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Sostanze tossiche nei pannolini usa e getta, la Francia lancia l’allarme: bimbi a rischio cancro

Roberto Zoncadi R.Z.   
Sostanze tossiche nei pannolini usa e getta, la Francia lancia l’allarme: bimbi a rischio cancro

Preoccupa l'annuncio fatto dall'Anses, l'agenzia francese per la sicurezza alimentare e ambientale, che accusa una moltitudine di case produttrici di pannolini usa e getta di mettere sul mercato prodotti potenzialmente pericolosi, perché contenenti sostanze chimiche, a volte in quantità superiore a quella di sicurezza, tra cui persino il glifosato. Sono 23 le marche finite nel mirino dell'agenzia, che ora ha chiesto alle aziende incriminate di prendere misure per rimuovere questi residui. Gli esperti dell'agenzia hanno analizzato i pannolini trovando diversi residui pericolosi, da alcuni composti chimici usati per profumare agli idrocarburi aromatici alle diossine a tracce di alcuni pesticidi, compreso appunto il “tristemente noto” glifosato (ancora ammesso in Europa pur essendo stato classificato dall’OMS come “possibile cancerogeno”.

Un rapporto inquietante

Nei test è stata anche determinata l'esposizione del bambino nelle condizioni in cui vengono normalmente usati i pannolini, che per alcuni contaminanti è risultata superiore alla soglia di sicurezza, anche se la stessa agenzia afferma che al momento nessuno studio epidemiologico ha evidenziato legami tra malattie e uso del pannolino. "Le sostanze non sono state aggiunte intenzionalmente, fatta eccezione per i profumanti - si legge nel documento -. Nella maggior parte dei casi si tratta di una contaminazione delle materie prime, ad esempio per i pesticidi, o di sottoprodotti dei processi di fabbricazione, dallo sbiancamento o dall'uso di colle".

Visti i rischi per la salute dei bambini l'Anses ha fornito una serie di raccomandazioni al settore dell'industria dei pannolini:

-        Eliminare l'uso di sostanze profumanti, in primo luogo quelle che potrebbero presentare effetti sensibilizzanti sulla pelle;

-        Migliorare il controllo dell'origine delle materie prime naturali che possono essere contaminate anche prima della produzione;

-        Migliorare i processi di produzione;

-        Rafforzare il controllo delle sostanze chimiche nei pannolini usa e getta sul mercato.

Nel frattempo il governo francese ha convocato i produttori chiedendo, entro 2 settimane, un piano d'azione e maggiore trasparenza sulla composizione dei pannolini. Per stimolare un rapido intervento, inoltre, entro 6 mesi verrà pubblicato il risultato di una seconda analisi dei prodotti attualmente sul mercato.

Molti dei marchi presi in esame dall'Anses vengono commercializzati anche in Italia. I nomi, tuttavia, non sono stati per il momento resi noti ma, stando a quanto riportato sulle pagine de LeParisien "i risultati non hanno discriminato positivamente alcun marchio". Il che significa che dei marchi nessuno è stato in grado di superare i test, perché tutti presentavano sostanze pericolose per la salute dei giovanissimi consumatori, comprese le marche che si fregiano di commercializzare prodotti “ecologici”.

Ben 60 le sostanze chimiche pericolose rilevate

Rilevate tracce di colla, usata per le chiusure laterali, ma anche importanti quantitativi di idrocarburi e molecole che si formano nel processo di fabbricazione (diossine, Pcb e furano). “Si tratta di sostanze chimiche pericolose, che possono migrare nelle urine ed entrare in contatto prolungato con la pelle dei bambini e aggredirla - spiega nel suo rapporto l'Agenzia per la sicurezza sanitaria di Francia - altre aggiunte intenzionalmente come i profumi, che possono procurare allergie cutanee, altre ancora che possono venire da materie prime contaminate”.

La replica di alcuni produttori

I produttori di pannolini, viste le possibili ripercussioni economiche, hanno immediatamente replicato alle accuse: “I nostri pannolini - ha fatto sapere il colosso Pampers - sono sicuri e lo sono sempre stati. I nostri prodotti non contengono nessuno degli allergeni elencati dall'Unione europea”. Secondo il presidente della Joone il rapporto della Anses è esageratamente “allarmista”. Per tranquillizzare i consumatori la società ha condotto ulteriori analisi e pubblicato i risultati tossicologici dei prodotti sul proprio sito web.

Roberto Zoncadi R.Z.   
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