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Un gambero mutante e la svista umana, ecco come è nato il crostaceo che minaccia il mondo

Possiede 10 zampe e si riproduce asessualmente. Il suo Dna non è tuttavia il risultato di una evoluzione ma il frutto di un accoppiamento casuale avvenuto in Germania negli anni ‘90

Roberto Zoncadi R.Z.   
Il gambero marmorizzato
Il gambero marmorizzato

Il gambero marmorizzato, creatura dotata di 5 paia di zampe e in grado di moltiplicarsi attraverso la clonazione (partenogenesi), potrebbe non essere il risultato di una mutazione genetica voluta da Madre Natura ma il risultato di una "svista" causata dall'uomo negli anni ’90. Il crostaceo, che negli ultimi 20 anni ha letteralmente invaso fiumi e laghi di tutto il Pianeta, distruggendo i delicati ecosistemi e mettendo a repentaglio la sopravvivenza di molte specie, attirò l’attenzione dei biologi già nel 1995, quando il proprietario di un acquario in Germania ritrovò inaspettatamente la vasca piena di femmine clonate da una singola madre.

Un invasore particolarmente aggressivo

La creatura, ribattezzata Procambarus virginalis, si è dimostrata con il passare degli anni un invasore particolarmente aggressivo, tanto che alcuni lo hanno paragonato al cancro. Per molti aspetti - spiega Jean-François Flot, genetista evolutivo presso la Libera Università di Bruxelles - l'espansione invasiva del gambero marmorizzato è analoga a quella del cancro, che si diffonde asessualmente a spese del suo ospite". Inizialmente i biologi pensarono ad a una specie a sé stante, sviluppatasi dopo milioni di anni di evoluzione, ma ora si scopre che il “gambero infestatore” è il risultato di una svista dell’uomo. Qualcuno mise due diverse specie di gambero in uno stesso acquario, il risultato fu un gambero marmorizzato. "Mangiano tutto - evidenzia il professor Frank Lyko, genetista molecolare presso il Centro tedesco per la ricerca sul cancro di Heidelberg, uno dei primi ad analizzare il codice genetico della creatura -. Divorano foglie marce, lumache o nidiate di pesci, piccoli pesci e persino insetti”.

Ha un genoma più lungo di quello umano

“Si tratta di un parassita - aggiunge Gerhard Scholtz, biologo evoluzionista presso l'Università Humboldt di Berlino - a seguito della sua rapida diffusione l’intero ecosistema planetario è a rischio”. Il suo successo spaventa anche l’Unione europea che ne ha vietato l’importazione: non deve essere venduto come alimento, tenuto in acquario né tanto meno rilasciato nell’ambiente. La cosa che più inquieta gli scienziati sembra essere il corredo genetico del super gambero. Con 3,5 miliardi di basi di Dna, il genoma del crostaceo risulta essere più grande del genoma umano, anche se contiene lo stesso numero di geni, 21mila. Il gambero marmorizzato dispone di tre serie di 92 cromosomi, mentre i suoi simili ne possiedono soltanto 2 serie, e ogni insieme è essenzialmente una versione dei cromosomi appartenenti al gambero slough (P. fallax). Due dei tre set di cromosomi sono pressoché identici tra loro, ma il terzo è abbastanza diverso, ed è per questo che i ricercatori pensano possa aver avuto origine dall’accoppiamento di due gamberi di fiume provenienti da diverse regioni del mondo.

La svista umana ha coinvolto un esemplare mutante

Uno dei due esemplari aveva probabilmente un uovo o uno spermio anomalo che ha permesso alla capostipite di conservare due copie dei cromosomi invece del solito singolo set che si trova nelle cellule germinali. Una creatura come questa, evidenziano oggi gli scienziati, in natura non avrebbe mai avuto l’opportunità di svilupparsi. Normalmente i cloni risultano essere svantaggiati, perché mancano della variazione genetica per adattarsi alle più svariate situazioni, ma il gambero marmorizzato ha dimostrato al mondo che la scienza non sempre è perfetta. I tre set cromosomici di cui dispone hanno infatti aiutato il crostaceo ad adattarsi alle condizioni più estreme. Al momento diverse equipe di scienziati stanno lavorando a un’arma biologica (naturale) in grado di contrastare l’avanzata del crostaceo.

Riferimenti
Roberto Zoncadi R.Z.   

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