Evoluzione in atto, sulla Terra vivono intere popolazioni con dei superpoteri: c'è anche chi riesce a restare in apnea per 13 minuti

E poi c'è chi ha la super vista, o la resistenza a malattie come cancro e diabete

Un bimbo della popolazione Bajau Laut
Un bimbo della popolazione Bajau Laut
di R.Z.

La specie umana si evolve, giorno dopo giorno, e lo fa da millenni. I cambiamenti sono spesso invisibili, perché in media le singole popolazioni non hanno caratteristiche molto dissimili da altre che vivono in altre parti della Terra. Eppure ci sono casi che ci permettono di comprendere quale futuro evolutivo ci aspetta. Già oggi, infatti, esistono nel pianeta delle persone che hanno capacità che ricordano quelle dei supereroi dei fumetti o dei film di fantascienza. Non casi isolati, ma gruppi di persone, o persino “intere popolazioni” dotate di super vista, resistenza a malattie spesso considerate incurabili o abilità segrete come una capacità polmonare di gran lunga superiori alla media, in grado cioè di restare a lungo in apnea o scalare montagne come l’Everest senza bisogno delle bombole di ossigeno. Tutto merito dell’adattamento e del lavoro secolare di alcuni geni. Secondo alcuni esperti, tali caratteristiche potrebbero contribuire anche allo sviluppo di cure rivoluzionarie.

I super poteri scoperti dagli scienziati

Alcune persone sono diventate famose con le imprese sportive, come ad esempio il maratoneta Eliud Kipchoge, campione olimpico di maratona a Rio de Janeiro 2016 (2h 03' 05"). Kipchoge non è che uno dei tanti atleti keniani in grado di percorrere così tanti chilometri senza quasi sentire la fatica di un’impresa che molti umani considererebbero impossibile. E un dettaglio che spesso non viene messo in risalto è che tutti questi campioni keniani provengono da una particolare popolazione, i Kalenjin, che vive nella zona centrale della Rift Valley (l’area dell’Africa orientale dove sarebbero comparsi i primi ominidi della storia). L’origine di queste incredibili capacità? Neppure gli scienziati sembrano averlo ancora capito. Forse la dieta alimentare, ricca di amido, o chissà, la posizione geografica: la popolazione dei Kalenjin vive a oltre duemila metri di altezza sul livello del mare. Persino la ricerca fatica a star loro dietro. Cosa certa è che tali “super poteri”, se li si volesse così chiamare, sono ormai parte del loro patrimonio genetico. Stando a uno studio condotto da un team di scienziati dell’Università di Copenhagen, che ha messo a confronto la struttura fisica di giovani olandesi con quella di coetanei Kalenjin, ha permesso di evidenziare differenze fisiologiche particolari. Le gambe dei keniani risultano essere (in media) più lunghe e affusolate ed è cosa nota che gli individui che hanno caviglie e polpacci più piccoli usano l'energia in modo più efficace.

In apnea per ben 13 minuti

Esistono poi persone, come i Bajau Laut dell'Indonesia, chiamati anche nomadi del mare, perché in media passano il 60 per cento della loro vita in acqua, capaci di trattenere il respiro, in apnea, per ben 13 minuti. Queste persone, hanno scoperto ora gli scienziati di Copenaghen, hanno una milza che, rispetto ad una persona comune, risulta essere più grande del 50 per cento. A tale organo - alle sue dimensioni -, evidenziano i ricercatori, collegata la capacità di rendere il sangue più ricco di ossigeno, condizione che consente di rimanere sott'acqua più a lungo. Un’anomalia fisica, quella della “milza gigante”, provocata da un gene che produce abnormi livelli ti T4, un particolare ormone tiroideo.

Esistono popoli resistenti a malattie per altri mortali

Chi soffre della sindrome di Laron, un disturbo che causa la mutazione nel recettore dell'ormone della crescita umano, provocando il nanismo, risulta essere quasi immuni dal diabete e dal cancro. Lo ha scoperto il professor Jaime Guevara-Aguirre, mentre studiava con il collega italiano Valter D. Longo, esperto di longevità e ricercatore presso l’University of Southern California, i geni dei pazienti con sindrome Laron. Da qui lo sviluppo di un progetto che potrebbe consentire di ricavare farmaci anti cancro, ma anche contro diabete e altre malattie.

Immuni alle malattie cardiache

Super poteri anche tra molti appartenenti al popolo Tsimane, della Bolivia. Il 90 per cento dei soggetti presi in esame risultano essere pressoché immuni al rischio di malattie cardiache. La popolazione Tsimane, inoltre, risulta inoltre godere di livelli di pressione sanguigna molto bassa, come anche degli ottimi livelli di colesterolo e glicemia. Ciò che dona loro questo “privilegio” sembrerebbe riconducibile alla dieta e allo stile di vita. Il loro regime alimentare è composto per il 72 per cento di carboidrati non trasformati, 14 per cento di grassi (quasi tutti non saturi) e da un 14 per cento di proteine introdotte attraverso la carne di animali che cacciano e dai pesci che pescano in ambienti poco inquinati.

In alta quota senza bombole d'ossigeno

Ci sono poi gli sherpa, le guide che con sprezzo del pericolo, accompagnano gli scalatori sull’Everest o altre cime altrettanto imponenti. L’impresa, non sempre di successo per i comuni scalatori, per loro risulta “quasi” banale. I membri di questa popolazione nepalese, infatti, hanno la capacità di gestire le basse quantità di ossigeno presenti alle alte quote grazie a una maggior quantità di emoglobina che consente loro di poter contare su più globuli rossi indispensabili per "nutrire" i muscoli. Il loro corredo genetico si è sviluppato per millenni, anche perché da sempre vivono sull'Himalaya e sono stati così costretti a adattarsi a temperature bassissime e ridotti livelli di ossigeno.

Una super vista come quella di Superman

Gli ultimi super uomini del pianeta Terra sono gli aborigeni, dotati di una vista capace di far ingelosire persino Superman. Gli aborigeni australiani, infatti, possono avere una vista fino a quattro volte migliore di una persona “normale”. Il governo ha scoperto tale caratteristica genetica e si avvale di questi individui facilitandone l’accesso nell’unità Norforce dell’esercito: sono in grado di individuare le barche da pesca illegali come nessun altro. Uno scienziato, Hugh Taylor, professore di oftalmologia dell’Università di Melbourne, ritiene che la super vista sia il risultato di un’insolita sincronizzazione tra retina e cervello, sviluppatasi quando gli aborigeni erano un popolo di cacciatori-raccoglitori. Il super potere, in questo caso, non dura in eterno. La maggior parte dei soggetti ha un’altissima probabilità di diventare persino cieco già dopo i 40 anni.