Marte non è un pianeta arido, ecco la scoperta che accende la speranza per le future missioni spaziali

Le incredibili foto del cratere di Korolev, che misura 83 chilometri di diametro e che ha un accumulo di 1,8 chilometri di profondità. Secondo l’agenzia spaziale europea all’interno del cratere vi sarebbero 2.200 chilometri cubi di acqua ghiacciata

Marte non è un pianeta arido, ecco la scoperta che accende la speranza per le future missioni spaziali
TiscaliNews

Marte, diversamente da quanto si possa pensare, non è un pianeta arido e secco. Il sottosuolo e i poli del Pianeta Rosso sono ricchissimi d’acqua. L’ultima conferma giunge dai dati ottenuti dall’Agenzia spaziale statunitense (Nasa) che, grazie al radar italiano Sharad, ha realizzato una mappa che mostra l’esatta posizione dei bacini idrici fondamentali per le future missioni spaziali. In base ai dati raccolti su Marte vi sarebbero complessivamente 400mila chilometri cubici di ghiaccio, distribuiti anche a latitudini che gli scienziati definiscono “molto interessanti”.

Nel 90 per cento dei casi il ghiaccio individuato potrebbe esser composto da acqua pura, celata sotto superficiali strati di detriti. Anche le profondità del Pianeta Rosso sarebbero ricche di ghiaccio. Il radar ne ha individuato notevoli quantità entro i primi 40 metri sotto la superficie. Le informazioni ora in mano alla Nasa saranno fondamentali per il successo delle missioni spaziali che le agenzie di tutto il mondo stanno pianificando da qui ai prossimi anni.

Un pianeta ricco d'acqua

In attesa di vedere un equipaggio umano partire verso il Pianeta Rosso le agenzie spaziali continuano a raccogliere informazioni. Una delle novità più rilevanti risale a qualche mese fa, e riguarda le fotografie del cratere di Korolev, situato vicino al polo nord del Pianeta Rosso, e al cui interno si trova un gigantesco lago d’acqua ghiacciata. Secondo gli scienziati, il bacino - strategico per le future missioni su Marte - misura 83 chilometri di diametro e ha un accumulo di 1,8 chilometri di profondità, per un totale di 2.200 chilometri cubi di acqua ghiacciata. Le due immagini, ottenute con la sovrapposizione di una moltitudine di scatti composti e ad altissima risoluzione, sono state elaborate per ottenere due differenti prospettive del lago.

“L’acqua ghiacciata - spiega l’Agenzia spaziale attraverso un comunicato stampa - è il risultato di un interessante fenomeno noto come trappola fredda. Il fondo del cratere è profondo circa 2 chilometri sotto al bordo del cratere. Le parti più profonde gelano l’aria soprastante, e intrappolano l’aria che si raffredda e affonda verso il centro del cratere, creando uno strato di aria gelida che si trova costantemente sopra il ghiaccio stesso. Questo strato di aria ghiacciata si comporta come uno scudo che consente al ghiaccio di rimanere stabile, che non si riscalda e non si fonde mai”. Gli incredibili scatti, ottenuti grazie alla sonda Mars Express, che ha iniziato la sua missione il 2 giugno del 2003, e ha raggiunto il Pianeta Rosso sei mesi dopo, con l’ingresso nella sua orbita il 25 dicembre, sono il risultato dell’impegno europeo nella corsa allo spazio.