L’invasione dei “cervi zombie”, negli Usa una nuova patologia potenzialmente letale anche per l’uomo

Il virus provoca la Chronic Wasting Disease (CWD). I soggetti malati sono letargici, tendono al dimagrimento e non hanno paura di nulla, neppure dell’uomo. I primi sintomi causati dall’esposizione al patogeno si manifestano a distanza di 4 anni. La malattia sarebbe provocata dai prioni, e al momento non esiste una cura

L’invasione dei “cervi zombie”, negli Usa una nuova patologia potenzialmente letale anche per l’uomo
di R.Z.

Con gli zombie mangia cervello diventati famosi negli ultimi decenni grazie a film, serie TV e videogiochi ci sono pochi punti in comune. Sta di fatto che una "nuova" malattia chiamata Chronic Wasting Disease (CWD), che colpisce per il momento cervi, renne e alci, sta preoccupando non poco gli infettivologi di tutto il mondo, anche perché da qui a breve (dopo un salto evolutivo) potrebbe colpire anche l’essere umano. Stando a quanto pubblicato su diversi siti governativi degli Stati Uniti la Cdw sta per ora interessando gli Stati Uniti.

Kansas, Colorado, Wyoming e di recente Virginia stanno affrontando una vera e propria emergenza. Una moltitudine di animali, dopo esser venuti a contatto con il patogeno, hanno subito un deperimento cronico e, cose ancor più preoccupante, sembrano letargici ma insolitamente temerari: non hanno paura dei nemici naturali, uomo compreso. La patologia dei “cervi zombie” risulta essere altamente contagiosa e sta costringendo le autorità ad abbattere una moltitudine di esemplari malati.

I funzionari del dipartimento di fauna selvatica stanno studiando il fenomeno, cercando di contenere la sua diffusione che rischia ora di espandersi in altri Stati. Secondo le prime analisi del Center for Food Security and Public Health (Centro per la sicurezza pubblica e alimentare)  l’esposizione al patogeno del “cervo zombie” comporta l’insorgenza dei primi sintomi anche a distanza di quattro anni. La malattia sarebbe provocata dai prioni, elementi più piccoli e diversi da virus e batteri. La pericolosità di questi patogeni, privi di materiale genetico, è data dalla loro mutabilità imprevedibile.

“Non è un organismo vivente - spiegano alcuni ricercatori - quindi si diffonde rapidamente e non può essere ucciso con facilità”. Colpisce il sistema nervoso, provocando una letargia e altre patologie come ad esempio le scrapie, osservata nelle pecore che tendono a graffiarsi contro lo steccato. La malattia provoca danni a parti del cervello. Gli esemplari affetti hanno comportamenti anomali, ipersalivazione, perdono il coordinamento motorio, possono diventare aggressivi, fino a perdere le funzioni corporee per poi morire. Gli scienziati escludono per il momento che il consumo di carne infetta possa esporre al pericolo, ma visto quanto poco ancora si sa della malattia è auspicabile massima prudenza.

La CWD appartiene alle patologie dette encefalopatie spongiformi trasmissibili (TSE), proprio come il morbo della mucca pazza. Il primo caso di Cwd risale al 1967. Il paziente zero era un cervo mulo (Odocoileus hemionus) ospitato in una struttura di ricerca del Colorado, tanto che alcuni puntano ora il dito contro il governo. Soltanto una decina di anni più tardi la Cwd ha colpito anche una moltitudine di esemplari selvatici. Oggi sta decimando le popolazioni di cervi e alci di ben 23 stati degli Usa.

Riferimenti