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Il Covid torna a fare paura anche in Italia, i numeri allarmanti e la raccomandazione dell'Oms. L'Austria raccomanda le mascherine

Il temuto virus fa nuovamente capolino ai primi freddi, in concomitanza con l'influenza che si sta diffondendo nel Paese. Vaccini e terapie: il caso Liguria

Massimiliano Lussanadi Massimiliano Lussana   
Il Covid torna a fare paura anche in Italia, i numeri allarmanti e la raccomandazione dell'Oms. L...
(Foto Ansa)

La scena, purtroppo, è tornata ad essere abituale: doppia coda fuori dalle farmacie, quella per i “clienti” tradizionali e quella per i tamponi, con la seconda che si allunga ogni giorno di più. E tutto il resto viene di conseguenza. Gli sguardi con cui viene guardato con sospetto chiunque tossisca o starnutisca su un mezzo pubblico o in un locale aperto al pubblico - e in questi giorni sono moltissimi - e la nuova proliferazione delle mascherine che, a tratti, ci fa tornare indietro di due o tre anni nella macchina del tempo.

In Austria, tanto per dire, il governo ha già emesso una raccomandazione d’uso delle mascherine non solo nelle strutture sanitarie, ma anche sui mezzi pubblici e nei luoghi affollati. Per di più, come nella tempesta perfetta, quest’anno l’influenza stagionale è arrivata prima, complici gli sbalzi di temperatura fortissimi e l’escursione termica anche di quindici gradi fra il giorno e la sera e fra una settimana e l’altra, che rendono vana anche la più classica delle contromisure, cioè quella di vestirsi “a cipolla”. Insomma, questa influenza è più cattiva, mentre il Covid è più contagioso e il ritorno (grazie al cielo) della socialità e della voglia di stare insieme contribuisce a diffondere il virus.

Ma anche il fatto che “normale” influenza e Covid siano difficilmente riconoscibili è un ulteriore problema. Ovviamente, poi, per gli ultra settantenni e i fragili la combinazione è ancora più pericolosa, perché coloro che non hanno fatto il richiamo annuale del vaccino non sono più coperti dalle prime tre dosi. E il resto, come abbiamo raccontato proprio qui su TiscaliNews, lo fa la circostanza che la campagna vaccinale antiCovid ha fatto flop, perché sostanzialmente le argomentazioni dei No Vax hanno vinto e sono passate molto meglio di quelle dei favorevoli al vaccino. Così, la crescita delle positività è velocissima, più 26 per cento e più 30 per cento nelle ultime due settimane.

La raccomandazione dell'Oms

E il fenomeno, fra l’altro, non è solo italiano. Il segretario generale dell’Organizzazione mondiale della Sanità, l’etiope Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha spiegato che “l’andamento dei contagi alle porte dell’inverno è preoccupante. La crescita di ricoveri e decessi dimostra che il Covid è qui per restare e che abbiamo ancora bisogno degli strumenti per combatterlo”.

In questo quadro, come abbiamo sempre fatto in questi anni, prendiamo a modello la Liguria perché ha spesso anticipato tendenze nazionali di evoluzione della pandemia e soprattutto delle cure e perché è la regione con più anziani d’Italia e quindi la più interessante dal punto di vista epidemiologico. In questi giorni il boom di accessi al pronto soccorso dei tre principali ospedali genovesi – San Martino, Galliera e Villa Scassi - è inarrestabile, complici i sintomi di Covid ed influenza e quindi vale la pena di analizzare l’andamento delle vaccinazioni.

Per la precisione, sono oltre 186mila le dosi di vaccino antinfluenzale somministrate in Liguria dall’inizio della campagna. Ed è interessante vedere anche la divisione per tipologia di somministratori: più del 70 per cento sono state somministrate dai medici di medicina generale, poco più del 10 per cento dalle farmacie, il resto da pediatri di libera scelta, Asl e altri erogatori. Ecco, pensate, per nove dosi di antinfluenzale, ne è stata somministrata solo una contro il Covid, che invece negli scorsi anni, soprattutto nella prima fase, era agognata come acqua santa con le code fuori dagli hub vaccinali.

Infatti, nello stesso territorio di riferimento, per la campagna anti-Covid sono circa 22mla le dosi di vaccino somministrate su 40mila consegnate agli erogatori. Nei giorni scorsi le agende mostravano ancora disponibilità pari al 25 per cento dei posti per la parte finale di novembre e del 60 per cento per tutto il mese di dicembre, nonostante sia possibile effettuare contestualmente le vaccinazioni antinfluenzale e anti Covid, prenotabili in un secondo con il sito Prenotavaccino, il più efficiente d’Italia, realizzato da Liguria Digitale di Enrico Castanini e preso come modello da molte altre regioni.

A commentare tutto questo è l’assessore alla Sanità della giunta di Giovanni Toti, Angelo Gratarola, che è un tecnico, un medico e prima di entrare in giunta regionale era prima primario del Pronto soccorso dell’ospedale San Martino, il più grande d’Europa, quasi una città nella città, con tanto di “sindaco”, il direttore generale Marco Damonte Prioli, e poi ha guidato il dipartimento regionale di emergenza-urgenza, praticamente il coordinamento di tutti i pronto soccorso e i reparti di terapia intensiva della Liguria: “Covid e influenza stanno circolando -spiega Gratarola - mentre i numeri dei vaccini somministrati ci dicono che le adesioni sono inferiori alle attese. La situazione dei nostri ospedali, pur in presenza di un aumento di positivi ricoverati, è ancora sotto controllo, ma soprattutto anziani e fragili devono mettersi in sicurezza. C’è ancora tempo per farlo, anche se ci avviciniamo alla fase più complicata della circolazione dei virus respiratori. Il coinvolgimento di farmacie e medici di medicina generale consente di recarsi vicino a casa per andarsi a vaccinare. Abbiamo chiesto alle Asl di potenziare le agende, ma, soprattutto nelle farmacie, le disponibilità ci sono ed è quindi fondamentale dare una spinta finale alle campagne vaccinali”.

Incremento di influenze dovuto al freddo

Filippo Ansaldi è un medico, ma soprattutto uno statistico abituato a ponderare ogni numero e guida Alisa, che è l’agenzia sanitaria regionale della Liguria, una sorta di SuperAsl che le coordina, e spiega: “Con l’arrivo del freddo, come ampiamente previsto, i virus circolatori hanno iniziato a circolare in maniera significativa. I sistemi di sorveglianza nazionale e regionale delle virosi respiratorie hanno evidenziato un significativo incremento dei casi di influenza e simil-influenzale e che siamo all’inizio della curva epidemica. Nell’ultima settimana, è salita intorno ai 35 la media giornaliera di SARSCOV2 positivi entrati negli ospedali liguri, mentre dall’inizio di settembre fino a dieci giorni fa, eravamo stabili intorno a una media di 15-20 nuovi positivi ricoverati. Attualmente abbiamo 220 persone positive ricoverate in media intensità e nove in terapia intensiva. È quanto mai opportuno quindi che ci sia ora una accelerazione delle adesioni, specie delle categorie più a rischio, per evitare le forme gravi dei virus e per scongiurare iperafflussi nei pronto soccorso e l’aumento della pressione negli ospedali liguri".

Addirittura, una Asl, la 4, quella del Tigullio, che ha per capoluoghi Chiavari e Rapallo, ha predisposto “Gulliver”, un pullmino che fa da ambulatorio mobile e gira tutto l’entroterra, Borzonasca, Varese Ligure, Cicagna, Rezzoaglio e tutti i piccolissimi Comuni di quelle zone per somministrare la doppia vaccinazione contro Covid e influenza. Titolo della campagna vaccinale: “Il viaggio di Gulliver”, con abbinato lo screening di primo livello sul diabete per invogliare alla vaccinazione, con un meccanismo quasi “di premialità”.

E in tutto questo ovviamente, non mancano le testimonianze di Matteo Bassetti, direttore della clinica universitaria di Malattie Infettive al Policlinico San Martino: “Qualche giorno fa, la figlia di una signora di 93 anni, mi chiama e mi dice che sua madre ha il Covid e sta male. Alla mia domanda se era vaccinata, la risposta è stata che aveva ricevuto il vaccino nel 2021 (primo ciclo vaccinale completo). Sono molte le situazioni simili a quella di questa signora, in cui persone ultra-70, ultra-80 e ultra-90enni non hanno ricevuto alcuna dose di richiamo nel 2022 e nel 2023. È evidente che oggi che il Covid è tornato a circolare in maniera pesante, le persone più anziane e quelle più fragili che non hanno ricevuto richiami vaccinali sono più a rischio di forme impegnative e gravi. Quando sento dire che è un problema di comunicazione credo che sia una falsa giustificazione. La verità è che la cultura vaccinare manca nel nostro paese. È un dato di fatto”.

Massimiliano Lussanadi Massimiliano Lussana   
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