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Obbligo mascherine FFP2: abilità filtrante, durata e costo

Ma le forniture appaiono già insufficienti a soddisfare la richiesta e i prezzi volano alle stelle

Roberto Zoncadi Roberto Zonca   
Foto Shutterstock
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Il decreto Festività impone agli italiani una serie di nuove regole comportamentali da adottare all’aperto e nei luoghi chiusi (come ad esempio cinema e teatri). Le mascherine, non più le classiche chirurgiche ma quelle FFP2, in tutto ciò assumono un’importanza fondamentale. Cerchiamo dunque di conoscere meglio questi dispositivi, più costosi ma – se indossati correttamente - anche più efficienti nel bloccare la circolazione del virus. L'acronimo FFP2 significa “Filtering Facepiece” (letteralmente facciali filtranti). Le caratteristiche sono definite dalla norma tecnica UNI EN 149:2009, che ne specifica i requisiti, distinguendo in tre classi a seconda della loro abilità filtrante:

FFP1 – Sono le mascherine facciali di fascia bassa, capaci di filtrare “almeno l'80% delle particelle sospese”. Chi le indossa beneficia di una protezione base, perché i materiali di cui è composta lasciano passare il 20 per cento circa dell'aria proveniente dall'esterno. Le FFP1 sono impiegate comunemente per filtrare l’aria dalla polvere evitare di inalare polvere durante i lavori fai-da-te o nei cantieri;

FFP2 – Sono le mascherine ora obbligatorie in Italia, quelle da usare all’aperto e nei luoghi chiusi, come ad esempio cinema e teatri. Queste mascherine sono in grado di filtrare almeno il 94 per cento delle particelle sospese, lasciando passare il 6 per cento dell'aria proveniente dall'esterno. Le FFP2 vengono usate solitamente in ambito ospedaliero;

FFP3 – Allo stato attuale sono le mascherine più efficaci contro il virus, perché filtrano almeno il 99 per cento delle particelle sospese. Considerando tale caratteristica, e il fatto che lasciano passare meno del 1 per cento dell'aria proveniente dall'esterno, sono sconsigliate alle persone che devono servirsene ininterrottamente per molte ore. Le FFP3 bloccano le particelle di dimensioni inferiori a 0,6 micrometri.

Sul mercato italiano sono disponibili anche delle altre mascherine, equivalenti per potere filtrante alle FFP2, marchiate però con la sigla KN95. Sono conformi allo standard GB2626-2006 in vigore in Cina e, per essere commercializzate, devono esser comunque accompagnate dal marchio CE 2163, necessario per la certificazione europea.

Il costo delle mascherine varia a seconda della loro capacità filtrante

Mentre per le mascherine chirurgiche e le FFP1 si era raggiunto ormai un costo per maschera abbordabile, per le FFP2 lo stesso può variare sensibilmente da Regione a Regione. Benché sensibilmente calato rispetto alle fasi iniziali della pandemia, per acquistare una mascherina FFP2 si deve mettere in conto un costo medio di circa 1 euro al pezzo. A causa delle forniture ancora insufficienti a soddisfare le richieste del mercato possono esserci però fornitori che spingono i prezzi verso l’alto. In Lombardia è in corso una vera e propria corsa alle mascherine e allo stato attuale nelle farmacie le si può trovare in vendita ad un prezzo compreso tra 1,30 e 2,60 euro a pezzo.

Ma c’è anche chi sostiene che il prezzo prima del decreto fosse persino più alto. “Prima le vendevamo a 2 euro adesso a 1,50 - evidenziano i titolari della farmacia Cordusio -. È un tema di sicurezza pubblica”. C’è poi chi ha esaurito le scorte delle mascherine FFP2 più economiche, ma offre ai propri clienti quelle colorate, che costano 2 euro l’una. E pensare che poco meno di 15 giorni prima di Natale c’era chi, online, offriva mascherine FFP2 (bianche o colorate) a costi compresi tra 0,30 e 0,35 centesimi (IVA e spedizione inclusa).

Il Codacons ha invitato il Governo a gestire meglio l’emergenza, proponendo inoltre tamponi e mascherine FFP2 gratuiti, così da evitare speculazioni a danno dei cittadini. “Il nuovo decreto - spiega il presidente Carlo Rienzi - rischia di dare vita a una impennata dei listini al dettaglio dei prodotti più richiesti come già si è visto in passato”.

Per quanto tempo può essere indossata una mascherina

Il momento in cui potremmo fare a meno delle mascherine non sembra vicinissimo. E’ quindi importante capire conoscere approfonditamente questi dispositivi di protezione individuale. Com'è noto la protezione vari a seconda del numerino posto di seguito all’acronimo FFPx. L’efficacia nel tempo, tuttavia, sembra identico per tutte le mascherine filtranti. Va tuttavia fatta una distinzione tra mascherine “monouso” e “riutilizzabili”. Le prime, contrassegnate dalla lettera “NR” sono pensate per essere utilizzate non più di 6/8 ore. Le altre, contrassegnate dalla lettera “R”, possono essere re-indossate più volte ma utilizzo non dovrebbe mai superare le 8 ore senza sanificazione.

Quante volte possono essere igienizzate le FFP2 riutilizzabili

Le indicazioni variano da produttore a produttore. Sulla confezione viene infatti indicato il numero delle “sanificazioni” possibili prima di compromettere la capacità filtrante del dispositivo. Nella maggior parte dei casi il dispositivo di protezione va lavato in  lavatrice, con un comune detersivo per bucato, a una temperatura di 60 gradi centigradi.

In caso di stretta necessità, qualora ad esempio non si fosse riusciti a trovare delle nuove mascherine sul mercato, è possibile prolungare di qualche ora anche la vita utile delle mascherine FFP2 monouso… Gli esperti suggeriscono in questi casi la sanificazione attraverso spray alcolico al 70 per cento, ma senza inumidire eccessivamente il tessuto.

Roberto Zoncadi Roberto Zonca   
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