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In arrivo un’influenza più cattiva, ma 5 milioni di italiani non hanno il medico di base

Virus più forte, e sempre meno dottori a disposizione: per gli italiani curarsi sarà una corsa a ostacoli tra vaccini, sintomi e pronto soccorso pieni

Roberto Zoncadi Roberto Zonca   
Foto Shutterstock
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L’inverno 2025 si annuncia come il test più duro per la sanità italiana. Oltre 5 milioni di persone oggi vivono senza medico di famiglia, un vuoto che si apre proprio mentre l’influenza torna a colpire con forza. Secondo Silvestro Scotti, segretario nazionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), «senza un punto di riferimento di fiducia, la prevenzione e la cura diventano più difficili, soprattutto per anziani e cronici».

La stagione, osserva Scotti, sarà «più aggressiva» secondo i dati provenienti da Australia e Giappone, dove il virus ha già mostrato un andamento forte. In Italia, il problema si somma a una rete territoriale in crisi: meno medici, più pazienti e una prevenzione ridotta. Il risultato è un sistema sanitario che rischia il collasso, con pronto soccorso sovraccarichi e cure più lente.

La medicina territoriale non regge più l’urto

L’influenza, spiega Scotti, è ogni anno uno “stress-test” per il sistema sanitario. Ma oggi quel test diventa una prova quasi impossibile. Negli ultimi anni i medici di base sono scesi da 43 mila a 37 mila, lasciando intere zone scoperte.

Questo significa meno campagne vaccinali, meno diagnosi precoci e più ricorso diretto ai reparti d’emergenza. Il filtro territoriale che un tempo proteggeva gli ospedali è ora indebolito.
E mentre si avvicina il picco stagionale, la medicina generale non riesce più a fare da scudo: ogni assenza di un medico equivale a decine di accessi in più ai pronto soccorso.

2026, il baratro: otto milioni di italiani senza medico

Il trend non mostra segnali di inversione. Ogni anno 4 mila medici di famiglia lasciano il servizio, sostituiti da meno di 2 mila nuovi ingressi. Se la curva resta questa, nel 2026 saranno otto milioni i cittadini senza dottore di riferimento. Scotti ci tiene a precisare che «questa è una conseguenza di una programmazione sbilanciata. Non siamo responsabili degli accessi impropri, ma vittime della stessa carenza». Il leader Fimmg sottolinea che i veri responsabili del caos non sono i camici bianchi, ma «chi avrebbe dovuto pianificare e stabilizzare le cure primarie». Dietro il numero freddo di medici mancanti, ci sono milioni di anziani, cronici e famiglie che perderanno il contatto umano con la sanità di prossimità.

Come difendersi dal virus in arrivo

Nonostante la disorganizzazione, prevenire è ancora possibile. Gli esperti consigliano la vaccinazione antinfluenzale, soprattutto per anziani, pazienti cronici e donne in gravidanza.
Il ministero della Salute raccomanda di completare l’immunizzazione prima del picco invernale.
E Scotti ribadisce: «Vaccinarsi resta la difesa più efficace». Oltre al vaccino, servono piccole abitudini quotidiane: lavarsi spesso le mani, coprirsi quando si tossisce, arieggiare le stanze. Importante anche evitare errori diffusi: «Gli antibiotici non vanno usati per l’influenza, favoriscono resistenze e indeboliscono il sistema immunitario». No anche ai decongestionanti nasali prolungati, che rischiano di peggiorare i sintomi. «Meglio la soluzione fisiologica: lavare il naso invece di irritarlo».

I consigli pratici degli esperti per l’inverno

  • Alimentazione anti-virus: frutta, verdura e vitamina C aiutano il sistema immunitario.
  • Idratazione: bere spesso favorisce la depurazione e la risposta immunitaria.
  • Abbigliamento a cipolla: più strati leggeri contro gli sbalzi termici improvvisi.
  • Attenzione ai nonni: «I bambini con sintomi dovrebbero evitare il contatto diretto e lavarsi le mani spesso», ricorda Scotti.
  • Aria pulita in classe: tenere le finestre socchiuse e non riscaldare eccessivamente gli ambienti, per non seccare le mucose.

Un equilibrio semplice, ma che fa la differenza tra una febbre passeggera e una complicanza seria.

Una sanità da ricostruire

La vera emergenza non è solo il virus influenzale, ma la debolezza strutturale del sistema sanitario di base. Senza una rete territoriale efficiente, il carico si sposta sugli ospedali. La Fimmg chiede da tempo un piano di rilancio della medicina generale, con formazione mirata e nuove assunzioni stabili. In mancanza di ciò, l’influenza di quest’anno rischia di trasformarsi in un test di sopravvivenza per la sanità pubblica.

Roberto Zoncadi Roberto Zonca   
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