Il Sacro Graal dell'immunologia, nuova scoperta apre la strada al vaccino universale contro l'influenza

Il risultato ottenuto dopo l’individuazione di un anticorpo che protegge dall'infezione

Le particelle del virus H1N1 (colorate) e le proteine superficiali (in nero). Foto: NIAID
Le particelle del virus H1N1 (colorate) e le proteine superficiali (in nero). Foto: NIAID
di R.Z.

Un’equipe di scienziati dell’Università del Michigan, guidato dall’epidemiologo Aubree Gordon potrebbe aver fatto una scoperta chiave che aprirà la strada al vaccino universale contro l’influenza. Dopo l’importante scoperta della struttura di una delle proteine di superficie del virus, risalente a poco più di 15 giorni fa, il team del professor Gordon ha isolato un anticorpo che protegge dall'infezione. Secondo i ricercatori, che hanno visto i risultati dello studio pubblicati sulle pagine della rivista Nature Medicine, si tratta di una scoperta epocale: il vaccino universale contro l’influenza, considerato il Sacro Graal dell’immunologia, ora è a portata di mano.

Verso un vaccino anti-influenzale universale

Diversamente dagli attuali vaccini anti-influenzali, che per sconfiggere il virus colpiscono l'emoagglutinina - una proteina “trasformista” che muta di anno in anno e che si trova sulla testa del virus -, i futuri farmaci dovranno colpire la base, che muta più lentamente e risulta esser decisamente più stabile. E questi nuovi medicinali, grazie alla scoperta di Gordon e colleghi, parrebbero finalmente alla portata dei ricercatori, perché l’anticorpo da loro isolato si aggancia esattamente alla base della proteina.

La scoperta che cambia tutto

Il tallone d’Achille dell’influenza è stato identificato in Nicaragua, in un gruppo di persone seguito da anni nell'ambito di una ricerca sull'influenza. "Una volta che qualcuno in casa si ammala di influenza - ha spiegato il responsabile dello studio - seguiamo la famiglia per due settimane. In questo modo, possiamo ottenere un campione di sangue e misurare i livelli di anticorpi e poi vedere se queste persone vengono infettate e se si ammalano".

Anticorpi della base funzionano come protezione

E’ stato così che i ricercatori hanno potuto stabilire che i soggetti dotati dell’anticorpo che si lega alla base dell'emoagglutinina si ammalano il 42 per cento meno degli altri di influenza da virus H1N1 perché ha una protezione naturale. "Siamo i primi a dimostrare che gli anticorpi della base funzionano come protezione - ha concluso Gordon -. Questa è una grande notizia perché supporta l'idea che questi anticorpi potrebbero consentire di progettare un vaccino antinfluenzale universale".

Le morti causate dall'influenza

L'influenza si diffonde nel mondo in epidemie annuali, provocando da tre a cinque milioni di casi gravi e da 250.000 a 500.000 morti. Nel sud e nel nord del mondo l'epidemia si presenta soprattutto in inverno mentre nelle aree intorno all'equatore le epidemie si diffondono in qualsiasi parte dell'anno. La mortalità è maggiore tra i più giovani, gli anziani e le persone con altri problemi di salute.

La situazione in Italia

In Italia il virus influenzale colpisce ogni anno milioni di persone. Il bilancio stilato dalla rete di sorveglianza epidemiologia Influnet dell'Istituto superiore di sanità (Iss) conta quasi 5 milioni di italiani a letto da inizio stagione 2019. L'80 per cento dei casi gravi (282 in tutto) e l'85 per cento dei decessi (52) riguarda soggetti che presentavano almeno una patologia cronica preesistente. Dal punto di vista virologico la stagione è stata caratterizzata dalla predominante circolazione dei virus di tipo A (99,7 per cento); di questi il 57 per cento appartiene al sottotipo A-H1N1 e il 33 per cento al sottotipo A-H3N2).

Riferimenti