Lo squalo bianco non ha più segreti, mappato il genoma: caccia ai segreti longevità

Il codice potrà aiutare la scienza a sviluppare nuove armi in grado di combattere cancro e malattie legate all’età

Lo squalo bianco non ha più segreti, mappato il genoma: caccia ai segreti longevità
TiscaliNews

Ha tormentato i sonni di ragazzi degli anni ’80 da protagonista di uno dei thriller più visti di sempre nella storia di Hollywood. E’ il grande squalo bianco, una delle creature marine più famose del Pianeta, ma anche a rischio, dato il numero relativamente basso di esemplari oggi a spasso per gli oceani. Questa volta a finire sotto i riflettori non è il suo aspetto possente e feroce, ma il suo Dna. Il suo intero genoma è stato infatti decodificato nel dettaglio e gli scienziati accolgono i risultati di questa ricerca riportata su Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas) come un’importante traguardo scientifico nella comprensione della biologia di questo iconico predatore. Un’impresa non da poco, visto che in linea con il suo nome e le sue qualità, anche il genoma del grande squalo bianco ha dimensioni enormi, una volta e mezzo quelle del genoma umano.

Un genoma straordinario

Il team, guidato da ricercatori del Save Our Seas Foundation Shark Research Center della Nova Southeastern University, del Guy Harvey Research Institute, del Cornell University College of Veterinary Medicine e del Monterey Bay Aquarium, ha anche confrontato il genoma del "grande bianco" con quello di una varietà di altri vertebrati, tra cui lo squalo balena gigante e l’uomo stesso. I risultati di questo lavoro rivelano una pletora di cambiamenti genetici che potrebbero essere alla base del successo evolutivo degli squali corposi e longevi: i ricercatori hanno osservato che nel Dna ricorrono in maniera sorprendente specifiche sequenze che indicano adattamento molecolare in numerosi geni con ruoli importanti nel mantenimento della stabilità del genoma, meccanismi di difesa che contrastano l’accumulo di danni e preservano l’integrità del Dna di una specie.

Presto nuove armi contro cancro e malattie legate all’età

“L’instabilità del genoma è una questione molto importante in molte gravi malattie umane - spiega Mahmood Shivji, direttore del Save Our Seas Foundation Shark Research Center -. Ora scopriamo che la natura ha sviluppato strategie intelligenti per mantenere la stabilità dei genomi in questi squali. C’è ancora tanto da apprendere da queste meraviglie evolutive, comprese informazioni che potrebbero essere utili per combattere il cancro e le malattie legate all’età, e migliorare i trattamenti di guarigione delle ferite nell’uomo”.

Per esempio contrariamente alle aspettative gli animali molto grandi come appunto gli squali non si ammalano di cancro più spesso degli uomini, anche se in teoria con l’aumentare del numero di cellule presenti in un organismo enorme e la lunga durata della sua vita questo rischio dovrebbe crescere. Ciò suggerisce che questi esemplari hanno sviluppato capacità protettive superiori. Le innovazioni genetiche scoperte nei geni di stabilità del genoma nel ‘grande bianco’ e anche nello squalo balena potrebbero essere adattamenti che facilitano l’evoluzione. Negli squali “c’era anche un arricchimento di molti di questi geni”, aggiunge Shivji.

Ma c'è ancora tanto da scoprire

I genomi degli squali hanno rivelato anche altri adattamenti evolutivi, ritenuti interessanti dagli scienziati, nei geni legati ai percorsi di guarigione delle ferite (compreso un gene chiave della coagulazione del sangue), processo che avviene in maniera “straordinariamente rapida” in queste creature marine, ricordano gli esperti. Molto c’è ancora da scoprire. I ricercatori precisano infatti di aver esplorato solo la “punta dell’iceberg” rispetto al genoma dello squalo bianco.

Riferimenti