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Casi di Dengue, in Italia crescono i timori. I sintomi da riconoscere

Bassetti: “Stiamo vivendo una delle stagioni peggiori della dengue, in particolare in alcune zone del mondo come il Brasile dove sono stati registrati circa quattro milioni di casi. Situazione critica anche in Perù, Argentina, e anche nel Sud Est asiatico

Massimiliano Lussanadi Massimiliano Lussana   
Foto Ansa
Foto Ansa

Il primo allarme è arrivato una decina di giorni fa dall’ospedale Galliera, quello che si rivolge in particolare al centro di Genova e che ha una particolare organizzazione giuridica: è un ospedale della Curia genovese, esattamente come l’ospedale pediatrico Gaslini, pur essendo inquadrato nel sistema sanitario regionale e nazionale. La comunicazione dell’ospedale è stata secca e dettagliata, quasi a confermare tutto quello che avevamo scritto un mese fa proprio su Tiscalinews, accendendo i riflettori sul rischio dell’arrivo in Italia della malattia causata dalla puntura di alcuni tipi di zanzare, come sempre senza fare allarmismo, ma informazione sanitaria: "Un uomo di nazionalità italiana, di rientro dal Brasile, è stato ricoverato nel reparto di Malattie Infettive, dove sono stati effettuati esami specifici per accertare la diagnosi di dengue. L'uomo si è presentato al pronto soccorso del Galliera, lamentando dolori diffusi, febbre e cefalea. Il caso è stato tempestivamente segnalato alla Asl3 (l’azienda sanitaria locale che si occupa del territorio genovese ndr) per gli opportuni provvedimenti. L'uomo, ancora ricoverato nel reparto infettivi, è comunque in buone condizioni di salute".

Ecco, questo è stato il primo tassello relativamente a un 56enne, poi – dopo poco – è capitato un altro caso, sempre relativo a un paziente rientrato da un viaggio all’estero. Anche nel secondo caso, esattamente come nel primo, ad essere infettato è stato un cittadino italiano, questa volta sottoposto alle cure al Policlinico San Martino, l’ospedale più grande d’Europa. In particolare, raccontano i referti, “presso il day hospital di Malattie Infettive al San Martino è stato preso in carico un ventitreenne che, rientrato da un viaggio alle Maldive che presentava sintomi compatibili con la patologia. Nella struttura è stata accertata la diagnosi di dengue. Le sue condizioni non destano preoccupazione”.

Dopo questi primi tasselli, Alisa, che è la struttura sanitaria che coordina le Asl della Liguria, ha alzato le soglie di allarme, anche informando i cittadini su tipologia e rischi legati alla sindrome: “La dengue – spiegano i medici dello staff del direttore Filippo Ansaldi - è una malattia di origine virale ed è trasmessa agli esseri umani dalle punture di zanzare che hanno già punto una persona infetta. Non si ha quindi il contagio diretto tra esseri umani”. Ecco, questo è il primo tassello indispensabile, la mancanza del contagio fra uomo e uomo. Il secondo è la lettura dei sintomi: “Normalmente la malattia dà luogo a febbre alta nell’arco di cinque o sei giorni dalla puntura di zanzara”. Insomma, il primo consiglio, che sembra quasi elementare, è la prevenzione, soprattutto quando si scelgono alcuni Paesi per le vacanze o per il lavoro: “Prima di partire per un viaggio, nei paesi dove sono diffuse malattie trasmesse da zanzare, è opportuno rivolgersi agli ambulatori di medicina dei viaggiatori nelle Asl”.

E qui interviene un volto noto della sanità ligure, Matteo Bassetti, direttore della Clinica universitaria di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova e Coordinatore del DIAR, cioè il Dipartimento Interaziendale Regionale Malattie Infettive di tutti gli ospedali liguri. Bassetti - premiato proprio l’altra sera a Portofino dal vulcanico direttore di Telenord Giampiero Timossi, sempre attentissimo alla sanità, è il classico uomo che quando ha 36,8 si sente moribondo, ma gli va sempre benissimo perché ha al suo fianco una moglie straordinaria - ha vinto il premio Gianni Di Marzio come divulgatore scientifico e, confrontandosi con Federico Buffa, spiega: “Mi piacerebbe essere come lui, il narratore della sanità. E quindi credo che serva uscire dal “medichese”, chiamare il mal di testa, “mal di testa” e non “cefalea” e farsi comprendere da chi ci ascolta. Questa è la nostra nuova missione, uscire dal linguaggio dei convegni per arrivare a quello di tutti i giorni”.

Il che, tradotto immediatamente da Bassetti sui casi di febbre dengue, suona così: “Al rientro da questi viaggi, in caso di sintomi come febbre alta, mal di testa, dolori, nausea e vomito, occorre informare tempestivamente il medico di famiglia o una struttura ospedaliera. Per quanto riguarda il caso che abbiamo accertato al San Martino, il ragazzo è in buona salute, con un’ottima capacità di reazione rispetto alla potenziale patologia ed è prossimo alla dimissione. I casi registrati dimostrano che la campagna di prevenzione funziona. Non occorre quindi fare allarmismo, lasciando spazio a una buona ed efficace informazione”.

Mica finita, perché si sono registrati altri due casi di dengue che hanno colpito cittadini residenti in Liguria, coinvolgendo in totale quattro Comuni (Albenga, Bogliasco, Genova e Chiavari): i Paesi interessati oltre al Brasile, sono Perù e Maldive. Per questo Regione Liguria ha predisposto una campagna informativa per prevenire i rischi e adottare corretti comportamenti soprattutto in vista di viaggi in zone a rischio e, in caso di sintomi, al ritorno.

Ed è ancora Bassetti a spiegare: “Stiamo vivendo una delle stagioni peggiori della dengue, in particolare in alcune zone del mondo come il Brasile dove sono stati registrati circa quattro milioni di casi. Situazione critica anche in Perù, in Argentina, ma anche nel Sud Est asiatico e, in particolare, nelle isole Maldive, dove purtroppo, si verificano numerosi casi ed essendo un’area a forte attrazione turistica, con quel contesto epidemiologico, questo favorisce la presenza di casi di importazione, anche in Paesi come il nostro. E infatti due dei quattro casi già accertati, provengono da quella zona. La Liguria, peraltro, è stata tra le prime regioni ad attivarsi e promuovere attività di sensibilizzazione con risultati importanti, poiché è accaduto che pazienti con sintomatologia collegata alla dengue si sono presentati spontaneamente, reduci da viaggi all’estero, dopo aver ascoltato i nostri messaggi. Questo significa che la comunicazione è importante e funziona”.

Insomma, il comportamento dei cittadini a rischio e dei medici è stato inappuntabile. Soprattutto senza allarmismo. E quindi il Bassetti infettivologo lascia spazio anche al Bassetti giardiniere: “E’ fondamentale continuare, o in alcuni casi iniziare, le attività di disinfestazione per le zanzare prima che sia troppo tardi. Per chi ha giardini o vasi di fiori è indispensabile usare i vermicidi e eliminare le larve di zanzare che possono trasmettere l’infezione da un soggetto sano a uno malato”.

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