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Luce sull’origine di Stonehenge e degli altri megaliti d’Europa

Gli architetti e costruttori che edificarono queste imponenti e misteriose strutture partirono dalla Francia nord-occidentale circa 6.800 anni fa

Roberto Zoncadi R.Z.   
Luce sull’origine di Stonehenge e degli altri megaliti d’Europa

Il mistero che avvolge Stonehenge, e le altre decine di migliaia di imponenti strutture in pietra disseminate nel Vecchio Continente, appare meno fitto. Un team di archeologi dell'Università di Göteborg in Svezia, ha infatti compreso da dove provenivano i costruttori. Secondo Bettina Schulz Paulsson, l’archeologa responsabile dello studio, i cui risultati sono stati pubblicati sulle pagine di ScienceNews e ScienceMag, le origini di questi megaliti sarebbero da ricercarsi in Francia. Le prime strutture simili Stonehenge, infatti, sono apparse per la prima volta 6.800 anni fa in quella che oggi è la Francia nord-occidentale. Le conoscenze per la loro costruzione venne poi diffusa via mare, a una moltitudine di popolazioni che vivevano lungo le coste atlantiche e mediterranee dell'Europa.

Il percorso ipotetico dell'espansione megalitica in tre fasi principali (rosso-verde-giallo), periodi di stasi megalitica (marrone-bianco) e episodio di un “revival” megalitico mediterraneo (arancione) nel II millennio cal. AC, con il inizio stimato di tombe megalitiche nelle diverse regioni europee con probabilità del 95% (probabilità del 68% tra parentesi).

Indietro nel tempo fino alle origini dei costruttori

Le tecniche di costruzione "dei megaliti europei - spiega Schulz Paulsson - venivano diffuse da viaggiatori che percorrevano lunghe distanze". Nel mondo esistono ancora circa 35 mila tombe megalitiche, pietre in piedi, cerchi di pietre ed “edifici” o templi. Molti si trovano vicino alle coste. La datazione al radiocarbonio suggerisce che tutti sono stati realizzati orientativamente tra 6.500 e 4.500 anni fa. Soltanto un secolo fa gli archeologi erano convinti che l’origine dei megaliti fosse orientale e che si fossero diffusi attraverso il commercio marittimo o le migrazioni di terra, da parte di credenti in una religione megalitica.

Uno studio complesso

Per arrivare alle conclusioni l’archeologa responsabile dello studio si è avvalsa di test statistici che le hanno permesso di comprendere l’origine e la diffusione di 154 siti megalitici. I suoi dati si sono basati su 2.410 datazioni radiocarboniche. Alcuni siti, ha sottolineato la ricercatrice, comprendevano presunti precursori megalitici, come piccole fosse scavate nel terreno o grandi monumenti terrestri. Questi sono stati molto preziosi perché è grazie a loro che si è riusciti a ricostruire dove, come e quando i megaliti si erano diffusi per la prima volta. Le prime tombe megalitiche consistevano in due o più pietre in piedi sormontate da una terza pietra o da un tumulo di terra. Lo stile di costruzione si diffuse dal nord-ovest della Francia, lungo la costa atlantica e nel Mediterraneo, tra i 6.800 e i 6.000 anni fa, afferma Schulz Paulsson.

Le conclusioni dell'archeologa

Le grandi tombe di terra senza pietre sono state costruite poco prima dell'ascesa dei megaliti e appaiono solo in siti nel nord-ovest della Francia. Per l’archeologa sono queste le prime edificate dall’uomo e ciò rende la regione il probabile luogo di nascita delle tombe megalitiche. Un secondo tipo di megalito, che si è diffuso più dei precedenti modelli, tra i 6mila e i 5500 anni fa, era caratterizzato da uno stretto passaggio di pietra collegato a una o più camere funerarie coperte di terra o di pietra. Queste “tombe a corridoio” furono costruite in siti lungo le coste di Portogallo, Spagna, Irlanda, Inghilterra, Scozia, Francia e Scandinavia.

Roberto Zoncadi R.Z.   
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