Ospedali cubani in tilt a causa di un virus misterioso: situazione fuori controllo
Girón, quotidiano ufficiale del Partito Comunista, denuncia apertamente una crisi sanitaria senza precedenti dai tempi del Covid-19, dipingendo un quadro da incubo
Un’epidemia misteriosa letteralmente travolgendo Cuba: febbre altissima, dolori lancinanti e ospedali al collasso. Il giornale locale Girón rompe il silenzio con un reportage shock: “Stanno morendo persone per colpa di questo virus”. Tra blackout, farmaci introvabili e smentite ufficiali, l’isola combatte febbre e paura. "Stanno morendo persone per colpa di questo virus". L’allarme, secco e agghiacciante, arriva dalla provincia cubana di Matanzas, dove un’epidemia misteriosa sta seminando il panico. A riferirlo non è un media qualsiasi, ma Girón, quotidiano ufficiale del Partito Comunista locale. Proprio Girón ha pubblicato un fotoracconto straordinariamente crudo sui sintomi che dilagano tra la popolazione: febbre alta, dolori muscolari insopportabili e ospedali al collasso.
Il servizio, dal titolo provocatorio “La malattia di cui soffriamo”, descrive un’“isola contagiata” in cui i medicinali scarseggiano, il mercato nero impone prezzi proibitivi e la gente si aggrappa a qualsiasi aiuto. La situazione appare fuori controllo: intere famiglie a letto con febbre oltre i 40°C. La tensione è palpabile e rompe persino la tradizionale linea prudente della stampa di regime. Girón denuncia apertamente una crisi sanitaria senza precedenti dai tempi del Covid-19, dipingendo un quadro da incubo.
L’isola contagiata: farmaci introvabili e mercato nero
Nel suo reportage, il giornalista Raúl Navarro González tratteggia scene drammatiche della quotidianità a Matanzas. Si parla di un’isola in cui i farmaci essenziali sono introvabili e chi sta male deve rivolgersi al mercato nero pagando cifre folli. “Le lenzuola non profumano più di pulito, ma dell’ultima febbre che hai sudato”, scrive Navarro con tono amaro, “mischiata al tanfo rancido del blister di paracetamolo e all’odore della spirale anti-zanzare che hai bruciato, insieme a quello dello spray repellente da 10 dollari spruzzato su tuo figlio sperando – per carità! – che nessuna zanzara lo infetti”. Parole forti, che rendono l’idea di una popolazione allo stremo: c’è chi ha perso appetito, peso, e persino la forza nelle mani e nelle gambe a causa della malattia.
Intanto le interruzioni di corrente complicano tutto: tra continui blackout elettrici e internet a singhiozzo, i cittadini spesso restano tagliati fuori dalle notizie e dagli allarmi ufficiali. “Non sai nemmeno da quanti giorni tu, tuo marito o tua suocera avete avuto i sintomi, né se si tratta di dengue, oropouche o chikungunya” – scrive Navarro – “o quando le sequele scompariranno, o quanti minuti fa ti sei alzata dal letto, o dove tutto è iniziato, o quando le autorità lo hanno saputo, o perché ci è voluto così tanto tempo per agire. O forse hanno agito rapidamente e bene e tu non lo sapevi perché non guardi più le notizie a causa dei blackout, né hai internet fino a fine mese per poter fare la prossima ricarica”. Il ritratto è impietoso: un popolo febbricitante e disorientato, che annaspa nel buio – letteralmente e metaforicamente – di fronte a un morbo dilagante. L’unico barlume positivo, sottolinea Girón, è la solidarietà tra vicini: molti residenti si stanno organizzando per aiutarsi a vicenda, mentre finalmente (anche se in ritardo) si comincia a raccogliere la spazzatura dalle strade e a effettuare le prime disinfestazioni nei quartieri. Ma il bilancio resta amaro. “Questa malattia lascia in bocca un sapore di ferro fin troppo amaro”, conclude sconsolato Navarro, dando voce al sentimento di impotenza diffuso nella comunità.
Febbre altissima e dubbi: dengue, chikungunya o altro virus?
I sintomi riferiti – febbre altissima (anche 40°C), dolori articolari e muscolari severi, spesso accompagnati da spossatezza, nausea, vomito e persino diarrea – ricordano quelli di malattie tropicali note. Non a caso Girón ipotizza apertamente che possa trattarsi di dengue o chikungunya, o forse del più raro virus Oropouche, tutti virus trasmessi da insetti (principalmente dalle zanzare) già presenti a Cuba. Ciò che sconcerta però è la rapidità e la diffusione con cui l’infezione colpisce intere famiglie.
“Restare sotto la zanzariera non ha senso perché ormai tutti in casa sono già contagiati” osserva infatti Navarro, suggerendo il dubbio che questo morbo misterioso possa avere modalità di diffusione diverse dal solito vettore Aedes aegypti, la zanzara responsabile di dengue e chikungunya. La popolazione locale parla di “qualcosa di strano che non si era mai visto prima”, mentre molti malati riferiscono che questa febbre li abbatte più di qualunque altra: c’è chi non riesce neppure ad alzarsi dal letto o a camminare per il dolore alle articolazioni.
Di fronte a questi racconti, cresce l’ansia di dare un nome al nemico invisibile. La dengue è endemica a Cuba e in altri paesi tropicali – e può avere esiti fatali se non trattata – mentre il chikungunya generalmente non provoca decessi ma può causare sintomi debilitanti. L’Oropouche, invece, è meno noto: un virus diffuso in Sudamerica e riapparso di recente a Cuba dopo circa 10 anni di assenza. Trasportato da zanzare Culex e da piccoli insetti detti jejenes, l’Oropouche può scatenare febbre acuta ma “in genere senza grosse complicazioni” secondo gli esperti. Al momento, tuttavia, l’esatta origine di questa ondata di casi febbrili a Matanzas resta incerta: una girandola di ipotesi mentre si attendono conferme di laboratorio che tardano ad arrivare.
Ospedali al collasso: pazienti nei corridoi, reagenti finiti
L’ondata di contagi sta mettendo in ginocchio il sistema sanitario locale. Gli ospedali di Matanzas sono sovraffollati, con pazienti sistemati su barelle nei corridoi perché i reparti sono pieni. I medici denunciano di non avere neppure i reagenti di laboratorio necessari per diagnosticare con certezza di quale virus si tratti. Senza test, diventa impossibile distinguere tra dengue, chikungunya o altre infezioni – costringendo i sanitari a procedere quasi “a vista” e complicando la gestione clinica. “Un ospedale che non garantisce l’essenziale per la diagnosi e il monitoraggio del dengue sta fallendo gravemente la sua missione verso la popolazione”, ha commentato amaramente sui social un medico di Matanzas colpito anch’egli dalla misteriosa malattia. La frustrazione serpeggia anche tra i cittadini comuni: molte famiglie raccontano di aver visto i propri cari soffrire per giorni a casa senza poter essere ricoverati, a meno di condizioni critiche, per mancanza di posti letto.
Farmacie deserte e scaffali vuoti aggravano la crisi: “L’unico farmaco che un malato può assumere è quello che si procura al mercato nero o che qualcuno gli regala, perché nelle farmacie non c’è nulla” testimoniano i residenti. Persino farmaci basici per la febbre come la Duralgina o il paracetamolo sono introvabili nelle strutture pubbliche. Chi può, cerca rimedi domestici o si affida a costose pillole comprate sottobanco. Le autorità sanitarie locali hanno iniziato a trasferire medici da altre regioni verso Matanzas per sopperire alla carenza di personale, ma la carenza di risorse è un nemico difficile da sconfiggere.
Un dirigente provinciale ha ammesso che mancano anche le attrezzature per la disinfestazione: “non abbiamo il numero di ‘bazooka’ (spruzzatori) necessario per fumigare a tappeto ogni area sanitaria” – ha dichiarato un funzionario, segnalando che solo metà degli operatori richiesti è attualmente disponibile. Mentre i rifiuti accumulati nelle strade (focolai perfetti per le larve di zanzara) vengono rimossi a rilento, la sensazione tra la gente è di vivere un incubo che ricorda i momenti peggiori della pandemia, con la differenza che adesso manca persino l’energia elettrica per far funzionare regolarmente ospedali e frigoriferi dei medicinali.
Fumigazioni e smentite: l’intervento del governo cubano
Di fronte al clamore crescente, il governo cubano è corso ai ripari tentando di rassicurare la popolazione – ma anche minimizzando i contorni di mistero. Il Ministero della Salute Pubblica (MINSAP) ha confermato la presenza di focolai di dengue e un ritorno del chikungunya in ben 12 comuni della provincia di Matanzas. Squadre di disinfestazione sono state inviate a irrorare insetticida nei quartieri più colpiti, nel tentativo di arginare l’epidemia eliminando le zanzare. Le autorità sottolineano che la “lotta antivettoriale” – ovvero le fumigazioni contro le zanzare Aedes – è stata intensificata e che “tutti i municipi si stanno organizzando meglio” per fronteggiare l’emergenza. Hanno inoltre ribadito che, ufficialmente, non risultano decessi collegati all’epidemia in corso. In parallelo, alcuni alti funzionari hanno tenuto a smentire l’idea di un virus sconosciuto: “nella provincia non circola alcuna malattia rara o misteriosa”, ha dichiarato il direttore di epidemiologia di Matanzas, suggerendo che il fenomeno rientra nelle tipiche ondate di arbovirosi stagionali.
Di fatto, però, nella stessa intervista è emerso che accanto al dengue sta circolando – seppur in misura minore – proprio l’Oropouche, confermando così che tre virus simultaneamente (dengue, chikungunya e oropouche) stanno mettendo sotto pressione l’intera isola. Il direttore nazionale di epidemiologia, dr. Francisco Durán, ha definito la situazione “più complessa che nei mesi precedenti” a causa di “piogge, caldo e accumulo di spazzatura” che favoriscono i vettori. In un recente bollettino, Durán ha confermato che focolai di dengue e oropouche sono stati rilevati in 12 province su 15 a livello nazionale, e che il chikungunya si è espanso ad almeno 5 province cubane. Nessuna area del Paese, dunque, sembra del tutto immune dal proliferare di queste malattie tropicali. Nonostante le rassicurazioni (il chikungunya “di per sé non uccide” e l’oropouche avrebbe effetti più lievi), la popolazione resta in allerta.
L’enorme crisi economica e infrastrutturale di Cuba – con blackout quotidiani, gravi carenze idriche e penuria di beni di prima necessità – rende più difficile combattere l’epidemia. Senza elettricità costante, le case restano al buio e al caldo, condizioni ideali per la propagazione delle zanzare e il peggioramento del comfort dei malati. La fiducia nelle comunicazioni ufficiali inoltre vacilla: mentre i bollettini statali insistono che “non ci sono state vittime”, sul territorio c’è chi giura il contrario, come dimostrano le testimonianze disperate raccolte da Girón e da media indipendenti.
“Stanno morendo molte persone per colpa di questo virus”, denunciano i cittadini, spaventati dall’idea che la realtà sia più grave di quanto ammesso finora. In questo clima teso, il governo ha intensificato gli appelli alla popolazione affinché non si ceda al panico e si seguano le indicazioni sanitarie: usare repellenti (quando disponibili), eliminare i ristagni d’acqua nelle abitazioni, recarsi subito in ambulatorio ai primi sintomi.

















