Una Terra super affollata, entro il 2100 saremo 11,2 miliardi

La popolazione crescerà di 4 miliardi, l'Africa guiderà la crescita

Una Terra super affollata, entro il 2100 saremo 11,2 miliardi
TiscaliNews

La Terra super affollata per il 2100: entro fine secolo potremmo essere in 11,2 miliardi di persone, con una crescita di ben 4 miliardi di persone in circa 90 anni. Già nel 2050, potremmo passare dagli attuali 7,3 miliardi di persone a 9,7 miliardi. L'Italia invece è seconda solo al Giappone per l'invecchiamento della popolazione. Nonostante il generale declino della fertilità, come testimonia il nostro Paese, la popolazione continuerà ad aumentare in alcune zone, come l'Africa sub sahariana.

Entro la fine del secolo la popolazione crescerà del 23% - La stima è di una ricerca delle Nazioni Unite presentata al convegno Internazionale di Statistica, in corso negli Stati Uniti, a Seattle. Secondo l'Onu, entro la fine del secolo la popolazione crescerà del 23%. Solo in Nigeria, il paese più popoloso del continente africano, il numero di persone potrebbe quadruplicare entro il 2100 e passare da 182 a 752 milioni di persone. La popolazione crescerà anche negli Stati Uniti, dove per il 2100 si potrebbe passare da 322 milioni di persone a 450.

Ma per paesi come l'Italia il sarà l'invecchiamento - “Queste proiezioni servono ai Governi per vedere se questi scenari immaginati sono sostenibili o meno e scenari come quelli presentati oggi non lo sono”, rileva l'esperto di demografia, Antonio Golini. Per l'Onu, se per alcuni Paesi il problema sarà la crescita della popolazione, per altri, Italia compresa, sarà l'invecchiamento e i suoi costi. Lo studio ha infatti analizzato anche la percentuale che indica il peso delle persone che sono a carico dei lavoratori potenziali (la cosiddetta percentuale potenziale di sostegno, o Psr).

Nelle nazioni a bassa crescita serve organizzazione sociale diversa - Il Giappone ha attualmente il Psr più basso a 2,1, seguito dall'Italia che ha il 2,6. Anche negli Stati Uniti questa percentuale è destinata a scendere, e si prevede che passi dall'attuale 4% all'1,9% entro il 2100. In Germania invece entro fine secolo, questa percentuale passerà da da 2,9 %a 1,4%; in Cina, da 7,1% a 1,4%; in Messico da 8,7% a 1,4%; in Bangladesh, dall'attuale 11,2% a 1,6%. In questi Paesi, compresa l'Italia, secondo Golini “bisogna immaginare una organizzazione sociale diversa. Non più una prima fase fino ai 25 anni dedicata all'istruzione, poi una fase produttiva e poi una terza età dedicata alla pensione”. Ma, per l'esperto, alla fase di istruzione e formazione “dovrà seguire una lunghissima fase da adulti nella quale i giovani e gli anziani lavoreranno sempre sia per il mercato, sia in attività di sostegno per coloro che non sono in grado di prendersi cura di sé”.

Crescita incontrollata della popolazione africana può creare problemi - La rapida crescita della popolazione nei paesi ad alta fertilità come l'Africa può invece far aumentare una serie di problemi già esistenti. Tra questi i problemi legati all'uso delle risorse e l'inquinamento, la salute materna e la mortalità infantile, disoccupazione, bassi salari e povertà. Per Golini la crescita della popolazione ipotizzata per l'Africa significa ''che nel continente bisognerà creare 600-700 milioni nuovi posti di lavoro, dal momento che è impossibile bisogna pensare a una Unione Euro-Africana con la libera circolazione di persone e merci che potrà equilibrare la situazione''.