Nuova terapia sperimentale inverte i sintomi del diabete senza effetti collaterali

Testata per ora soltanto sui topi sembra efficace anche contro altri tipi di disordini metabolici

I professori Bhagirath Chaurasia e Scott Summers
I professori Bhagirath Chaurasia e Scott Summers
di R. Z.

Un team di ricercatori dell'University of Utah Health è riuscito a invertire i sintomi del diabete e di altri disordini metabolici. La rivoluzionaria terapia, stando a quanto pubblicato sulle pagine della rivista scientifica EurekAlert, è stata testa per ora soltanto sui topi. Grande l’entusiasmo degli scienziati, ancor più perché si tratterebbe di un processo non invasivo privo di effetti collaterali. Il tutto sembra esser stato possibile grazie ad alcune nuove molecole grasse, chiamate ceramidi. A detta degli esperti dell’ateneo statale dello stato del New Jersey, il ruolo di queste molecole potrebbe esser la soluzione universale per tutti i disordini metabolici.

La soluzione priva di effetti collaterali

Disattivando l'enzima DES1, si legge poi su Science Mag, il team di ricercatori guidato dal professor Scott Summers è riuscito a invertire i sintomi di un disordine metabolico. La differenza tra un topo sano e un animale con resistenza all'insulina - e la stessa cosa avviene anche nell’uomo - è determinata dalla diversa posizione di due atomi di idrogeno. Spegnendo DES1 l’equipe è riuscita a rimuovere i due atomi dalla ceramide, invertendo i sintomi del diabete. In precedenza, grazie ad altre sperimentazioni, il team di scienziati era giunto a soluzioni simili, magli effetti collaterali erano inaccettabili. Stavolta, per la prima volta, si è riusciti a ottenere un processo privo di effetti collaterali.

La sperimentazione

Gli scienziati hanno testato il nuovo metodo sottoponendo dei topi adulti - per 90 giorni - a una dieta grassa. I roditori hanno messo su peso, tre volte più dei soggetti inseriti nel gruppo di controllo, e sviluppato una evidente resistenza all'insulina. Il grasso, nei soggetti affetti da disordine metabolico, ha iniziato ad accumularsi nel fegato. A questo punto le cavie sono state sottoposte alla nuova terapia. Già dopo poche settimane i roditori stavano meglio, il loro metabolismo era rapidamente migliorato. Il grasso nel fegato si è ridotto e i topi hanno reagito all'insulina e al glucosio allo stesso modo degli esemplari sani. L’effetto offerto dal nuovo trattamento è persistito, mantenendosi stabile per due mesi, ossia l’intera durata dell'osservazione. "Crediamo che le ceramidi siano il nuovo colesterolo", ha concluso Summers. Il team intende effettuare ulteriori ricerche, concentrandosi sul DES1. La nuova terapia, in un futuro non lontano, potrebbe essere impiegata per trattare disturbi metabolici come il prediabete, il diabete e anche diverse malattie cardiache.