In arrivo un rivoluzionario trattamento in grado di "fermare" la celiachia e sclerosi multipla

Grazie a una nuova nanoparticella biodegradabile, accettata dall’organismo, può essere nascosto l’allergene che viene così ignorato dal sistema immunitario

In arrivo un rivoluzionario trattamento in grado di 'fermare' la celiachia e sclerosi multipla

Un team di scienziati della Northwestern University Feinberg School of Medicine potrebbe aver trovato una soluzione alla celiachia e ad una moltitudine di allergie e malattie autoimmuni oggi sempre più diffuse. Stando a quanto annunciato all’European Gastroenterology Week, tenutosi a Barcellona, i ricercatori avrebbero sviluppato una nanoparticella biodegradabile al cui interno è possibile “nascondere” uno specifico allergene che ha il compito di insegnare al sistema immunitario come fidarsi di quello che un tempo era considerato un pericoloso ospite, evitando dunque di scatenare una reazione violenta e potenzialmente letale.

Gli scienziati hanno spiegato che gli attuali risultati sono stati ottenuti grazie a una sperimentazione clinica di fase 2, ma l’entusiasmo è tanto da far sperare si possa arrivare presto a una cura per questa allergie, come anche per altre malattie autoimmuni. Tutti i celiaci in terapia sono riusciti a introdurre glutine nella loro dieta senza conseguenze. I risultati mostrano nei pazienti anche una tendenza ad avere una protezione dell'intestino tenue all'esposizione al glutine superiore.

La nanoparticella si comporta come un cavallo di Troia, nascondendo l'allergene in un guscio amico capace di convincere il sistema immunitario a non attaccarlo. Oltre alla celiachia la scoperta pone le basi per la tecnologia per trattare una serie di altre malattie e allergie, tra cui la sclerosi multipla, il diabete di tipo 1 e l'asma. La tecnologia è stata sviluppata nel laboratorio del professor Stephen Miller, microbiologo e immunologo presso la Northwestern University Feinberg School of Medicine, che ha trascorso decenni a perfezionare la terapia.

"Questa è la prima dimostrazione che la tecnologia funziona - ha affermato Miller -. Abbiamo anche dimostrato che possiamo incapsulare la mielina nelle nanoparticelle per indurre tolleranza a quella sostanza in modelli di sclerosi multipla, o mettere una proteina dalle cellule beta del pancreas per indurre tolleranza all'insulina nei modelli di diabete di tipo 1". Quando la nanoparticella carica di allergeni viene iniettata nel flusso sanguigno il sistema immunitario non se ne preoccupa, perché vede la particella come un innocuo detrito. A quel punto la nanoparticella e il suo carico vengono consumati da un macrofago, essenzialmente una cellula aspirapolvere, che rimuove detriti cellulari e agenti patogeni dal corpo. E’ a questo punto che "la cellula aspirapolvere presenta l'allergene (o l'antigene) al sistema immunitario, quasi dicendogli: 'Nessun problema, questo è un amico’ - ha detto Miller -. Il sistema immunitario quindi interrompe la sua battaglia contro l'allergene”.

Nei test la nanoparticella è stata caricata con gliadina, il principale componente del glutine dietetico che si trova nei cereali come il grano. Una settimana dopo il trattamento i pazienti sono stati alimentati per 14 giorni con glutine. Il gruppo di controllo non trattato ha sviluppato risposte immunitarie e danni all’intestino tenue. Il gruppo dei pazienti trattati con la nanoparticella COUR, CNP-101, ha mostrato una risposta di infiammazione immunitaria inferiore del 90 per cento. Interrompendo la risposta infiammatoria, CNP-101 ha mostrato la capacità di proteggere gli intestini da lesioni correlate al glutine.

Allo stato attuale non esiste un trattamento in grado di curare la celiachia, deficit che colpisce l’1 per cento della popolazione mondiale. I risultati ottenuti sono stati talmente incoraggianti che la Cour Pharmaceuticals Co., società co-fondata da Miller  e avente sede a Northbrook, ha ottenuto lo status di fast track (una delle modalità per rendere i nuovi farmaci disponibili il più velocemente possibile) dalla Fda statunitense. Se i prossimi test confermeranno quanto ora annunciato dai ricercatori la Cour Pharmaceuticals Co, insieme alla Takeda Pharmaceuticals, avvierà a breve la distribuzione del farmaco sperimentale per la celiachia, con la promessa di espandere l’applicazione ad altre condizioni allergiche e autoimmuni.

Riferimenti