Attenti ai gel disinfettanti per le mani: "Possono dar vita a superbatteri in grado di sterminare l’umanità"

Comunità scientifica si spacca. Per alcuni, virus e batteri, non sono in grado di adattarsi all’azione distruttiva dell’alcol, ma c’è chi la pensa in diverso modo

Attenti ai gel disinfettanti per le mani: 'Possono dar vita a superbatteri in grado di sterminare l’umanità'

Di questi tempi niente sembra spaventare l’uomo più del coronavirus (SARS-CoV-2). In poco meno di 8 mesi tale microorganismo ha infettato 25.293.685 persone, causando la morte di 847.438 soggetti. Un vaccino in grado di proteggerci dagli effetti della malattia ancora non esiste: la sola cosa che si può fare per cercare di salvaguardare la nostra salute e quella dei nostri cari è rispettare le regole igieniche più elementari. Tra queste, lo abbiamo imparato ormai tutti, la distanza interpersonale (che può variare da 1 a 2 metri, a seconda che si stia passeggiando o facendo una qualche attività fisica), l’utilizzo della mascherina nei luoghi affollati, o all’interno di locali chiusi, e la costante igienizzazione delle mani. Su quest’ultimo aspetto si è aperta di recente un dibattito.

Siamo certi che l’uso intensivo dei disinfettanti sia utile a salvaguardare la nostra salute e quella di chi ci sta vicino? A questa domanda ha risposto il professor Andrew Kemp, capo del comitato scientifico del British Institute of Cleaning Science. “Un uso eccessivo dei gel disinfettanti - ha evidenziato l’esperto - consentirà ai batteri di imparare a sopravvivere” all’alcol e, a quel punto, l’intero pianeta dovrà affrontare una “situazione da Armageddon”. Partendo dal fatto che nessun disinfettante sarà mai in grado di annientare il 100 per cento dei batteri presenti sulle nostre mani, e sapendo che i superstiti alle molteplici igienizzazioni saranno di volta in volta sempre più resistenti, l’umanità dovrà prepararsi da qui a breve ad affrontare dei super batteri potenzialmente molto più letali dello stesso SARS-CoV-2.

La ricerca, pubblicata sulle pagine dell’American Journal of Biomedical Science and Research, dovrebbe far preoccupare i vari funzionari della sanità pubblica. Ma c’è chi si domanda quale sarebbe allora la soluzione… Per il professor Kemp l’unica strada percorribile è quella del lavaggio frequente, ma con la sola acqua. “I gel per le mani - evidenzia l’esperto - dovrebbero essere usati solo come ultima spiaggia e come misura temporanea a breve termine o se acqua e sapone non sono disponibili. Le affermazioni su come molti gel per le mani uccidano il 99,9% dei batteri sono fuorvianti. Non sono a conoscenza di alcun disinfettante per le mani che sia stato testato contro tutte le specie di batteri. Ciò che in realtà intendono è che uccidono il 99,9% delle specie batteriche contro cui è stato testato. Al momento non ci sono prove pubblicate che i gel alcolici abbiano ucciso lo stesso Covid-19. Anche se uccidessero il 99,9% di tutti i batteri, potrebbero esserci più di un milione di batteri sulle tue mani in qualsiasi momento, lasciandone 10.000 vivi dopo la sanificazione. Ricerche recenti mostrano che i batteri che non vengono uccisi dai gel alcolici sono agenti patogeni altamente pericolosi e possono proliferare. Ciò significa che l’uso quotidiano dei gel potrebbe alla fine potrebbe causarci più danni che benefici”.

La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità sembrerebbe supportare in parte lo studio di Kemp, tanto che, nelle sue raccomandazione, ribadisce l’importanza di lavarsi le mani regolarmente, ma “con acqua e sapone”. L’uso dei gel, invece, dovrebbe esser drasticamente ridotto, e risulta ammissibile soltanto quando “non si ha accesso immediato a acqua e sapone". La comunità scientifica, tuttavia, sembra divisa. Molti ricercatori sostengono che l’alcol non sia tra le sostanza a cui i batteri possono adattarsi. Tuttavia, esistono delle evidenze scientifiche che dimostrerebbero l’esatto contrario. “Entriamo in contatto con batteri e virus ogni giorno della nostra vita - ha concluso Kemp -. Il nostro sistema immunitario li combatte, quindi la maggior parte delle volte non ce ne rendiamo nemmeno conto”.