Creata una rete di cervelli "vivi" connessi tramite elettrodi: computer organici sempre più vicini

Gli scienziati hanno interfacciato tra loro i cervelli di quattro topi e due scimmie: i primi sono diventati telepatici, i secondi hanno cooperato

Creata una rete di cervelli 'vivi' connessi tramite elettrodi: computer organici sempre più vicini
TiscaliNews

Realizzate per la prima volta delle reti di cervelli "vivi": potrebbe essere sempre più vicino il sogno di riuscire a controllare con il pensiero una macchina. Le ricerche che hanno portato a queste conclusioni sono due, entrambe guidate da Miguel Nicolelis della Duke University e pubblicate sulla rivista Scientific Report. I due esperimenti sono stati creati collegando tra loro i cervelli di quattro topi e due scimmie: hanno permesso a quelli dei primi di essere "telepatici" e ai secondi di cooperare.

Computer organici sono sempre più vicini - L'esperimento apre le porte alla nascita dei computer organici e allo sviluppo di nuove tecniche per la riabilitazione per superare danni neuro-motori. Come riuscire a controllare un esoscheletro o sfruttare le incredibili capacità di elaborazione di un cervello "vivo" e condividere in modo "telepatico" le proprie idee con altre persone. E un primo passo in questa direzione arriva proprio dai due esperimenti di Nicolelis, già autore di alcuni esperimenti di "telepatia" tra topi e noto al grande pubblico per aver reso possibile ad un paraplegico di battere il calcio di inizio di una partita ai mondiali brasiliani del 2014 grazie a un esoscheletro controllato dal cervello.

Esperimenti avevano l'obiettivo di coordinare l'attività dei cervelli - Nel primo caso i ricercatori hanno usato dei macachi il cui compito era quello di muovere con il pensiero un braccio robotico. Ogni animale era però in grado di controllare il movimento solo lungo alcune direzioni e solo imparando a coordinare la loro attività neurale le scimmie sono riuscite a comandare correttamente il braccio in tutte le direzioni. Il secondo esperimento ha usato invece quattro topi a cui erano stati inseriti degli elettrodi capaci di leggere l'attività di singoli neuroni e inviare al cervello i dati provenienti dagli altri topi.

Un grande cervello "condiviso" meglio di tante singole menti - I lavori hanno permesso di insegnare ai topi a "pensare" allo stesso modo, ossia generare a comando gli stessi tipi di impulsi neurali. Attraverso gli elettrodi i ratti sono riusciti a scambiarsi e condividere gli impulsi, in una sorta di esperimento di telepatia. Secondo lo studio, il grande cervello "condiviso" riuscirebbe così a svolgere compiti complessi, meglio dei singoli cervelli. Anche se si tratta di lavori ancora pioneristici, entrambi potrebbero essere pietre miliari nello sviluppo delle future tecnologie per il controllo cerebrale delle macchine.