Messo a punto un macchinario in grado di tenere in vita un fegato fuori dal corpo per una settimana

L’annuncio del risultato pubblicato sulle pagine di Nature Biotechnology: attualmente 6 fegati su 10 vengono scartati. Ecco cosa accadrà in futuro

Foto diffusa dalla UZH
Foto diffusa dalla UZH

Un’equipe congiunta di ricercatori dell'Ospedale universitario di Zurigo, del Politecnico Federale di Zurigo e dell'Università di Zurigo, ha annunciato di aver messo a punto una macchina in grado di favorire la rigenerazione del fegato, mantenendolo vitale fuori dall'organismo per una settimana. Il macchinario, stando a quanto riportato sulle pagine della rivista Nature Biotechnology, potrebbe rivoluzionare il settore dei trapianti, aumentando il numero di organi disponibili per i pazienti affetti da gravi patologie, non ultimo il cancro.

Secondo gli autori della ricerca, coordinata dai professori Pierre-Alain Clavien e Philipp Rudolf von Rohr, la nuova macchina si basa su un complicato sistema di perfusione del fegato, che mima quello dell'organismo garantito dalla circolazione sanguigna. L’attuale tecnologia consente di conservare i fegati per poche ore. Con il macchinario presentato da Clavien e Rudolf, invece, gli organi (persino quelli lesionati) possono ora essere tenuti in vita fuori dal corpo per circa una settimana. Questo è un importante passo avanti nella medicina dei trapianti, un passo epocale a detta di molti, che potrebbe salvare una moltitudine di vite.

"Il successo di questo esclusivo sistema di perfusione, sviluppato in un periodo di quattro anni da un gruppo di chirurghi, biologi e ingegneri, apre la strada a molte nuove applicazioni nella medicina dei trapianti e dei tumori - spiega il professor Pierre-Alain Clavien, presidente del dipartimento di chirurgia e trapianti presso l'Ospedale Universitario di Zurigo (USZ) -. Ciò consentirà di salvare molte persone”. Quando il progetto ha preso il via, nel 2015, un fegato poteva esser tenuto sulla macchina per non oltre 12 ore. La nuova macchina consente di estendere la sopravvivenza di un organo per un lasso di tempo decisamente più ampio, anche per fegati lesionati”. Avendo in oltre dei giorni a disposizione ogni singolo organo può essere riparato dalle eventuali lesioni o ripulito dai depositi di grasso: si potrebbe persino riuscire a rigenerare i fegati parziali.

Il risultato è stato raggiunto grazie al progetto Liver4Life, sviluppato sotto l'egida dell'Istituto Wyss di Zurigo. "La sfida più grande l’abbiamo dovuta affrontare nella fase iniziale - commenta il professor Rudolf von Rohr, professore di ingegneria di processo presso l'ETH di Zurigo -. Riuscire a trovare un linguaggio comune che consentisse la comunicazione tra clinici e ingegneri non è stato semplice”. In Europa, sei organi di scarsa qualità su dieci vengono oggi scartati. Con il nuovo macchinario, e specifici trattamenti, potranno invece essere riutilizzare e impiantati. Il prossimo passo sarà quello di usare gli organi per il trapianto.

Riferimenti