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Liste d'attesa con tempi biblici: dalla colonscopia alla mammografia ecco quanto bisogna aspettare

Per risolvere uno dei problemi della sanità più sentiti dai cittadini il Governo sta mettendo a punto un decreto ad hoc. Il ministro della Salute Schillaci: "In troppi casi in passato si sono sprecati soldi per inefficienze e incapacità manageriali"

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mammografia
Foto Ansa

Liste d'attesa troppo lunghe per le prestazioni sanitarie? Per risolvere uno dei problemi della sanità più sentiti dai cittadini, sta per arrivare un decreto ad hoc. E’ quanto ha rivelato Filippo Anelli, presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici (Fnomceo) che spiega: “Il tema è molto complesso anche perché dati che abbiamo spesso non rispecchiano la realtà. Per esempio: se si vuole prenotare una colonscopia e i tempi prospettati sono lunghissimi, spesso si ricorre direttamente al privato e questo non viene intercettato dal monitoraggio".

I tempi di attesa per una colonscopia

Ma quali sono i tempi d’attesa per un cittadino che vuole prenotare una colonscopia attraverso il Cup. Francesco Neri Bortoluzzi, segretario nazionale Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti digestivi ospedalieri (Aigo), rivela "ad oggi confermiamo che siamo ancora indietro in tante Regioni nel rispetto dei tempi delle priorità per le colonscopie. Ad esempio, la priorità B (entro 10 giorni dalla richiesta) è rispettata nel 60% delle Regioni (Veneto, Lombardia E.Romagna e Toscana), ma se andiamo alla media priorità (entro 60 giorni) scendiamo sotto il 50% (Lazio, Piemonte e Marche). Mentre al Sud (Campania, Calabria e Sicilia) stiamo messi peggio e le attese sono significative: si arriva anche a un anno".

Il ruolo delle prescrizioni inappropriate

Nell'analisi su come affrontare e arginare il fenomeno delle liste d'attesa, l'Aigo mette in risalto alcuni punti. "C'è un recente studio che ha analizzato 100mila colonscopie fatte in Italia: quasi il 30% è inappropriata. Solo se potessimo recuperare questo dato già sarebbe un buon viatico per il Ssn. Perché? Ci sono tanti fattori: la medicina difensiva, si prescrivono esami solo per soddisfare un paziente 'capriccioso', e poi perdurano falsi miti come anticipare troppo la colonscopia, mentre lo screening giusto è l'esame del sangue occulto nelle feci ogni due anni tra i 50 e 69 anni. Questo tipo di approccio - si è verificato - è stato in grado di ridurre in 20 anni del 15% la mortalità per cancro".

I dati di cittadinanza attiva sulle liste di attesa

Secondo i dati dell'ultimo rapporto, quello del 2023, di Cittadinanzattiva servono due anni per una mammografia di screening, tre mesi per un intervento per tumore all’utero che andava effettuato entro un mese, due mesi per una visita specialistica ginecologica urgente da fissare entro 72 ore, sempre due mesi per una visita di controllo cardiologica da effettuare entro 10 giorni. Sono alcuni esempi di tempi di attesa segnalati dai cittadini che lamentano anche disfunzioni nei servizi di accesso e prenotazione, ad esempio determinati dal mancato rispetto dei codici di priorità, difficoltà a contattare il Cup, impossibilità a prenotare per liste d'attesa bloccate.

Visite specialistiche

Per le prime visite specialistiche (che hanno una Classe B-breve, da svolgersi entro 10 giorni) i cittadini che ci hanno contattato - spiega il Tdm - hanno atteso anche 60 giorni per la prima visita cardiologica, endocrinologica, oncologica e pneumologica. Senza codice di priorità, si arrivano ad aspettare 360 giorni per una visita endocrinologica e 300 per una cardiologica. Una visita specialistica ginecologica con priorità U (urgente, da effettuare entro 72 ore) è stata fissata, dopo 60 giorni dalla richiesta. Per una visita di controllo cardiologica, endocrinologica, fisiatrica con priorità B (da fissare entro 10 giorni) i cittadini di giorni ne hanno aspettati 60. Per una visita ortopedica, sempre con classe d'urgenza B ci sono voluti addirittura 90 giorni. Una visita endocrinologica senza classe di priorità è stata fissata dopo 455 giorni, dopo 360 giorni una visita neurologica.

Mammaografia

Lo scorso anno ci sono stati segnalati 150 giorni per una mammografia, con classe di categoria B breve (da svolgersi entro 10 giorni), e 730 giorni sempre per una mammografia, ma con classe di categoria P (programmabile), 365 giorni per una gastroscopia con biopsia in caso di classe non determinata. Per un intervento per tumore dell'utero che doveva essere effettuato entro 30 giorni (Classe A), la paziente ha atteso 90 giorni, 3 volte tanto rispetto ai tempi previsti. Per un intervento di protesi d'anca, da effettuarsi entro 60 giorni (classe di priorità B), c’è stata un'attesa di 120 giorni, il doppio rispetto al tempo massimo previsto. Sempre nel 2023 quasi totalità delle Regioni non ha recuperato le prestazioni in ritardo a causa della pandemia, e non tutte hanno utilizzato il fondo di 500 milioni stanziati nel 2022 per il recupero delle liste d'attesa. Non è stato utilizzato circa il 33%, per un totale di 165 milioni. I dati raccontano che il Molise ha investito solo l'1,7% di quanto aveva a disposizione, circa 2,5 milioni. Male anche la Sardegna (26%), la Sicilia (28%), la Calabria e la Provincia di Bolzano (29%).

Schillaci: "Nessuno ha mai mappato situazione"

La grave crisi di sostenibilità e sotto-finanziamento del Ssn con interminabili liste d’attesa, ha detto il ministro della Salute Orazio Schillaci al Question Time alla Camera, "dipende dal fatto che abbiamo meno medici di quelli che ci servono, perché negli ultimi 10 anni non si è fatta programmazione". "Parliamo di lunghe liste d’attesa senza che nessuno abbia mai mappato realmente la situazione e compreso come intervenire. Servono più fondi perché in troppi casi, nel passato, si sono sprecati soldi per inefficienze e incapacità manageriali. Abbiamo enormi disuguaglianze perché in troppe Regioni la sanità è stata maltrattata anche da chi non si oppone al metodo indegno del bloccare le liste per le prestazioni".

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