Un misterioso visitatore interstellare, dopo l’asteroide Oumuamua arriva la cometa Borisov

Proviene dalla direzione della costellazione di Cassiopea e a scoprirla, con un “piccolo” telescopio, è stato l’astrofilo Gennady Borisov

Un misterioso visitatore interstellare, dopo l’asteroide Oumuamua arriva la cometa Borisov

Il 18 ottobre del 2017 l’astronomo Rob Weryk annunciò al mondo di aver scoperto il primo asteroide interstellare della storia, proveniente cioè dall’esterno del nostro Sistema Solare. Ribattezzato Oumuamua, letteralmente “messaggero che arriva per primo da lontano”, è stato in effetti il primo di una categoria di cui si sospettava l’esistenza ma dei quali non si avevano notizie certe. A distanza di quasi un anno l’astronomo amatoriale ucraino Gennady Borisov ha fatto sapere di aver scoperto un oggetto simile e di uguale importanza scientifica. Il corpo celeste immortalato, entrato nel Sistema Solare lo scorso 30 agosto, è infatti una cometa, la prima interstellare scoperta dall’uomo: al momento porta il nome C/2019 Q4 - Borisov ma, inizialmente, era stata registrata con il nome in sigla “gb00234”.

L’esistenza dell’esocometa, che secondo i primi calcoli potrebbe avere un diametro di una decina di chilometri, è stata immediatamente confermata da altri astronomi, in particolare dall’Osservatorio astrofisico della Crimea, che ha diffuso anche le prime incredibili immagini dell’oggetto, e dal Minor Planet Center, l’organizzazione incaricata dall’Unione Astronomica Internazionale di raccogliere i dati sui corpi minori presenti nel Sistema Solare. Gli astronomi di tutto il mondo sono ora intenti a capire l’origine e la natura di questo misterioso oggetto. Qualora verrà confermato che si tratta realmente di una cometa il nome sarà cambiato in “2I”, ovvero secondo oggetto interstellare, dopo il già citato Oumuamua.

E di tempo per studiare il misterioso gli astronomi ne avranno a sufficienza. C/2019 Q4 - Borisov, infatti, è stato intercettato quando si trovava a circa a tre Unità Astronomiche dal nostro pianeta (una UA equivale a 150 milioni di chilometri, ossia la distanza che separa la Terra dal Sole). Con i dati attuali si ritiene che dovrebbe passare vicino a Marte entro la fine dell'anno, e la distanza minima da Sole (perielio) dovrebbe essere raggiunta il 10 dicembre. “In assenza di inattesi fenomeni di scomparsa o disintegrazione - ribadiscono gli scienziati del Minor Planet Center - l’oggetto dovrebbe essere osservabile almeno ancora per oltre un anno”, e più precisamente fino a gennaio del 2021.

Gennady Borisov, che lavora come ingegnere presso l'Istituto astronomico di Sternberg, costruisce personalmente i telescopi e, grazie ad essi, ha già scoperto sette comete e diversi Near Earth Objects (NEO), le rocce spaziali potenzialmente pericolose per il pianeta Terra.

Riferimenti