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Ancora molti morti di Covid, ma cala la pressione sugli ospedali: la Delta ha lasciato spazio alle due varianti Omicron

Andiamo verso una circolazione contemporanea di Omicron 1 e Omicron 2, varianti con poca differenza dal punto di vista clinico

Massimiliano Lussanadi Massimiliano Lussana   
Foto Shutterstock
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Il punto di osservazione, come sempre, è quello della Liguria, che qui su Tiscalinews abbiamo preso a paradigma della misurazione dei numeri sul Covid per le particolarità demografiche della regione, la più longeva d’Italia e quindi particolarmente significativa come punto di osservazione e di studio sull’andamento della pandemia. E i numeri che arrivano dalla prima linea, dagli ospedali, dalle corsie, dalle terapie intensive e dalle medie intensità, vanno in una buona direzione, anzi ottima: quella che dice che, nonostante l’altissimo numero di morti degli ultimi giorni – che un giorno di questa settimana hanno sfiorato quota 500, i più alti dallo scorso aprile, e mai inferiori ai 350 – la pressione su ospedali e terapie intensive è molto meno forte di qualche settimana fa.

Infatti, anche al netto di alcune decine di morti non contabilizzati nei mesi scorsi in alcune Regioni (anche la Liguria un giorno ne ha avuti più di 30 risalenti a qualche settimana fa), occorre come sempre considerare che i numeri dei decessi sono relativi ai ricoveri di quindici-venti giorni prima, quindi – paradossalmente – pur essendo i numeri più drammatici, quelli dei morti sono quelli meno significativi ai fini del fermo immagine sull’andamento della pandemia in questi giorni. Insomma, ripartiamo dai numeri della Liguria, cartina di tornasole rispetto all’andamento della pandemia. Anche senza il consueto intervento di Giovanni Toti, che oltre ad essere presidente della Regione è anche l’assessore regionale alla Sanità, avendo deciso di tenere le deleghe per meglio fronteggiare la pandemia, impegnato in questi giorni come grande elettore della Liguria nelle sedute comuni per arrivare al nuovo Capo dello Stato.

Ma parlano comunque tutti gli uomini della scienza della task force regionale ligure antiCovid voluta proprio da Toti per fronteggiare la situazione. Spiega Filippo Ansaldi, biologo e direttore di Alisa, che è l’agenzia regionale che monitora la sanità su tutto il territorio: “Sul fronte dei vaccini, in un quadro epidemiologico che vede una quasi totale circolazione della variante Omicron, ci siamo posti l’obiettivo di verificare l’efficacia dei vaccini in tempo reale. Il rischio di essere ricoverati con patologia Covid è assai maggiore in soggetti non vaccinati: in particolare il rischio di ricovero per un non vaccinato è di circa 8 volte superiore a chi ha ricevuto una dose booster o è stato vaccinato da meno di 120 giorni. Il rischio è di 2,3 volte superiore rispetto a chi ha avuto un ciclo parziale con l’ultima vaccinazione a più di 120 giorni.

Questo dato (il rischio di 8 volte superiore per i non vaccinati rispetto ai vaccinati) dimostra quanto il vaccino sia protettivo: molto di più della cintura per un automobilista (con il rischio di incidente mortale 2 volte superiore per chi non la usa rispetto a chi la utilizza) o più del non bere alcol per chi si mette alla guida (rischio di incidente grave 5 volte superiore per chi beve rispetto a chi non lo fa)”.

E a fare la sintesi di tutto questo, quasi un minimo comune multiplo e contemporaneamente un massimo comune denominatore, è, come sempre, Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’ospedale San Martino di Genova, che è il più grande d’Europa e spiega: “Non vaccinarsi è come andare in giro in macchina ubriachi e senza cintura”.

Ma Bassetti - che è anche il coordinatore di tutta l’infettivologia degli ospedali della Regione, compulsando anche i dati forniti da Angelo Gratarola, che è il coordinatore del Dipartimento regionale Emergenze Urgenze, cioè i Pronto soccorso e le terapie intensive - aggiunge l’ennesimo fronte, forse l’ultimo. Cioè quello di chi prende il Covid in ospedale o viene riconosciuto tale solo in ospedale, grazie ai tamponi, ma spesso totalmente senza sintomi rispetto al virus.

Spiga il direttore della Clinica di Malattie Infettive del Policlinico genovese: “Il numero dei nuovi ingressi, mette insieme non solo chi dalla comunità arriva in ospedale, ma anche i cluster interni, che oggi rappresentano un importantissimo serbatoio di nuovi contagi. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di soggetti asintomatici per la patologia Covid ma positivi al tampone, essendo i più doppiamente o triplamente vaccinati. Confermo inoltre quanto detto la settimana scorsa: non abbiamo più visto pazienti immunocompetenti con tripla dose di vaccino con malattia grave. Nell’ultimo mese e mezzo, per quanto riguarda le Malattie Infettive, non si sono registrati ricoveri gravi di pazienti triplo vaccinati”.

E sempre da San Martino, l’ospedale guidato da Salvatore Giuffrida, arrivano anche notizie su Omicron 2, sequenziata per la prima volta proprio a Genova: “Grazie alla segnalazione del Laboratorio di Igiene del Policlinico San Martino diretto dal professor Icardi, è stata sequenziata, per la prima volta in Italia, la variante Omicron 2. Due i casi accertati, uno dopo il sequenziamento di routine al San Martino, il secondo invece è emerso dal sequenziamento di un campione derivante dal monitoraggio nazionale, che coinvolge il nostro laboratorio”.

Numeri che Bassetti commenta illustrando le sue previsioni sulla variante, spiegando che la Delta è ormai quasi annullata – esattamente nei tempi che avevamo annunciato qualche settimana fa su Tiscalinews – con due soli casi in Liguria e che oggi ci si muove e ci si muoverà fra diversi tipi di Omicron: “Un dato importante riguarda la circolazione delle varianti: abbiamo ricevuto i dati dal Laboratorio di Igiene, diretto dal professor Icardi, dai quali è emerso che la Regione Liguria presenta il 96% di predominanza della variante Omicron. Andiamo verso una circolazione contemporanea di Omicron 1 e Omicron 2, varianti con poca differenza dal punto di vista clinico. Da confermare invece i dati che ci dicono che sia su Omicron che su Delta la tripla dose di vaccino protegge al 70% dalle infezioni sintomatiche e oltre il 95% per quanto riguarda le forme più impegnative”.

Con un andamento che vedrà Omicron 2 fra poco dominante, con una maggiore concentrazione nei bronchi e molto minore nei polmoni. “In Danimarca – spiega Bassetti, che studia sempre i numeri di tutti i Paesi e li mette a confronto - in una settimana i casi di Omicron 2 si sono raddoppiati, ma si sono dimezzati i ricoveri”.

Forse ci siamo.

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