ambiziosi progetti.