Trovata una possibile Super-Terra in orbita attorno alla stella Proxima Centauri

La scoperta di due ricercatori italiani, Mario Damasso, dell’Osservatorio Astrofisico di Torino, e Fabio Del Sordo, dell’Università di Creta

Trovata una possibile Super-Terra in orbita attorno alla stella Proxima Centauri
di R.Z.

In orbita attorno a Proxima Centauri, la stella più vicina al nostro Sistema Solare sulla quale in tanti hanno fantasticato sulla possibile presenza di un mondo dalle caratteristiche idonee ad ospitare la vita, potrebbe esserci un secondo pianeta. A sostenerlo sono due ricercatori italiani, Mario Damasso, dell’Osservatorio Astrofisico di Torino, e Fabio Del Sordo, dell’Università di Creta. Il nuovo mondo, battezzato informalmenteProxima c, sarebbe una super-Terra con una massa almeno sei volte superiore a quella del nostro Pianeta.

Un pianeta inospitale

Per gli astronomi il secondo mondo teorizzato ha un periodo di rivoluzione di circa 1900 giorni. Questa caratteristica lo renderebbe un pianeta gelido e inospitale, ben diverso da “Proxima b”, un pianeta extrasolare scoperto nel 2016 che si trova in orbita nella cosiddetta zona abitabile e che ha massa approssimativamente simile a quella della nostra Terra. Damasso e Del Sordo si sono convinti dell’esistenza del pianeta dopo aver analizzato i dati raccolti con l’HARPS dell'European Southern Observatory (ESO). Lo spettrografo, installato nel 2002 sul telescopio di 3,6 metri di diametro posto all'Osservatorio di La Silla, in Cile, è in grado di rilevare i tremolii che il passaggio degli esopianeti producono sulla luce delle stelle intorno a cui orbitano.

Altre conferme indirette della sua esistenza

L’esistenza di Proxima c troverebbe inoltre conferme da una lieve deviazione nella posizione di Proxima Centauri - di poco più di un metro al secondo - evidenziata in precedenti osservazioni. "È solo un candidato - ha detto Damasso durante la presentazione avvenuta nel corso del Breakthrough Discuss, un incontro interdisciplinare annuale tenuto da Breakthrough Initiatives -. Questo è molto importante da sottolineare". Il collega italiano, Del Sordo, ha voluto anch’egli invitare tutti alla cautela, paragonando il pianeta a un "castello in aria", che bisognerà "continuare a lavorare per porre su basi ancora più solide".

La conferma arriverà entro il 2019

La ricerca dei pianeti di Proxima Centauri fa parte di un progetto importante e molto vasto, affidato al gruppo internazionale di caccia ai pianeti Pale Red Dot. Ulteriori prove dovranno esser ora raccolte attraverso altri sistemi di acquisizione. Tra questi il satellite Gaia dell'Agenzia spaziale europea rappresenta uno dei più promettenti. Gaia, già da tempo, sta infatti mappando l’intera Via Lattea, analizzando i movimenti e le posizioni di oltre un miliardo di stelle presenti nella nostra galassia. Qualora tale sistema dovesse evidenziare delle oscillazioni accanto a Proxima Centauri verrebbe confermata la presenza del nuovo pianeta: una conferma potrebbe arrivare entro il 2019.

Sarà un laboratorio per l'imaging diretto

Proxima c si appresta a diventare "un laboratorio spettacolare per l'imaging diretto", termine con cui gli astronomi indicano la cattura di un'immagine di un pianeta attraverso i vasti abissi dello spazio. Il pianeta, grazie al telescopio spaziale James Webb della Nasa e al suo prossimo successore, il Wide-Field Infrared Survey Telescope, potrebbe diventare il primo mondo al di là del Sistema Solare di cui sarà disponibile un'immagine ripresa in luce riflessa. E riuscire a catturarne un’immagine è per gli scienziati estremamente importante. Tali “fotografie”, infatti, potrebbero aiutare i ricercatori a risolvere un dilemma sulle nane rosse, stelle estremamente attive ree di bombardare i mondi loro vicini con getti di particelle e radiazioni che possono spazzare via le atmosfere.

Riferimenti