Aggiornamenti software progettati per “rendere obsoleti” gli smartphone

Dopo la sanzione dell’Antitrust il Tar conferma le multe milionarie a Samsung e Apple

Aggiornamenti software progettati per “rendere obsoleti” gli smartphone
di R.Z.

Ci sono consumatori che trattano i propri smartphone quasi fossero degli oggetti privi di valore. Questa scarsa considerazione dello strumento fa sì che lo stesso venga trattato spesso malissimo, e dunque la sua prospettiva di vita è bassissima, in alcuni casi pochi mesi. Ci sono però utenti che considerano lo smartphone, acquistato magari con sacrifici economici notevoli, come un qualcosa di prezioso. Questa tipologia di utente si prende cura del proprio terminale e spesso riesce a servirsene anche per anni. Una categoria che evidentemente poco piace ai grandi produttori di dispositivi mobile, che nel tempo si sono convinti a stimolarli grazie all’ausilio di “strategie” commerciali “ingegnose”, ossia portando i propri prodotti ad una obsolescenza programmata attraverso aggiornamenti software.

La multa e il ricorso bocciato

Alcuni mesi fa, proprio per questo motivo, l’Antitrust ha sanzionato Samsung e Apple - rispettivamente di 5 e 10 milioni di euro - per pratiche commerciali scorrette. Gli aggiornamenti rilasciati dalle suddette aziende, infatti, rendevano gli smartphone più datati ad esser lenti e quasi inutilizzabili: sostanzialmente superato un certo periodo il cliente veniva spinto a comprare un nuovo modello. I colossi hanno fatto ricorso a tale sanzione ma ora la multa è stata confermata anche dal Tar che non ha concesso alcuna sospensiva cautelare.

La vittoria dell'associazione dei consumatori

“Si tratta di una vittoria importante - ha commentato l’Unione nazionale consumatori (UNC) - che segna un cambio di mentalità degli stessi consumatori che prima accettavano impotenti i problemi di batteria del proprio cellulare che iniziavano dopo neanche due anni dall’acquisto, oggi invece hanno ben chiaro che non è normale che ciò accada (soprattutto con apparecchi che costano diverse centinaia di euro) e chiedono spiegazioni all’azienda e a noi rappresentanti dei consumatori”.

La vicenda non si chiude con la sanzione

L’Unione Nazionale Consumatori sembra infatti decisa a colpire ancora i giganti dell’elettronica, e lo fa invitando i singoli possessori di smartphone appartenenti ai suddetti marchi a mandare una email a sos@consumatori.it, o in alternativa a mandare un messaggio sulla pagina Facebook dell’associazione, se pensano di rientrare tra i consumatori caduti nella trappola commerciale: “Valuteremo caso per caso se ci sono i margini per azioni legali e metteremo le aziende di fronte ad una presa di posizione concreta”.

Riferimenti