Tiscali.it
SEGUICI

Il legame nascosto tra apnea notturna e Parkinson: la scoperta

Uno studio rivela che chi usa il CPAP entro due anni dalla diagnosi di apnea ha un rischio inferiore di sviluppare il Parkinson

Roberto Zoncadi Roberto Zonca   
Foto Shutterstock
Foto Shutterstock

Le persone affette da apnea ostruttiva del sonno potrebbero avere un rischio maggiore di sviluppare il morbo di Parkinson. E’ quanto scoperto da un gruppo di scienziati che, nel presentare i dati dello studio all’American Academy of Neurology's 77th Annual Meeting, ha evidenziato anche quella che appare come una valida soluzione capace di ridurre significativamente questo rischio. I ricercatori ritengono infatti che l’uso precoce del CPAP (Continuous Positive Airway Pressure) possa diminuire le probabilità di sviluppare la malattia.

Il CPAP riduce il rischio di Parkinson

Lo studio ha rivelato che iniziare a usare il CPAP entro due anni dalla diagnosi di apnea notturna può diminuire l’incidenza del Parkinson. L’apnea ostruttiva del sonno si verifica quando i muscoli della gola si rilassano e bloccano le vie aeree, causando frequenti risvegli e una riduzione dei livelli di ossigeno nel sangue. Questo può avere effetti negativi sul cervello e sul sistema nervoso. Il CPAP, che fornisce aria pressurizzata attraverso una maschera, aiuta a mantenere le vie respiratorie aperte durante il sonno, migliorando l’ossigenazione.

Un rischio accertato, ma con una soluzione possibile

"L'apnea ostruttiva del sonno è una condizione comune e, se non trattata, è stata collegata a un aumento del rischio di infarto e ictus", ha dichiarato Gregory D. Scott, MD, Ph.D., autore principale dello studio e ricercatore presso il VA Portland Health Care System in Oregon. "Abbiamo riscontrato anche un'associazione con il morbo di Parkinson, ma la buona notizia è che esiste un intervento efficace: iniziare subito il trattamento con CPAP".

Un'analisi su oltre 1,6 milioni di pazienti

I ricercatori hanno esaminato oltre 20 anni di dati clinici raccolti da cartelle mediche di veterani, analizzando i dati di 1,6 milioni di pazienti con apnea ostruttiva del sonno e confrontandoli con quelli di quasi 10 milioni di individui senza la patologia. Lo studio ha valutato l’incidenza del Parkinson nei due gruppi.

Dopo cinque anni dalla diagnosi, il 3,4% delle persone con apnea aveva sviluppato il Parkinson, contro il 3,8% di chi non soffriva di apnea. Tuttavia, questi dati iniziali potrebbero essere stati influenzati da fattori come età, fumo e condizioni di salute generali.

L’uso precoce del CPAP fa la differenza

Dopo aver tenuto conto di vari fattori come età, sesso e abitudini come il fumo, i ricercatori hanno rilevato un aumento di 1,8 casi di Parkinson ogni 1.000 persone tra chi soffriva di apnea rispetto a chi non ne era affetto.

Solo il 10% dei partecipanti con apnea aveva una documentazione sull’uso del CPAP. Tra questi, i ricercatori hanno distinto due gruppi:

  • Chi ha iniziato il CPAP entro due anni dalla diagnosi
  • Chi lo ha iniziato dopo due anni

I dati hanno mostrato che chi ha iniziato il CPAP dopo i due anni aveva tassi di Parkinson simili a chi non lo usava affatto (9,5 e 9,0 casi ogni 1.000 persone). Tuttavia, chi ha iniziato il CPAP entro due anni dalla diagnosi aveva un’incidenza di Parkinson inferiore di 2,3 casi ogni 1.000 persone rispetto a chi non ha mai usato il CPAP.

Un trattamento che potrebbe cambiare la prevenzione

"È incoraggiante sapere che, sebbene l’apnea ostruttiva possa aumentare il rischio di Parkinson, trattarla subito con il CPAP potrebbe ridurre questa probabilità", ha affermato Scott. "Saranno necessari studi futuri per monitorare i pazienti nel tempo e valutare più approfonditamente gli effetti del trattamento".

Limiti dello studio

Uno dei limiti principali della ricerca è che, pur avendo identificato i pazienti che possedevano un dispositivo CPAP, gli scienziati non potevano verificare se questi lo usassero regolarmente, come prescritto.

Fonte:

American Academy of Neurology

Roberto Zoncadi Roberto Zonca   
I più recenti
Sanità, l'artista Poison: L'opera rappresenta 12 valori di Marilab
Sanità, l'artista Poison: L'opera rappresenta 12 valori di Marilab
Sanità, l'artista Poison: L'opera rappresenta 12 valori di Marilab
Sanità, l'artista Poison: L'opera rappresenta 12 valori di Marilab
Vaccini, Barretta (Fimp): Contro il calo coperture migliorare accesso all'anagrafe
Vaccini, Barretta (Fimp): Contro il calo coperture migliorare accesso all'anagrafe
Vaccini, D'Avino (Fimp): Sono tutti importanti, anche i raccomandati che sono in calo
Vaccini, D'Avino (Fimp): Sono tutti importanti, anche i raccomandati che sono in calo
Teleborsa
Le Rubriche

Alberto Flores d'Arcais

Giornalista. Nato a Roma l’11 Febbraio 1951, laureato in filosofia, ha iniziato...

Alessandro Spaventa

Accanto alla carriera da consulente e dirigente d’azienda ha sempre coltivato l...

Claudia Fusani

Vivo a Roma ma il cuore resta a Firenze dove sono nata, cresciuta e mi sono...

Claudio Cordova

31 anni, è fondatore e direttore del quotidiano online di Reggio Calabria Il...

Massimiliano Lussana

Nato a Bergamo 49 anni fa, studia e si laurea in diritto parlamentare a Milano...

Stefano Loffredo

Cagliaritano, laureato in Economia e commercio con Dottorato di ricerca in...

Antonella A. G. Loi

Giornalista per passione e professione. Comincio presto con tante collaborazioni...

Lidia Ginestra Giuffrida

Lidia Ginestra Giuffrida giornalista freelance, sono laureata in cooperazione...

Alice Bellante

Laureata in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali alla LUISS Guido Carli...

Giuseppe Alberto Falci

Caltanissetta 1983, scrivo di politica per il Corriere della Sera e per il...

Michael Pontrelli

Giornalista professionista ha iniziato a lavorare nei nuovi media digitali nel...