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Non bastava il Sars-Cov2, il mondo minacciato da una possibile nuova pandemia. Allarme per un fungo letale

Il patogeno si chiama Candida auris. Si tratta di un lievito molto contagioso e altrettanto letale per l’uomo. Colpisce indistintamente pazienti di tutte le età. Maggiormente a rischio le persone che hanno trascorso del tempo in case di cura e ospedali

Roberto Zoncadi Roberto Zonca   
Foto Ansa
Foto Ansa

L’emergenza planetaria scatenata dal coronavirus Sars-CoV2 non è ancora chiusa, ma il mondo sembra doversi già preparare per affrontare una nuova minaccia. Un nuovo patogeno, stavolta non un virus ma un fungo, si starebbe infatti diffondendo con preoccupante rapidità in tutti i paesi del mondo. Si tratta della “Candida auris” e, a detta di molti scienziati, non sarebbe meno pericoloso del virus che, fino a questo momento, ha ucciso 2 milioni e 700 mila persone in tutto il mondo. A lanciare l’allarme sono stati i ricercatori dei Centers for Disease Control and Prevention americani, che parlano già di possibile imminente pandemia.

Il fungo, tanto contagioso quanto letale, sembra diffondersi prevalentemente nelle strutture sanitarie, contagiando pazienti di tutte le età, dai neonati pretermine agli anziani. Il levito è in grado di colonizzare integralmente il corpo del paziente, causando gravi infezioni e poi la morte. La sua trasmissione avviene per contatto diretto, con superfici o apparecchiature ambientali contaminate, o anche da persona a persona.

Al 13 gennaio 2021, secondo quanto riportato sul sito di CDC, sono stati segnalati singoli casi di Candida auris in Austria, Belgio, Brasile, Cile, Costa Rica, Egitto, Grecia, Italia, Iran, Norvegia, Polonia, Taiwan, Thailandia e Emirati Arabi Uniti. La situazione desta maggiori preoccupazioni in Australia, Bangladesh, Canada, Cina, Colombia, Francia, Germania, India, Israele, Giappone, Kenya, Kuwait, Malesia, Messico, Paesi Bassi, Oman, Pakistan, Panama, Perù, Qatar , Russia, Arabia Saudita, Singapore, Sud Africa, Corea del Sud, Spagna, Sudan, Svizzera, Regno Unito, Stati Uniti e Venezuela, dove i casi sono molti di più.

La Candida auris, identificata per la prima volta nel 2009, rappresenta una “grave minaccia per la salute globale”, soprattutto per quattro delle sue capacità:

Multiresistente - E’ in grado di resistente ai trattamenti farmacologici usati normalmente per le classiche infezioni da Candida. Alcuni ceppi, evidenziano gli scienziati, sono capaci di resistere a tutte e tre le classi di antimicotici;

Difficilmente identificabile - I metodi standard di laboratorio non permettono di rilevarne la presenza, e ciò può aggravare ulteriormente la situazione, a seguito di una gestione inappropriata del patogeno;

Prolifico nelle strutture sanitarie - Questo punto si ricollega al punto precedente e impone l’importanza di identificare quanto prima un paziente infetto così da scongiurare focolai incontrollati;

Grande capacità di sopravvivenza - Può restare sulle superfici per lunghi periodi e resistere anche alle igienizzazioni più profonde.

Al momento si conosce poco della nuova minaccia. Negli ultimi anni, da quando la Candida auris è stata scoperta, sono stati osservati pazienti che hanno sviluppato sintomi da infezione molto diversi tra loro. La maggior parte dei malati ha comunque sviluppato gravi infezioni del flusso sanguigno. Il fungo è stato poi rilevato nei fluidi corporei, nei campioni respiratori e anche in quelli urinari: non è tuttavia chiaro se provochi infezioni ai polmoni o alla vescica.

Allo stato attuale i dati raccolti dagli scienziati sono insufficienti a combattere l’emergenza. I fattori di rischio sembrerebbero gli stessi (o simili) a quelli noti per altri tipi di infezioni da Candida, ma gli aspetti sconosciuti sono troppi. Gli specialisti dei Centers for Disease Control and Prevention americani suggeriscono al governo statunitense, ma anche al resto del mondo, di investire di più nella prevenzione, perché i patogeni infettivi diventeranno sempre più parte della vita umana.

Roberto Zoncadi Roberto Zonca   
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