La Russia prepara la sua stazione spaziale, al via la costruzione della Ross

Tra qualche anno la Stazione Spaziale Internazionale andrà in pensione e la Russia ha dato il via già da qualche anno alla progettazione di una nuova stazione molto più piccola della Iss ma più moderna e caratteristiche differenti

La Russia prepara la sua stazione spaziale, al via la costruzione della Ross
TiscaliNews

La Russia prepara la sua stazione spaziale, si chiamerà Ross (Russian Orbital Service Station) e sarà operativa nel 2028. Una stazione automatizzata, la presenza di astronauti è prevista solo per operazioni specifiche e di manutenzione, che verrà completata in due fasi distinte, la prima entro il 2030, e avrà un'orbita polare a 372 chilometri di altezza, così da poter sorvolare anche l'intero territorio russo e le regioni polari. In vista del pensionamento della Stazione Spaziale Internazionale (Iss), che per europei e americani è prevista nel 2030 mentre la Russia è formalmente impegnata solo fino al 2024, anche la Russia - così come gli Usa - ha dato il via già da qualche anno alla progettazione di una nuova stazione molto più piccola della Iss ma più moderna e caratteristiche differenti.

A fare il punto sul programma della Ross è stato Vladimir Soloviev, progettista generale di Rsc Energia e direttore di volo del segmento russo della Iss, in un'intervista pubblicata sul sito dell'agenzia spaziale russa Roscosmos. La prima fase, spiega Soloviev, inizierà nel 2028 con il lancio del Nem, un modulo scientifico inizialmente programmato per essere integrato alla Iss, con un razzo Angara. Dotato di un sistema per la gestione di energie e di un grande giroscopio per il mantenimento dell'assetto, Nem sarà il modulo principale della stazione e poco dopo sarà integrato con due moduli più piccoli, Nodal e Gateway, necessari all'attracco delle navette cargo Progress e delle capsule Soyuz.

Già in questa prima fase la stazione potrà ricevere i primi astronauti che potranno completare le operazioni di attivazione di tutte le strumentazioni e connettere anche un secondo importante modulo. Questa prima fase dovrebbe concludersi nel 2030 e la Ross potrà così ospitare fino a 4 astronauti per missioni di 1 o 2 mesi. Ross avrà un'orbita molto diversa da quella della Iss, che gira attorno alla Terra in una fascia compresa tra i paralleli 52 a nord e sud dell'equatore.

La nuova stazione avrà invece un'orbita polare eliosincrona a 97 gradi, ossia passerà quasi perfettamente sui poli sorvolando ogni punto della Terra sempre alla stessa ora locale. Una scelta che da un lato permette di passare praticamente sopra ogni punto del pianeta, la Iss invece sfiorava appena il territorio russo non permettendo di fatto di usarla per osservare e studiare il proprio territorio, dall'altro rende possibile eseguire una serie di esperimenti finora impossibili.

Il fatto di transitare vicino ai poli, dove maggiori sono le radiazioni in arrivo dal Sole sarà la maggiore limitazione alla presenza di equipaggio umano - la cui presenza costituisce anche un costo molto alto - ma proprio le radiazioni apriranno la possibilità di studiare in modo più approfondito i pericoli delle radiazioni sui viventi, anche in vista dei futuri viaggi interplanetari. Completata la prima fase nel 2030 la Ross verrà poi ulteriormente ingrandita raggiungendo una massa di 120 tonnellate, circa un quarto della Iss. Una volta completata la Ross avrà anche la capacità di fungere da 'stazione di servizio' spaziale, ossia essere una base per rifornire combustibile o aggiornare satelliti già in orbita ma che hanno bisogno di manutenzione.