Con l’acqua di mare si può ottenere un pane molto speciale

E’ ricco di iodio, magnesio e potassio. Ma gli esperti che lo hanno creato avvisano: “Non fatelo a casa”

Con l’acqua di mare si può ottenere un pane molto speciale
di R.Z.

Un team di scienziati del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) ha realizzato un nuovo e specialissimo tipo di pane. Il risultato è stato possibile sostituendo la classica acqua dolce con l’insolita acqua marina. Stando a quanto riferito dai ricercatori, che hanno visto i risultati della sperimentazione pubblicati sulle pagine del Journal of Food Properties, la sostituzione dell’ingrediente ha permesso di ottenere dei filoni dall’aspetto identico ma dalle proprietà uniche. Il nuovo pane, infatti, risulta avere molto meno sale rispetto a quello classico, e più ricco di iodio (4 volte di più), magnesio e potassio. Gli scienziati, che si sono serviti di acqua marina prelevata al largo della costa pugliese, all'altezza di Bisceglie, raccomandano ovviamente la massima prudenza, e sconsigliano vivamente di avventurarsi in sperimentazioni casalinghe che potrebbero risulta estremamente pericolose per la salute umana.

Un pane speciale

L’acqua del mare, che contiene più batteri e lieviti lattici, sembra garantire una migliore lievitazione anche agli impasti con farina integrale, considerata più sana perché ricca di fibre e vitamine. “Il prodotto che abbiamo ottenuto - spiega Maria Grazia Volpe, ricercatrice del Cnr Isa che ha partecipato alla ricerca - è molto interessante anche dal punto di vista nutrizionale. C’è una maggiore concentrazione di magnesio ed è ricco anche in calcio e potassio. Dall’altra parte abbiamo riscontrato una minore concentrazione di cloruro di sodio: 1,1% contro 1,7% e a volte 2% degli altri pani campani che abbiamo analizzato”.

Il monito: "Non fatelo in casa"

L’invito dei ricercatori, lo ribadiamo, è quello di non avventurarsi nella produzione di questo pane in casa. Benché in Italia - soprattutto al Sud - l’acqua marina sia utilizzata da secoli per usi alimentari, l’utilizzo di tale ingrediente viene comunque sconsigliato perché il liquido dovrebbe essere microbiologicamente puro e depurato dal boro. L’acqua marina usata dai ricercatori del Cnr è stata purificata dalla società pugliese Steralmar, al momento l’unica certificata per la produzione di acqua di mare per uso alimentare.

Quali i prossimi passi degli scienziati?

“Adesso procederemo con le analisi sensoriali, che affideremo a dei panel di assaggiatori addestrati - sottolinea Volpe -, e faremo ulteriori valutazioni scientifiche sulla lievitazione questa prima ricerca ci è servita a capire che siamo sulla strada giusta”.

Riferimenti