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Oggi il Covid-19 è poco meno di un'influenza, ma ecco chi e come deve vaccinarsi

In questi giorni parte la campagna vaccinale contro il virus SARS-CoV-2 e l’infettivologo Matteo Bassetti spiega che è meglio non parlare più di terza, quarta o quinta dose, ma semplicemente di richiamo

Massimiliano Lussanadi Massimiliano Lussana   
Matteo Bassetti
Matteo Bassetti (Foto Ansa)

A volte, la differenza fra una pandemia che ha fatto milioni di morte del mondo e un’influenza endemica è misurabile con la semantica, l’uso del linguaggio appropriato, ed è Matteo Bassetti a sintetizzare questa storia: “Non parliamo più di terza, quarta o quinta dose, ma di richiamo” spiega il direttore della clinica universitaria di malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, l’ospedale più grande d’Europa, nonché responsabile del dipartimento interaziendale regionale di tutti i reparti di malattie infettive degli ospedali liguri.

Il Covid-19 è poco meno di un'influenza

"Oggi possiamo dire che il Covid-19 è poco meno di un'influenza – spiega Bassetti, fresco di ottime vendite del suo “Pinocchi in camice – Sulla salute non si scherza” (Piemme editore) - Abbiamo gli strumenti per poter dire, grazie ai vaccini, agli antivirali e ai farmaci altamente attivi è un'infezione trattabile e come tale può essere accomunata all'influenza con l'unica differenza è che il Covid ha una stagionalità su tutto l'anno. Per quanto riguarda la vaccinazione, da oggi in poi azzeriamo il numero delle dosi, da oggi parliamo semplicemente di richiamo e chi rientra nelle categorie più a rischio deve vaccinarsi a prescindere dal fatto che abbia contratto o meno il virus nel passato".
Ride Bassetti: “Io faccio l’antinfluenzale da vent’anni, ma non mi metto a parlare di ventesima dose, sono richiami annuali. E azzeriamo anche i conti sui contagi e gli anticorpi. Concentriamoci sulle fasce a rischio e non sui sessantenni. L’importante sarà avere una copertura del 90 per cento, almeno, sugli over ottanta”.

Le vaccinazioni imprescindibili

E, sempre da San Martino, Giancarlo Icardi, direttore dell’unità operativa di Igiene del Policlinico genovese, spiega anche lui con parole semplicissime che, fino ad ora, le vaccinazioni imprescindibili erano quattro e oggi sono diventate cinque: "Questa campagna che sta per iniziare si inserisce nell'ambito della prevenzione primaria: intervenire prima che l'evento si verifichi. Per l'adulto a rischio e l'anziano prima del Covid-19 c’erano quattro vaccini fondamentali: l'antinfluenzale, l’antipneumococcica, l'anti herpes zoster, l'antitetanica. A queste si aggiunge ora un quinto elemento: il vaccino anti Sars-Cov-2".

La campagna vaccinale in Liguria

Ecco, in queste sue sfumature linguistiche c’è la migliore spiegazione possibile immaginabile della campagna vaccinale che inizia in questi giorni in tutta Italia e che come sempre raccontiamo dall’osservatorio della Liguria, perché è la regione più anziana d’Italia e quindi la più interessata alla campagna vaccinale che partirà proprio da anziani ed ultra fragili. Infatti, dal ministero sono appena arrivate in Liguria 200mila dosi di vaccini e il presidente della Regione Giovanni Toti, che è stato fino a pochi mesi fa anche assessore alla Sanità ed ha guidato il fronte “vaccinista” negli anni scorsi spiega: “La Liguria è pronta a partire con la campagna vaccinale che parte delle categorie a rischio, quelle che è più importante mettere in sicurezza dalle forme più gravi del Covid. Dobbiamo anche prendere atto che siamo di fronte a un virus che non è più quello dei primi due anni. E questo è proprio grazie ai vaccini che hanno messo in sicurezza gran parte della popolazione. Il nostro appello è quello di vaccinarsi e lo rivolgiamo soprattutto ad anziani e fragili che sono le persone più a rischio e dobbiamo proteggere dalle forme più gravi legate alla trasmissione del Covid”.

Dove vaccinarsi

Insomma, dimentichiamoci le code per vaccinarsi, gli open day notturni, le liste scavallate con le scuse più fantasiose e i passaggi serali a sentire se era avanzata qualche dose dai ricercatissimi flaconcini che, come da circolare del generale Figliuolo, potevano essere somministrate a chi si presentasse a fine giornata e trovasse ancora qualche goccia del prezioso siero. Così come dimentichiamoci gli “hub”, i locali di ogni ordine e grado, dal retro delle farmacie agli aeroporti, dai teatri alle caserme, trasformati in una catena logistica di somministrazione del vaccino. Oggi, invece, la storia è completamente diversa, soprattutto nella prima fase non saremo noi se andare dai vaccini, ma i vaccini ad andare da noi.

Quando

Si parte proprio questo fine settimana, partendo dalle categorie prioritarie indicate dal Ministero della Salute e valide ovviamente per tutta Italia: ospiti e operatori sanitari delle strutture per lungodegenti (cioè le RSA e le residenze protette), e gli operatori ospedalieri di quelli che in termine tecnico si chiamano “setting ad alto rischio”, cioè quelli che ospitano pazienti emato-oncologici, soggetti ricoverati terapia intensiva, oltre ovviamente a quelli individuati dalle direzioni sanitarie di aziende e ospedali. Come detto, per tutti questi soggetti la vaccinazione sarà somministrata e offerta attivamente senza prenotazione.

Niente vaccinazione di massa

Successivamente – il periodo individuato è indicativamente la metà di ottobre - la vaccinazione sarà offerta anche ai soggetti ‘immunocompromessi’ ovvero persone con marcata compromissione del sistema immunitario, cioè i pazienti in terapia immunosoppressiva, quelli affetti da immunodeficienze congenite e acquisite, altri pazienti identificati dai medici curanti o medici specialisti a seconda delle rispettive patologie. Insomma, e qui sta il punto principale, non ci sarà nessuna vaccinazione di massa. Perché le altre categorie per cui la vaccinazione è raccomandata e che sarà coinvolta negli step successivi sono: la popolazione over 80, tutti gli altri operatori sanitari, fragili over 60, donne in gravidanza e allattamento.

Chi deve vaccinarsi

Angelo Gratarola, assessore alla Sanità di Regione Liguria, è un tecnico che prima è stato responsabile di tutti i dipartimenti di emergenza-urgenza degli ospedali liguri, pronto soccorso e reparti di terapia intensiva, cioè quelli che più hanno sentito la pressione del Covid, e che è stato primario del pronto soccorso del San Martino, una città nella città: “Con i vaccini agli ospiti e gli operatori delle RSA – spiega Gratarola – cominciamo a mettere in sicurezza gli ambienti e le persone più vulnerabili. In questa prima fase non è necessario prenotarsi perché saranno direttamente gli operatori sanitari a proporre attivamente la somministrazione del vaccino all’interno delle strutture interessate”. Mentre negli step successivi entreranno in campo il portale ‘Prenoto Vaccino’ di Liguria Digitale, la struttura d’eccellenza guidata da Enrico Castanini che si è dimostrato il miglior portale in Italia (o ovviamente gli strumenti analoghi di altre regioni) il numero verde e gli altri strumenti che abbiamo conosciuto nelle precedenti campagne.

L’obiettivo della campagna vaccinale

“L’obiettivo della campagna – spiega un appassionato di numeri e statistiche sanitarie come Filippo Ansaldi, direttore generale di Alisa, che è l’agenzia regionale ligure - è quello di prevenire le forme gravi di COVID-19 in anziani e soggetti con elevata fragilità. Le prime dosi di vaccino sono arrivate in Liguria e ci consentiranno di mettere in sicurezza ospiti della RSA e gli operatori delle strutture per lungodegenti e di quelle che ospitano soggetti a rischio. In base all’adesione alla campagna e alle forniture che arriveranno programmeremo in tempo reale gli step successivi. Sappiamo che arriveranno almeno 200.000 dosi nella nostra regione, anche grazie alle pressioni che abbiamo fatto al ministero, affinché la nostra regione, che notoriamente è la più anziana d’Italia, avesse le dosi sufficienti per poter mettere in sicurezza la popolazione più fragile”. Sorride Bassetti: “Sono stato crocifisso per aver detto a inizio 2020 che il Covid era poco più di un’influenza. Ecco, ora lo è davvero, anzi è poco meno di un’influenza”.

 

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