Salute: meditazione in carcere per ridurre stress, progetto ad Alessandria

Salute: meditazione in carcere per ridurre stress, progetto ad Alessandria
di Adnkronos

Roma, 15 ott. (AdnKronos Salute) - La meditazione entra nelle carceri italiane per ridurre lo stress e promuovere il benessere psicofisico dei detenuti, degli agenti e operatori penitenziari. E' il progetto 'Carcere senza stress' avviato nella casa di reclusione San Michele ad Alessandria. L'iniziativa, che prevede l'utilizzo del programma di meditazione trascendentale, è iniziata ad fine aprile e durerà un anno. Il progetto coinvolge 15 detenuti e 16 tra agenti e operatori del penitenziario San Michele e della Casa Circondariale 'Cantiello e Gaeta' (Alessandria) che hanno imparato la tecnica di meditazione trascendentale nell'ambito di un progetto pilota finanziato dal bando 'Libero Relad 2018' della Compagnia di San Paolo. "L’antidoto naturale allo stress è il riposo. La tecnica di meditazione trascendentale, i cui numerosi benefici sono documentati da 700 studi scientifici - hanno evidenziano i promotori del progetto presentato oggi ad Alessandria - procura un riposo così profondo da sciogliere lo stress già accumulato e aumentare la resistenza allo stress. Negli ultimi 50 anni la meditazione trascendentale è stata utilizzata con successo nelle carceri di molte nazioni. Negli Stati Uniti ad esempio - hanno ricordato - è stato utilizzata nelle carceri di massima sicurezza, come San Quintino, Folsom e Walpole con ottimi risultati, che includono la riduzione di ansia, depressione, fatica e rabbia. E aiuta a combattere il modo di pensare criminale, lo stress psicologico, i sintomi traumatici, e porta ad una riduzione delle infrazioni alle regole carcerarie, una riduzione del 30% della recidività". L' obiettivo è promuovere una concezione culturale e sociale del sistema penale che metta al centro l’individuo, nella titolarità dei suoi diritti e delle sue responsabilità, favorendo il miglioramento della qualità della vita e delle condizioni detentive. Il progetto 'Carcere senza stress' è un ramo del progetto 'Friends', sostenuto dal programma 'Erasmus+' della Commissione Europea, nato per promuove l’inclusione sociale e l’educazione all’interculturalità in tutti i contesti di istruzione e formazione, attraverso l’implementazione della tecnica di meditazione trascendentale. "Lo stress oggi è un fenomeno di proporzioni epidemiche con gravi ripercussioni sociali e nelle carceri ha raggiunto un livello insostenibile che incide pesantemente sulla salute dei detenuti e del personale, conduce alla crescita delle infrazioni ai regolamenti e di altri comportamenti negativi. Oltre che ostacolare il processo di riabilitazione dei detenuti stessi", ha osservato Elena Lombardi Vallauri, direttore degli Istituti Penitenziari di Alessandria. Paolo Menoni, della Fondazione Maharishi, insegnante di meditazione trascendentale nel progetto 'Carcere senza stress', ha descritto il progetto in corso negli istituti penitenziari di Alessandria e ha riportato le esperienze di alcuni detenuti. "Sia per la condizione carceraria stessa che per il sovraffollamento, la vita nel carcere è molto stressante, e se non è possibile modificare queste condizioni - ha rimarcato - quantomeno è possibile offrire ai detenuti e anche a tutti coloro che operano nel carcere uno strumento che li aiuti ad attingere alle proprie risorse interiori e aumenti il loro benessere psicofisico".