Non solo criptovalute, la blockchain rivoluzionerà la Pubblica amministrazione: ultimi ritocchi al progetto per il Mise

La bozza del ministero dello Sviluppo economico verrà consegnata entro fine luglio

Non solo criptovalute, la blockchain rivoluzionerà la Pubblica amministrazione: ultimi ritocchi al progetto per il Mise
TiscaliNews

Adoperare la tecnologia della blockchain, letteralmente “catena dei blocchi”, nelle pratiche che riguardano la pubblica amministrazione. Entro la fine del mese di luglio un team di esperti nominati dal Ministero dello Sviluppo economico (Mise) presenterà al Governo la bozza di un documento attraverso il quale saranno indicati i passi che lo stesso dovrà intraprendere nel campo delle tecnologie dei registri distribuiti (distributed ledger technology). Grazie alla tecnologia della catena dei blocchi, che nel corso degli ultimi anni ha consentito lo sviluppo di una moltitudine di criptovalute, l’amministrazione potrà beneficiare di sistemi altamente sofisticati, in grado di certificare le transazioni con i cittadini e anche semplificare tutte quelle procedure che oggi prevedono l’invio di una moltitudine di documenti sensibili: catasto e motorizzazione in primis.

Documento al Mise

Rispetto al timing previsto, evidenzia  Gianluca Comandini, cofondatore dell’associazione di categoria Assob.it e uno dei trenta esperti facenti parte del comitato, il documento arriverà sul tavolo del Mise con qualche settimana di ritardo. “Contiamo di consegnare il documento tra due o tre settimane - ha spiegato Comandini a Wired -. Il Governo poi studierà il nostro schema, composto da circa duecento pagine, e deciderà se seguirlo o modificarlo”.

Corsi di formazione per i dipendenti della PA

Rinnovare il modo di operare della pubblica amministrazione significherà rivoluzionare anche il modo di lavorare di migliaia di dipendenti disseminati su tutto il territorio. “Uno dei punti è la divulgazione e la formazione”, evidenzia infatti Comandini. Tutti i dipendenti statali dovranno essere istruiti sulle nuove procedure e sul funzionamento che sta alla base della blockchain di Stato.

Molte sono tuttavia le incognite

Il Governo dovrà anche valutare se sfruttare la rete decentralizzata globale oppure costituire una propria infrastruttura. In questo caso ci si dovrà concentrare sullo sviluppo di progetti innovativi riguardanti la blockchain, e l’Italia su tale fronte ha molte carte da giocare, ma nella maggior parte dei casi chi ha idee interessanti tende a lasciare il Paese. “Ci sono pochi progetti in Italia sulla blockchain - ricorda sempre su Wired l’esperto Comandini -. Se ne vanno all’estero. Come Elysium tech, che applica la blockchain ai dati clinici, che è andata a Dubai”. L’unico che può bloccare questa fuga di risorse è il Governo, destinando ai progetti delle start up più innovative maggiori risorse.