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Emergenza pediatrica, in Italia una epidemia di pertosse tra i bambini: ricoveri in aumento dell’800 per cento

Dall’inizio dell’anno sono state 110 le ospedalizzazioni. Tre i decessi e oltre 15 i ricoveri in terapia intensiva

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Scatta l’allarme pertosse in Italia. I pediatri segnalano un incremento esponenziale dei casi. Da inizio anno sono morti tre bambini, ma il problema riguarda prevalentemente neonati e lattanti non vaccinati. Stando a quanto emerge dai dati i ricoveri sarebbero aumentati dell'800 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Da inizio anno le ospedalizzazioni sono state 110, con oltre 15 ricoveri in terapia intensiva.

L'allarme dei pediatri

Il problema, evidenziano i medici, non riguarda soltanto l’Italia ma tutto il Continente europeo. L'allarme della Società italiana di pediatria, infatti, segue quello lanciato di recente dall'European centre for disease prevention and control (Ecdc) che, negli ultimi 12 mesi, aveva segnalato in Europa quasi 60mila casi di pertosse. Il dato risulta ancor più impressionante se si considera la crescita di oltre 10 volte rispetto al 2022 e al 2021. In Italia la maggior parte dei casi sono stati isolati in Campania, Sicilia e Lazio.

“La pertosse - spiega Annamaria Staiano, presidente Sip - è una malattia fortemente contagiosa e pericolosa, soprattutto nei primi mesi di vita e nei neonati che hanno un maggior rischio di complicanze e di decesso. In questa fascia di età la mortalità è tra l'1 e l'1,5%. Possiamo tutelare questa popolazione particolarmente vulnerabile attraverso l'immunizzazione della mamma durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza, altamente sicura ed efficace nel proteggere i bambini ancora troppo piccoli per poter essere vaccinati”.

Sintomi e cure per il trattamento della pertosse

La pertosse è una patologia causata dal batterio Bordetella pertussis. La trasmissione avviene attraverso le goccioline di saliva. I primi sintomi non sono dissimili da quelli del normale raffreddore, ma dopo 1-2 settimane, se trascurati si verificano dei peggioramenti: la tosse aumenta, fino a dar seguito a veri e propri attacchi. I primi miglioramenti possono arrivare dopo 2 settimane come anche dopo molti mesi. Per la cura è necessario il supporto di un pediatra che prescriverà una cura a base di antibiotici.

I dati sono sottostimati

Benché i numeri risultino esser importanti, i dati relativi ai ricoveri pediatrici sono sottostimati. La maggior parte dei ricoveri hanno riguardato “neonati e lattanti non vaccinati” sotto i 4 mesi di età. Anche le rispettive madri, in oltre il 95 per cento dei casi non erano vaccinate e l'80 per cento non aveva ricevuto alcun tipo di informazione sulla disponibilità di una vaccinazione prenatale.

I dati, spiega Alfredo Guarino, presidente Sip Campania e coordinatore della rete clinica Inf-Act, si riferiscono a “bambini ospedalizzati in condizioni cliniche serie e quindi da considerare casi gravi, pertanto sono solo la punta dell'iceberg rispetto alla circolazione della pertosse, in quanto non sono considerati i casi non ospedalizzati”. La situazione non va sottovalutata, e anzi in Campania risulta essere “particolarmente preoccupante”: nei centri di malattie infettive pediatriche di Napoli si sono registrati oltre 30 ricoveri. Altri 17 pazienti sono stati ricoverati nei primi 4 mesi di quest'anno all'Umberto I di Roma, tre dei quali in terapia intensiva. In Sicilia 40 tra neonati e lattanti con pertosse sono stati intercettati negli ultimi 5 mesi al Pronto soccorso dell'ospedale di Cristina di Palermo. Di questi 10 sono stati ricoverati terapia intensiva neonatale.

Il perché dell'epidemia di pertosse

Il perché dell’impennata dei casi di pertosse potrebbe esser riconducibile alle “limitazioni causate dalla pandemia di Covid-19 – evidenzia Fabio Midulla, responsabile della Pediatria d’urgenza del policlinico capitolino e professore ordinario di Pediatria alla Sapienza di Roma - che hanno interrotto la diffusione dei patogeni respiratori comuni, influenzando negativamente anche la copertura vaccinale. Per contrastare efficacemente la pertosse è fondamentale mantenere elevate coperture vaccinali in tutta la popolazione. Il vaccino contro la pertosse non conferisce un’immunità permanente, perdendo efficacia nel corso del tempo. Per questo motivo, oltre alla vaccinazione della donna in gravidanza, è essenziale fare tutti i richiami previsti dal calendario vaccinale ad ogni età: tre dosi nel primo anno di vita con l’esavalente, un richiamo al sesto anno, un richiamo ulteriore tra 12 e i 18 anni e poi ogni 10 anni”.

 

 

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