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Un’isola di rifiuti plastici scoperta nel mar Mediterraneo, ecco dove si trova

L’ha individuata un gruppo di scienziati dell’Institut français de recherche pour l’exploitation de la mer

Roberto Zoncadi R.Z.   
Un’isola di rifiuti plastici scoperta nel mar Mediterraneo, ecco dove si trova

La plastica ha cambiato il mondo, è innegabile, ma la sua gestione, specie nella fase finale della sua vita, ha devastato il pianeta e messo in crisi i suoi fragili ecosistemi. Da tempo era noto che una moltitudine di rifiuti plastici abbandonati in natura finissero in mare, dando origine a 6 grandissime isole di plastica note con i nomi di Great Pacific Garbage Patch, South Pacific Garbage Patch, North Atlantic Garbage Patch, South Atlantic Garbage Patch, Indian Ocean Garbage Patch e l’ultima, la Arctic Garbage Patch. I vari accumuli, che hanno iniziato a formarsi a partire dagli anni ’80, si estendono complessivamente per decine di milioni di chilometri quadrati e sono una bomba ambientale i cui effetti si ripercuotono inevitabilmente anche sull’uomo.

La classifica

1)      Great Pacific Garbage Patch, da un minimo di 700.000 a più di 10 milioni di km²

2)      South Pacific Garbage Patch, grande 8 volte l'Italia, ha una superficie che si aggira intorno ai 2,6 milioni di km²

3)      North Atlantic Garbage Patch, la seconda più grande per estensione, sfiora i 4 milioni di km²

4)      South Atlantic Garbage Patch, una tra le più piccole, si estende per oltre 1 milione di km²

5)      Indian Ocean Garbage Patch, si estende per oltre 2 milioni di km²

6)      Arctic Garbage Patch, la più piccola, ma le dimensioni esatte ancora non sono note

Isole di plastica anche nel Mediterraneo

Ora, un team di scienziati dell’Institut français de recherche pour l’exploitation de la mer (Ifremer),  ha annunciato di aver individuato una di queste inquietanti e pericolose isole anche nel nostro Mar Mediterraneo, esattamente tra la Corsica e l’Isola d’Elba. L’accumulo in questione ricopre una superficie di decine di chilometri, e tende a disperdersi e poi riformarsi ciclicamente a seconda delle correnti marine. La segnalazione ha per ovvi motivi preoccupa le autorità. La Francia, per la precisione la Prefettura marittima del Mediterraneo, ha inviato sul posto un velivolo. Benché l’equipaggio non sia riuscito a confermarne la presenza è stato ribadito che, nell’area indicata, “questo tipo di fenomeno è ricorrente”: le forti correnti marine presenti nell’area aggregano rifiuti plastici di ogni genere e dimensione, formando isole artificiali dense, di dimensioni variabili.

Ecco dove si trovano

Stando a quanto riferito da François Galgani, responsabile dell’Institut français de recherche pour l’exploitation de la mer a Bastia, nei nostri mari sarebbero state rilevate negli anni diverse isole di plastica. In passato ne sono state individuate al largo della Corsica e della Sardegna. “Questi rifiuti - sottolinea preoccupato Galgani - pongono problemi in termini di fauna marina, in particolare per le tartarughe marine che possono confondere la plastica con le meduse, e ingerirle. Ne è prova il fatto che l’80 per cento delle tartarughe presenti nel Mediterraneo siano state trovate con rifiuti nello stomaco”.

L'Ue dichiara guerra alla plastica monouso

Anche l’Unione europea è scesa in campo per contrastare la proliferazione dei rifiuti di plastica. L’Europarlamento (27 marzo 2019) e il Consiglio Ue (27 maggio 2019) hanno approvato una direttiva che vieta, a partire dal prossimo 2021, la vendita di una moltitudine di prodotti monouso. Tra questi le posate di plastica (forchette, coltelli, cucchiai e bacchette), i piatti di plastica monouso, le cannucce, i bastoncini cotonati fatti di plastica, i bastoncini per palloncini, le plastiche ossi-degradabili e i contenitori per alimenti e tazze in polistirolo espanso. La norma prevede inoltre una raccolta del 90 per cento per le bottiglie di plastica entro i prossimi dieci anni, e impone (entro il 2025) che il 25 per cento delle bottiglie sia composto da materiali riciclati (percentuale che salirà al 30 per cento a partire dal 2030.

Roberto Zoncadi R.Z.   
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