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Allarme Dengue: dal dress code antizanzare alla gestione degli spazi esterni, ecco il decalogo anti zanzare

Tutti i consigli per evitare tutti i rischi dovuti alla proliferazione di questi insetti nelle nostre città

Massimiliano Lussanadi Massimiliano Lussana   
Zanzara
Foto Ansa

Nelle scorse settimane, su Tiscalinews, abbiamo raccontato i casi di dengue, i rischi a cui va incontro chi viaggia in Paesi dove la “malattia delle zanzare” è particolarmente diffusa e i comportamenti necessari dopo i primi sintomi di una malattia che, comunque, se presa per tempo, è assolutamente curabile e semplice da affrontare. Ma, dopo aver affrontato il tema medico e scientifico, vale la pena di passare alla seconda parte del decalogo, quello che riguarda il modo di evitare la proliferazione di zanzare nelle nostre città. Perché, e qui sta il punto, i rischi dovuti alla proliferazione di questi insetti, al di là delle notti insonni, non nascono solo in luoghi esotici e sperduti e, in attesa dei piani che dovrebbero arrivare da ogni Regione, è già possibile attrezzarsi autonomamente per ogni cittadino.

La gestione spazi esterni

Il nostro viaggio inizia da Genova, con i consigli dell’Ufficio Animali, ma potrebbe essere uguale in qualsiasi altra città d’Italia e a qualsiasi latitudine, soprattutto in zone umide o paludose, dove ovviamente l’habitat delle zanzare trova tutte le caratteristiche ideali. E quindi partiamo dall’abc: evitare ogni ristagno d’acqua, a partire dalla cura degli orti, dove vasche e raccolte d’acqua sono necessarie, ma allo stesso modo devono essere protette da un doppio strato di “sicurezza”: la chiusura ermetica e la presenza di zanzariere. Insomma, proprio la prima lezione è quella di evitare gli accumuli di acqua stagnante o coprire gli accumuli inamovibili.

La protezione personale

Contemporaneamente, occorre pensare alla protezione personale del corpo, che parte dai più classici dei “rimedi della nonna”: repellenti cutanei da spruzzare sulle parti scoperte del corpo o da spalmare se allo spray si preferisce la crema. Ma, anche in questo caso, occorre usare delle attenzioni particolari. Ad esempio, non esagerare con le dosi, perché altrimenti si rischia l’effetto opposto, quello di “mitridatizzazione”, cioè assuefazione delle zanzare alle dosi sempre maggiori di sostanze repellenti che quindi perderebbero il loro scopo.

L'importanza dell'abbigliamento 

Il passaggio successivo, anche questo semplicissimo, ma non così scontato riguarda l’abbigliamento: cioè, quando si è all’aperto, soprattutto nelle ore che vanno dal tramonto all’alba, come in un film un po’ splatter di Robert Rodriguez con la sceneggiatura di Quentin Tarantino con George Clooney, Salma Hayek, lo stesso Tarantino, Harvey Keitel e Juliette Lewis, il consiglio è quello di indossare indumenti di colore chiaro che coprano il più possibile il corpo. Questa notizia, drammatica per tutti coloro che, come noi, tirano fuori i bermuda a maggio e li ripongono a ottobre, prevede una sorta di “dress code antizanzare” con indumenti di colore chiaro che coprano la maggior parte del corpo e quindi camicie a maniche lunghe, pantaloni lunghi, gonne lunghe anch’esse che farebbero inorridire Mary Quant e calze, perché – come sa chiunque di noi abbia il sangue dolce – una delle prede preferite delle terribili e assatanate zanzare sono talloni e caviglie.

Il ruolo del profumo

E oltre al “dress code” per i vestiti c’è anche quello per il profumo, che impone di evitare le profumazioni troppo intense, soprattutto quelle femminili, che in qualche modo funzionano come i filari di salamini per gli animali dei cartoni animati e hanno un appeal straordinario per le zanzare. Insomma, si tratta di insetti sanguinari, nel senso letterale della parola.
Dalla cura del corpo a quella della casa c’è una corsia al supermercato e un altro capitolo dei consigli antizanzare: infatti, per quanto riguarda le abitazioni, il primo consiglio è quello di applicare zanzariere alle porte e alle finestre, ma soprattutto di tenerle attive. Sembra superfluo o tautologico dirlo, ma esiste un’alta percentuale di persone che ha sì le zanzariere, soprattutto quelle a tendina o a scorrimento, ma poi sostanzialmente in qualche modo “se le dimentica” e quindi ovviamente non hanno alcuna efficacia.

Come attrezzarsi dentro casa

Il passaggio successivo è quello della zanzara che entra in casa: a questo punto occorre utilizzare i vecchi metodi che sono quelli di cacciarle direttamente con le mani o con dei panni lanciati sui soffitti per i più vintage o anche zampironi o fornelletti per arrostire i fastidiosissimi insetti, “Insomma, nessun allarmismo, ma l’attuazione di semplici e corretti comportamenti attuabili da ciascun cittadino” spiega Francesca Corso, assessore del Comune di Genova che fra le sue deleghe ha quella agli animali, un ruolo che va dal viaggio gratis sugli autobus per i cani e gli animali d’affezione, per l’appunto alle campagne per affrontare la proliferazione di zanzare, preferibilmente prima dell’estate.

La variabile climatica

Perché c’è anche una variabile climatica. E la temperatura impazzita che alterna bombe d’acqua e una notevole umidità a temperature record, ovviamente aiuta moltissimo le larve e le zanzare. Spiega ancora l’assessore Corso: “Questi comportamenti basici rappresentano gli elementi essenziali per un’efficace opera preventiva per contrastare la proliferazione delle zanzare. Per quanto riguarda l’eventuale, seppur rarissima, possibilità che siano presenti zanzare che possano diffondere virus patogeni, per quanto ci riguarda come Comune di Genova, stiamo continuando a svolgere approfonditi sopralluoghi per verificare la presenza di focolai larvali ed attuare i necessari interventi di rimozione e disinfestazione”.

Costante aumento di zanzare

Il punto centrale, non solo a Genova, ma su tutto il territorio nazionale, è il costante aumento di zanzare che sono potenziali portatrici e vettori di arbovirosi, e quindi servono anche azioni di contrasto in generale per tutte le specie, non solo quelle del dengue, ma anche le più tradizionali zanzarine o le famigerate “tigre”, quelle più grosse e con le striature bianche su fondo scuro, come fossero zebrate. Insomma, contro ogni tipo di zanzara il catalogo dei consigli prevede azioni di contrasto come ridurre le zone umide nelle aree verdi, anche a costo di sacrificare gli angoli paludosi e con bambù che sono diventate uno straordinario elemento d’arredo dei nostri giardini pubblici e privati. Poi, ovviamente, non vanno lasciati in aree aperte materiali che possono diventare zone di ristagni d’acqua nelle aree aperte.

Attenzione a copertoni e sottovasi

E qui occorre anche fare una precisazione ulteriore. Perché, da sempre, i copertoni delle auto, sono una vera e propria “incubatrice biologica” per le zanzare, il sogno di ogni larva, e quindi non vanno lasciati pneumatici non coperti all’aria aperta, soprattutto con temperature alte. L’altro ambiente ideale per le zanzare sono i sottovasi, dove non vanno lasciati accumuli d’acqua – no, dunque, a “quelli col pollice verde” che lasciano sempre un po’ di acqua in eccesso “perché la pianta ha sempre bisogno di bere” – così come non va lasciata acqua nelle cataste di materiali su terrazze, balconi o davanzali. E nei casi più problematici effettuare trattamenti con prodotti antilarvali, possibilmente biologici e non chimici. Infine, evitare di leggere i retori greci che, per dimostrare la forza della seconda sofistica, scrissero “L’elogio della zanzara”.

Massimiliano Lussanadi Massimiliano Lussana   
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