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Nascosto nell’asteroide che sterminò i dinosauri il metallo che uccide i tumori

Lo speciale composto si attiva con la luce e sembra in grado di attaccare e uccidere selettivamente le cellule tumorali

Roberto Zoncadi Roberto Zonca   
Nascosto nell’asteroide che sterminò i dinosauri il metallo che uccide i tumori

Il cancro può esser battuto. Equipe di scienziati, in tutto il mondo, hanno da tempo dichiarato guerra a questo male che colpisce ogni anno oltre 18 milioni di persone. L’ultimo annuncio, che fa ben sperare per il futuro, arriva da un team di ricercatori che ha fatto sapere di aver scoperto una nuova arma che sembrerebbe risolutiva nella lotta ai tumori. Si tratta di un metallo, giunto sulla Terra a cavallo dell’asteroide che sterminò i dinosauri, e che sembra aver la capacità di attaccare selettivamente le cellule malate dal loro interno, senza danneggiare quelle sane.

Il metallo, uno speciale composto di iridio, si attiva con la luce e funziona anche in mancanza di ossigeno, ampliando in maniera significativa la lista dei tumori trattabili. Il team di scienziati, dell’University of Warwick, ha collaborato con la Heriot-Watt University e con una moltitudine di ricercatori provenienti da Cina, Francia e Svizzera. La tecnica, descritta sulle pagine di Nature Chemistry, viene già considerata rivoluzionaria. Non solo sembra priva di effetti collaterali, ma può esser anche utilizzata contro la maggior parte dei tumori oggi conosciuti.

Foto di Huaiyi Huang della Sun Yat-Sen University

Secondo il team di specialisti c’è inoltre un altro aspetto da prendere in considerazione. Il metallo scoperto potrebbe esser usato per sviluppare un vaccino anti tumore. La terapia fotodinamica viene già utilizzata da tempo, ma risulta inefficace in una moltitudine di tumori ipossici. Il nuovo composto, invece, supera tali limiti, offrendo una speranza concreta a milioni di pazienti oggi non trattabili. Allo stato attuale la rivoluzionaria tecnica, che gli scienziati ritengono idonea per il trattamento delle neoplasia della vescica, del polmone, dell'esofago, del cervello e della pelle, è stata testata soltanto in laboratorio. I ricercatori si sono detti tuttavia ottimisti, e certi si possa passare alla fase clinica già nei prossimi mesi.

Stando a quanto riferito dal professor Peter Sadler, dell'Università di Warwick, il nuovo trattamento risulterà più efficace dei classici medicinali. “L’uso continuo dei farmaci - evidenzia l’esperto - porta le cellule tumorali a sviluppare una resistenza. La nostra tecnica colpisce il cancro in maniera diversa, più sicura”. “Il composto sviluppato - aggiunge - ha una bassissima tossicità. Trasportandolo direttamente all’interno delle cellule malate gli effetti dannosi sarebbero evidenti soltanto nelle aree trattate. Come nella sperimentazione in laboratori, anche nel corpo ci aspettiamo di vedere le cellule tumorali morire in tempi estremamente rapidi. Una volta attivato, l’Iridio attacca i meccanismi interni alla cellula malata, nello specifico quelli che le consentono di produrre energia, indispensabile per la crescita esponenziale della neoplasia. Una volta uccise le cellule tumorali rilasciano una serie di sostanze chimiche che scatenano, finalmente, la reazione immunitaria del corpo. Questo aspetto, evidenziano i ricercatori, suggerisce che i pazienti trattati godano successivamente di una sorta di immunizzazione.

Roberto Zoncadi Roberto Zonca   

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