Rilevare l’Alzheimer sarà semplice e indolore, basterà un semplice test del sangue

Un nuovo marker consente di capire se una persona ha o meno la malattia

Rilevare l’Alzheimer sarà semplice e indolore, basterà un semplice test del sangue
di R.Z.

Un team di ricercatori della Lund University, che ha lavorato con un’equipe di scienziati della società farmaceutica Roche, ha annunciato di aver sviluppato un sistema non invasivo che consente di rilevare se una persona ha o meno la malattia di Alzheimer. Stando a quanto riportato sulle pagine del sito dell’università la nuova procedura richiederà un semplice, veloce ed economico prelievo di sangue. Attualmente, per diagnosticare la presenza del morbo, attraverso l’identificazione di accumulo anormale della sostanza beta-amiloide, si procede invece con l’analisi di un campione di fluido spinale oppure con l’imaging cerebrale, utilizzando uno scanner PET.

Pronti per la sperimentazione clinica

Gli scienziati confidano ora in una rapida approvazione per l’uso clinico. Nei prossimi mesi, ha riferito il professor Oskar Hansson, che ha visto i risultati dello studio pubblicati sulle pagine della rivista JAMA Neurology, prenderà il via una sperimentazione nell’assistenza sanitaria primaria per testare la tecnica. Gli attuali metodi, evidenzia Sebastian Palmqvist, professore associato presso la Lund University e medico presso l’Ospedale universitario di Skåne, sono “costosi e disponibili solo nell’assistenza sanitaria specialistica. Nella ricerca, abbiamo quindi da tempo cercato strumenti di diagnosi più semplici”. In questo studio, che ha visto la collaborazione di svariati centri medici, gli scienziati hanno indagato sull’eventuale possibilità di identificare, con un test del sangue e con un alto grado di accuratezza, i soggetti in cui la beta-amiloide ha iniziato ad accumularsi nel cervello, cioè le persone con malattia di Alzheimer di base.

Un test molto accurato

“Precedenti studi sui metodi che utilizzano gli esami del sangue non hanno mostrato risultati particolarmente buoni - ha commentato Palmqvist -: è stato possibile vedere solo piccole differenze tra i pazienti con Alzheimer e gli anziani invece sani. Solo un anno fa l’equipe ha scoperto però un metodo che, con un semplice test del sangue, mostrava una maggiore accuratezza nel rilevare la presenza del morbo”. I risultati dello studio si basano sull’analisi di studi relativi alle analisi del sangue raccolti da 842 persone in Svezia (lo studio svedese BioFINDER) e 237 persone in Germania. I partecipanti erano malati di Alzheimer, anziani sani e altri soggetti affetti da lieve deficit cognitivo.

Verso un uso nelle cure cliniche di routine

“Collaboriamo con Roche da molto tempo - afferma Hansson - e solo ora stiamo iniziando ad avvicinarci a un livello di accuratezza utilizzabile nelle cure cliniche di routine in tutto il mondo”. I ricercatori ritengono che questa nuova analisi del sangue potrebbe essere un importante complemento per lo screening di individui da includere in studi clinici contro l’Alzheimer, o per migliorare la diagnostica nell’assistenza primaria che consentirà a più persone di ottenere il trattamento sintomatico attualmente disponibile contro il morbo. “Il prossimo passo per confermare questo semplice metodo per rivelare la beta-amiloide attraverso l’analisi del campione di sangue - conclude il collega Palmqvist - è poterlo testare in una popolazione più ampia. Dobbiamo testare anche la tecnica in contesti clinici, cosa che faremo presto, in un importante studio di cure primarie in Svezia, che speriamo convalidi i nostri risultati”.

Riferimenti