Vaccino coronavirus Oxford, reazione avversa al farmaco. Ma la a sperimentazione non è sospesa

Lo stop arriva nell'acceso dibattito in corso su una possibile politicizzazione del vaccino, soprattutto negli Stati Uniti dove Donald Trump spinge per averlo prima delle elezioni di novembre

Covid, AstraZeneca sospende i test
Covid, AstraZeneca sospende i test
TiscaliNews

AstraZeneca sospende tutti i test clinici sul vaccino per il coronavirus che sta sviluppando con l'Università di Oxford dopo uno dei partecipanti ha accusato una seria potenziale reazione avversa. Lo stop temporaneo consente al colosso farmaceutico di esaminare il caso ne rivedere i dati sulla sicurezza. La sicurezza di un possibile vaccino contro il Covid-19 viene "prima di tutto", ha detto il capo del settore ricerca scientica dell'Oms Soumya Swaminathan dopo l'annuncio della sospensione del trial del vaccino sviluppato da AstraZeneca a causa di effetti collaterali su un paziente. "Soltanto perché parliamo di velocità questo non significa che inizieremo a compromettere o fare sconti su quello che normalmente viene valutato - ha detto - Il processo è in corso e deve passare attraverso le regole del gioco. Per i farmaci e i vaccini somministrati alle persone bisogna testare la sicurezza, prima di tutto".

La sperimentazione non è sospesa

"La sperimentazione sul vaccino AstraZeneca Oxford non è sospesa". Piero Di Lorenzo, presidente dell'Irbm, l'istituto di ricerca di Pomezia che è coinvolto nella realizzazione del vaccino AstraZeneca-Oxford, ha spiegato cosa succede dopo la decisione dell'azienda farmaceutica di annunciare l'emergere di un quadro clinico avverso su 50mila partecipanti al test. "Non è stata sospesa la sperimentazione, ma sono state bloccate le nuove vaccinazioni nei nuovi paesi. Attualmente è in corso una vaccinazione su 50mila persone in 5 paesi, che va avanti in attesa che si pronunci il comitato scientifico indipendente nell'unico quadro clinico avverso emerso" spiega Di Lorenzo e specifica "Ma è una decisione di ruotine, normalmente non si sospende nulla. Si continua la sperimentazione e si aspetta che il comitato scientifico esamini il caso". Il numero uno di Irbm spiega che il parere del comitato scientifico dovrebbe arrivare tra qualche settimana e "non ci saranno ritardi sulla tabella di marcia di diffusione dell'antidoto". "Entro la fine dell'anno in corso arriveranno milioni di dosi, la copertura entro pochi mesi sarà nel complesso buona, anche se penso che i governi prima organizzeranno la vaccinazione delle categorie più a rischio" conclude.

La decisione di AstraZeneca

La decisione di AstraZeneca La decisione di AstraZeneca di sospendere la fase tre della sperimentazione del vaccino contro il Covid-19 - ovvero quella su vasta scala - non rappresenta un'eccezione nello sviluppo di nuovi farmaci, ed è anzi prassi consolidata ogni qualvolta possano insorgere dei problemi con i pazienti. La società farmaceutica ha annunciato stanotte che, a seguito del ricovero in ospedale di uno dei volontari che si sono sottoposti alla sperimentazione per una "malattia non spiegata", ha deciso di sospendere i test in attesa di elementi su cosa possa aver scatenato la "possibile reazione avversa". Di fatto, è la seconda volta che i test su questo vaccino vengono sospesi a causa di un possibile e imprevisto effetto collaterale, un evenienza che il colosso farmaceutico, il quale ha già avviato la produzione industriale del vaccino in attesa della fine del trial clinico, ha definito "di routine".

Le indiscrezioni del New York Times

Lo stop si deve infatti ad un problema di salute di un paziente britannico non immediatamente riconducibile a cause esterne al vaccino: occorrerà quindi accertare se il malessere si debba ad un effetto collaterale del farmaco o sia semplicemente l'insorgere statistico (non infrequente in un trial con un elevato numero pazienti) di una malattia in concomitanza con la somministrazione. Secondo indiscrezioni pubblicate dal New York Times, che cita una fonte molto vicina alla sperimentazione, il volontario britannico avrebbe contratto una mielite trasversa, una sindrome infiammatoria del midollo spinale che spesso è provocata dalla reazione immunitaria all'esposizione a un virus. La stessa Oms ha sottolineato la necessità di non compromettere la sicurezza malgrado la necessità di sviluppare un vaccino nel più breve tempo possibile: il rischio è che l'uso politico della corsa ai vaccini - che appare evidente soprattutto nel caso statunitense, con Donald Trump deciso ad usarla come arma elettorale - metta in qualche modo a rischio il pieno rispetto dei protocolli di non tossicità.

Il Papa e l'uso politico del vaccino

Di fatto, il vaccino dell'AstraZeneca è stato uno di quelli che ha ricevuto i maggiori finanziamenti da parte delle autorità statunitensi - un miliardo di dollari per trecento milioni di dosi - e la Casa Bianca stava valutando un possibile inizio della somministrazione per il mese (elettorale) di novembre, data che sembra ora destinata a slittare. Il pontefice è preoccupato per l'eventuale uso politico del vaccino.