Farmaci: li assume metà detenuti carcere, al via accordo Sifo-Conosci

Farmaci: li assume metà detenuti carcere, al via accordo Sifo-Conosci
di Adnkronos

Roma, 24 apr. (AdnKronos Salute) - Migliorare l'assistenza farmaceutica penitenziaria, promuovere studi e ricerche e azioni normative per la regolamentazione delle attività di farmaceutica nelle carceri, anche identificando aree di necessità e relative proposte regolatorie da sottoporre congiuntamente agli organismi istituzionali preposti. Questi gli obiettivi di un accordo firmato a Roma dalla Società italiana di farmacia ospedaliera e dei servizi farmaceutici delle aziende sanitarie (Sifo) e dal Coordinamento nazionale degli operatori per la salute nelle carceri italiane (Co.n.o.s.c.i), per mano dei due presidenti Simona Serao Creazzola e Sandro Libianchi. Secondo uno studio su un campione di 16.000 detenuti, nel 67,5% dei casi esiste una situazione patologica. I detenuti italiani sono affetti soprattutto da disturbi psichici incluse le patologie da dipendenza, da malattie dell'apparato digerente e da malattie infettive; inoltre i reclusi che assumono almeno un farmaco sono 8.296 (oltre il 55% del campione), con una media di 2,8 farmaci per persona (tra i più diffusi ci sono gli ansiolitici, gli antipsicotici e gli antiepilettici). "Il settore della sanità penitenziaria è indubbiamente un ambito negletto, in quanto sono solo 10 anni che la responsabilità dell'assistenza sanitaria è passata in carico alla sanità regionale, mentre prima era in capo al ministero di Grazie e Giustizia", ha spiegato Libianchi, presidente di Co.n.o.s.c.i e responsabile medico nel carcere di Rebibbia. Con l'accordo, le due associazioni si impegnano da oggi ad avviare progetti di ricerca, di formazione e confronto, quali convegni, seminari, tavole rotonde e meeting, pubblicazioni sui temi coerenti con l'ambito penitenziario, ma anche "iniziative di informazione e documentazione utili all'aggiornamento e approfondimento dei temi sulla salute in ambito penitenziario, anche attraverso campagne di sensibilizzazione, divulgazione e di creazione di nuovi modelli gestionali da mettere a disposizione delle autorità sanitarie competenti".