Vivere fino ai 500 anni potrebbe esser possibile, ma superati i 75 la qualità è destinata a peggiorare

Contro il declino biologico delle funzioni cognitive non sembra esserci un rimedio, ma i miliardari di oggi sono comunque pronti a rinunciare a metà dei propri tesori pur di raggiungere l’amortalità

Vivere fino ai 500 anni potrebbe esser possibile, ma superati i 75 la qualità è destinata a peggiorare

Vivere fino a cent’anni, e magari superare tale soglia spingendosi fino alla soglia dei 150 anni. Quello che tanto tempo fa era un sogno difficilmente realizzabile, risulta essere oggi alla portata di molti. Grazie alle biotecnologie, infatti, superare certi limiti non è più utopia. Ci credono in tanti, e quando nel mondo una moltitudine di persone (magari benestanti) desiderano fortemente qualcosa nascono inevitabilmente dei business. La Calico, società controllata dal colosso Google, ha ricevuto centinaia di milioni di dollari per scoprire “una cura” in grado di estendere la vita fino a 500 anni. I fondi, naturalmente, arrivano da chi dispone di ingenti capitali, persone che pur di non dover lasciare questa vita terrena sarebbero disposte a fare qualsiasi cosa… Stando a quanto pubblicato nel 2018 da Ubs almeno 9 miliardari su 10 considerano la salute più importante della loro ricchezza: e si dicono disposti a separarsi dal 50 per cento delle proprie fortune pur di riuscire ad allungare la propria vita. Nulla di strano insomma, chi ha conquistato il potere sulla Terra non vuole separarsene, e rifiuta la natura mortale della vita stessa.

Allo stato attuale, tuttavia, né la medicina, né tantomeno la biotecnologia, sembrano in grado di offrire una vita lunga e in salute. “Nei primi anni Ottanta - racconta Ezekiel Emanuel, medico ideatore della riforma sanitaria ribattezzata Obamacare e docente presso l’Università della Pennsylvania - c’era la teoria secondo cui, vivendo più a lungo, saremmo stati in salute migliore. Del tipo: a 70 anni saremmo stati come i nostri genitori erano a 50. Ma se guardi ai dati, le cose non stanno così. Abbiamo sempre più disabilità. Gli anziani hanno sempre più problemi di salute e, per la maggior parte delle persone, il problema principale è quello del declino biologico delle funzioni cognitive”.

Lo sforzo degli scienziati, sia chiaro, ha permesso al mondo di combattere una moltitudine di malattie, ma la vita "eterna" (ma sarebbe meglio chiamarla amortale) è tutt’altra storia. Lo specialista non nega che gli attuali 40enni siano non dissimili dai 30enni di un tempo, ma fa notare come, una volta raggiunti i 75 anni la qualità della vita tenda comunque a subire un peggioramento repentino e inarrestabile. “Le persone che vogliono contestarmi spesso mi dicono: ‘Sai, mia zia Nellie è lucidissima anche a 94 anni - evidenzia il ricercatore -. Ma queste sono eccezioni. Non ci sono molte persone che continuano a essere attive, intraprendenti e creative oltre i 75 anni. È un numero molto piccolo”.

A detta di Ezekiel Emanuel il mondo dovrebbe investire molte più risorse nel sostegno alle famiglie, perché il futuro dell’umanità non deve esser riposto nelle mani di pochi milionari che sognano una vita senza fine, ma nei bambini. Sono loro infatti il nostro patrimonio, l’eredità di ogni essere vivente. “Non investiamo nei bambini nella maniera in cui investiamo sugli anziani - prosegue Emanuel -. Una delle statistiche che sottolineo sempre è che nel budget degli Stati Uniti viene speso un dollaro a favore di chi ha meno di 18 anni per ogni sette che vanno a persone che ne hanno più di 65”. Lo scienziato, autore del saggio intitolato “Why I Hope to Die at 75”, letteralmente “Perché spero di morire a 75 anni”, non è un folle, e “non intende suicidarsi”. Ma di fatto ha pianificato un percorso personale: dal suo 75esimo compleanno smetterà di prendere qualsiasi tipologia di farmaco salvavita.

Il mondo, a suo avviso, è controllato dai vecchi, che non vogliono lasciare spazio alle nuove generazioni che, a causa loro, non riescono a fare esperienze di nessun tipo. E attenzione perché quelli che lo scienziato definisce anziani potranno anche sembrare dei giovani fuori, ma restano pur sempre degli anziani dentro, che perdono inevitabilmente colpi. E come Emanuel la pensa anche Rebecca Roache, docente di Filosofia all’Università di Londra: “Paragonati alle generazioni precedenti i Millennial hanno meno soldi e più debiti. Fare sì che ogni generazione rimanga al potere più a lungo renderebbe le generazioni successive non solo più povere, ma con sempre meno potere. Come sarebbe avere 20 o 30 anni in una società in cui le persone vivono ben oltre i 100 e continuano a lavorare anche quando hanno 80 anni?”.

Dubbi simili sono stati sollevati recentemente anche dallo storico israeliano Yuval Noah Harari: “Non importa che tu sia uno studioso, un giornalista, un cuoco o un calciatore, come ti sentiresti se il tuo capo avesse 120 anni e le sue idee fossero state formulate quando la regina Vittoria era ancora sul trono? Nella sfera politica, gli esiti sarebbero ancora più sinistri. Provate a pensare di avere Putin ancora al potere per una novantina d’anni. Riflettendoci meglio, se le persone vivessero fino a 150 anni, allora Stalin sarebbe ancora al comando a Mosca, ben saldo sui 139. Il presidente Mao sarebbe un uomo di mezza età con i suoi 124 anni”. Gli scienziati che ritengono sbagliato concedere all’uomo una vita “amortale” sono dunque tantissimi. La medicina, secondo questi ricercatori, dovrebbe concentrarsi soltanto su altri aspetti, come combattere le malattie e migliorare la qualità della vita con la consapevolezza che questa è un dono a termine.