Alla conquista della Luna, il nostro satellite diventerà una gigantesca miniera

Tantissime le società impegnate nel progettare sistemi per estrarre minerali, da usare per produrre carburanti per raggiungere altri pianeti, e ghiaccio, indispensabile per la vita dei futuri colonizzatori dello spazio

Alla conquista della Luna, il nostro satellite diventerà una gigantesca miniera
di R.Z.

Dagli antichi greci fino a scomodare i più illustri scrittori della storia. La Luna ha sempre nutrito le fantasie dell’uomo. Fonte di ispirazione poetica e filosofica ha accompagnato l’umanità in maniera discreta. Oggi, tuttavia, il suo ruolo è cambiato. Il nostro satellite non è più una semplice musa. In tanti la fissano, la scrutano e la studiano perché sarà grazie a lei, che da qui ai prossimi anni, si potranno fare guadagni “spaziali”. Nel corso Space economy evolution lab, organizzato dall’università Bocconi di Milano, una moltitudine di scienziati ha affrontato il tema analizzando tutte le ipotesi di rischio e i possibili margini di guadagno derivanti dallo sfruttamento minerale della Luna. Il meeting, intitolato “Mining the Moon for profit: a case study in space resource utilization”, è stato del resto organizzato per questo motivo. Un tempo le agenzie spaziali, prima fra tutte quella americana, la Nasa, erano preoccupate dell’eventuale contaminazione del nostro pianeta da parte di una qualche forma batteriologica extraterrestre.

Guadagni stellari dallo sfruttamento della Luna

Oggi, a cinquant’anni dal primo balzo dell’uuomo sul nostro satellite naturale, le preoccupazioni sono cambiate. La comunità scientifica, spesso economicamente sorretta da agenzie e da facoltosi privati, si concentrano sul valore dell’estrazione delle risorse dalla superficie lunare. Per ora l’estrazione mineraria risulta svantaggiosa, ma ci sono società che stanno lavorando con solerzia con l’unico obiettivo di abbattere i costi di prelievo, così da garantirsi futuri appalti multimilionari. Da quei giacimenti, infatti, sarà possibile estrarre materie prime fondamentali per la produzione di propellenti da usare per i futuri viaggi verso Marte.

Il moon mining è dunque il futuro

A breve prenderà il via la fase esplorativa, che tanti stimano possa costare 400 milioni di euro, e subito dopo quella estrattiva, con tanto di impianti di produzione di idrogeno e ossigeno, che avranno però un costo esorbitante, stimano sull’ordine di circa 4 miliardi di euro. Costi oggi difficilmente giustificabili, ma che in un prossimo futuro potrebbero esser giustificati da una più economica produzione di combustibile direttamente sulla Luna. Insomma, è soltanto una questione di tempo. “Pensiamo ai casi delle telecomunicazioni e dell’osservazione della Terra - ha commentato Simonetta Di Pippo, astrofisica e direttrice dell’ufficio delle Nazioni Unite per gli affari dello spazio extra atmosferico - quello che è successo in questi ambiti è che gli investimenti iniziali sono stati sostenuti dai governi. Una volta raggiunta la maturità tecnologica, i settori sono stati quasi completamente assorbiti dai privati. È un ciclo virtuoso, che ingenera una sinergia utile a tutti, come per esempio quella che le Nazioni Unite hanno attivato con Digital Globe, un’azienda che oggi fornisce gratuitamente immagini della Terra, a 30 centimetri di risoluzione, in caso di disastri ambientali”.

Ma l’estrazione di minerali per la produzione di combustibili non è la sola sfida classificabile come indispensabile. Anche l’acqua è fondamentale per le future missioni di esplorazione spaziale. “Dal punto di vista scientifico - ha osservato Eleonora Ammannito, dell’Agenzia spaziale italiana - la presenza dell’acqua sulla Luna può spiegare come si sia evoluto il nostro satellite naturale. Per quanto riguarda lo sfruttamento, invece, l’acqua è una risorsa, sia perché può essere utilizzata direttamente, sia perché servirebbe per il mantenimento delle basi lunari e degli astronauti, o per la produzione di propellente. Le evidenze a nostra disposizione dicono che, sulla Luna, l’acqua abbonda in alcune zone ed è assente in altre. Come amo dire, la Luna è wet & dry. Le ricerche future daranno risposte più precise”. Entro i prossimi 10 anni la Luna verrà presa d’assalto, diventerà una miniera a cielo aperto, e tanti dall’animo romantico sperano soltanto non venga devastata in nome di interessi meramente economici.