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Testato con successo sull’uomo l’idrogel che ripara il cuore dopo un infarto

La sperimentazione clinica di fase 1 ha ottenuto l’approvazione dalla FDA

Roberto Zoncadi R. Zonca   
La dottoressa Karen Christman
La dottoressa Karen Christman

Ha dato dei risultati incoraggianti la sperimentazione dell’idrogel iniettabile che ripara i danni e ripristina la funzione cardiaca in quei pazienti affetti da insufficienza cardiaca che in precedenza avevano avuto un infarto. Lo studio clinico di fase 1, condotto dalla Ventrix, società spin-off dell'Università della California di San Diego, ha ottenuto così l’approvazione della Food and Drug Administration (Fda). Il test, il primo effettuato sull’uomo, è riuscito a dimostrare l’efficacia e la sicurezza dell’idrogel iniettabile, ricavato dall'impalcatura naturale del tessuto muscolare cardiaco, nota anche come matrice extracellulare o ECM. La sostanza, ribattezzata  VentriGel, può essere iniettata tramite catetere in tutti i soggetti che hanno subito un infarto negli ultimi 36 mesi.

"Sebbene lo studio sia stato progettato per valutare la sicurezza e la fattibilità, e non per dimostrare se VentriGel aiuta effettivamente a migliorare la funzione cardiaca - ha commentato Karen Christman, autore senior dello studio e professoressa di bioingegneria nella Jacobs School of Engineering and Institute of Engineering in Medicine presso UC San Diego -, abbiamo osservato alcuni miglioramenti nei pazienti. Ad esempio, i soggetti trattati possono percorrere lunghe distanze senza conseguenze. Abbiamo inoltre osservato segni di miglioramento della funzione cardiaca nei pazienti che hanno avuto un infarto più di un anno prima del trattamento". I ricercatori della Ventrix hanno visto i risultati della sperimentazione clinica pubblicati sulle pagine del Journal of American College of Cardiology: Basic to Translational Science.

In Italia sono circa 140mila le persone che ogni anno muoiono per infarto miocardico acuto. Le placche ateromasiche si formano precocemente, soprattutto con l’avanzare dell’età, aumentando progressivamente di spessore inizialmente senza dare sintomatologia ben definita. In una fase più tardiva insorgono le cardiopatie acute o croniche. Grazie all’idrogel testato negli Usa molte di queste persone potrebbero essere salvate. Una volta iniettato nel muscolo cardiaco danneggiato, infatti, VentriGel crea un'impalcatura che funge da ambiente riparativo in cui migrano le cellule sane, portando ad aumenti del muscolo cardiaco, meno tessuto cicatriziale e miglioramenti della funzione cardiaca.

Il nuovo salvavita è composto da tessuto connettivo cardiaco prelevato da suini che viene rimosso dalle cellule muscolari del cuore attraverso un processo di pulizia. Viene quindi liofilizzato e polverizzato. Prima dell’utilizzo va reidratato così da esser iniettato nel muscolo cardiaco attraverso una procedura minimamente invasiva che non richiede neppure un intervento chirurgico. Quando raggiunge la temperatura corporea il liquido si trasforma in un gel semisolido e poroso.

Lo studio di Fase 1 ha valutato l’efficacia del gel su 15 pazienti che hanno subito un danno moderato nella camera del ventricolo sinistro del cuore a seguito di un infarto. Ogni paziente ha ricevuto fino a 18 iniezioni di VentriGel, tramite catetere, nella regione danneggiata. I ricercatori hanno seguito i pazienti per sei mesi dopo il trattamento e scoperto che tutti hanno completato il follow-up. Ventrix è in procinto di dare il via a uno studio clinico di fase 2 e sta pianificando un ulteriore test, più ampio, che avrà l’obiettivo di valutare l'efficacia con cui VentriGel può migliorare la funzione cardiaca e la qualità della vita per i pazienti con insufficienza cardiaca.

Roberto Zoncadi R. Zonca   

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