Covid, allarme sulla nuova variante giapponese. I virologi Burioni, Bassetti e Galli: "Niente terrorismo"

La situazione peggiore è a Osaka, dove le infezioni hanno raggiunto nuovi record la scorsa settimana, spingendo il governo regionale ad avviare misure di blocco mirate per un mese. Il parere degli esperti

Giappone, si teme la quarta ondata (Foto Ansa)
Giappone, si teme la quarta ondata (Foto Ansa)
TiscaliNews

E' allarme in Giappone per una nuova variante che risulta piuttosto resistente ai vaccini. La mutazione del virus -  E484K - è stata scoperta nell'ospedale universitario di Tokyo, dove la maggior parte dei pazienti ricoverati per Covid-19 in marzo era stato contagiato dalla variante, detta comunemente Eek. Si tratta di 10 pazienti su 14, pari al 70%. La notizia è stata diffusa dall'emittente pubblica giapponese, Nhk e riportata dall'agenzia Reuters. 

Sull'argomento pericolo varianti hanno preso subito posizione i virologi Roberto Burioni, Matteo Bassetti e Massimo Galli cercando di smorzare le paure.

Burioni: "Si fa terrorismo"

Secondo Burioni "ormai domina il varianterrorismo: ogni variante" del coronavirus "che compare, si fa terrorismo". Per il virologo dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano, intervenuto su Rai Radio1, "è normalissimo che un virus nuovo generi varianti, dobbiamo preoccuparci quando queste hanno caratteristiche che le rendono pericolose. La variante inglese, ormai dominante in Italia, è molto pericolosa perché è molto più contagiosa e anche più letale, causa malattia più grave. Poi ci sono la brasiliana e la sudafricana, ma altre varianti preoccupanti non ci sono", dice. E la cosiddetta variante giapponese (E484K)? "Secondo uno studio condotto dalla stessa azienda, il vaccino Pfizer sembra funzionare benissimo anche contro questa variante". "Varianti che sono in grado di superare l'immunità indotta dai migliori vaccini - afferma - non ci sono. Anzi, arrivano notizie eccezionali da Israele, dove, ricordiamoci, domina la variante inglese, ma sono molto avanti con le vaccinazioni".

Bassetti: "Velocizzare le vaccinazioni"

Sulla variante giapponese del Covid (E484K) "dobbiamo vigilare, con il sequenziamento" ma anche "non fare terrorismo ogni volta che si trova una variante dall'altra parte del mondo. Dobbiamo metterci in testa che, come dovremmo convivere con il virus per anni così dovremmo farlo con le tante varianti che verranno scoperte", afferma all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive dell'ospedale San Martino di Genova e componente dell'Unità di crisi Covid-19 della Liguria, facendo il punto sulla variante giapponese. Questa nuova variante può essere più contagiosa e resistere ai vaccini anti Covid? "In qualche modo come tutte le varianti potrebbe essere più contagiosa, ma non abbiamo certezza che possa sfuggire ai vaccini, occorrono maggiori studi - risponde Bassetti - Il Giappone ha gestito molto bene tutte le fasi della pandemia, ma è molto indietro con le vaccinazioni. E' quindi probabile che essendoci da loro una quarta ondata di casi, la responsabilità sia proprio di questa variante perché il virus sta girando liberamente". "L'unico modo per combattere le mutazioni è velocizzare le vaccinazioni ed evitare che il virus passi da una persona all'altra - rimarca l'infettivologo - Solo così si evita la selezione delle varianti che comunque ci saranno sempre, almeno 5-6 per paese. E' la storia dei virus, dei batteri e dei funghi".

Galli: "Cautela"

Ad avviso del professor Massimo Galli questa variante giapponese "va monitorata con accuratezza". Il direttore del reparto Malattie Infettive dell'Ospedale Sacco a Mattino Cinque invita - come scrive Tgcom24 - alla cautela e a non fare allarmismi rispetto alla nuova mutazione del Covid-19. "Non precipitiamo la gravità degli eventi", sottolinea il professore. "Chi trova una mutazione non perde occasione di avere un po’ di visibilità mediatica”, Galli risponde così alla domanda del conduttore del programma di Canale 5 che gli chiede se bisogna preoccuparsi della nuova variante. "Un conto è trovare quello che ci si aspetta, cioè che il virus cambia, altra cosa - conclude il professore - trovarsi di fronte a qualche cambiamento di quelli tosti che ti danno problemi seri".

Tokyo: la quarta ondata

A meno di 4 mesi dall'inizio delle Olimpiadi di Tokyo, le autorità sanitarie giapponesi mettono in guardia contro un possibile nuovo aumento dei contagi, che definiscono "quarta ondata", dovuto soprattutto alle varianti. La preoccupazione deriva soprattutto dal maggior grado di contagiosità di tali forme del virus, e della loro resistenza ai vaccini, che peraltro in Giappone non sono ancora decollati.

In particolare, la cosiddetta "variante inglese" ha preso piede nella regione di Osaka, provocando l'annullamento delle tappe locali della "staffetta" della fiamma olimpica. Il Giappone, circa 126 milioni di abitanti, ha finora registrato 486.592 casi di Covid e 4.785 decessi. I vaccini somministrati finora, secondo i conteggi di Bloomberg, sono 1,1 milioni, pari allo 0,4% di copertura.

Le varianti sembrano essere più infettive e possono essere resistenti ai vaccini, che non sono ancora ampiamente disponibili in Giappone, secondo gli esperti. La situazione peggiore è a Osaka, dove le infezioni hanno raggiunto nuovi record la scorsa settimana, spingendo il governo regionale ad avviare misure di blocco mirate per un mese.

La variante del Covid-19 scoperta per la prima volta in Gran Bretagna ha preso piede in questa regione del Giappone, diffondendosi velocemente e creando una situazionee d'emergenza negli ospedali, secondo Koji Wada, consigliere del governo sulla pandemia. "La quarta ondata sarà più grande", ha detto Wada, professore presso l'Università internazionale di Salute e benessere di Tokyo. "Dobbiamo iniziare a discutere di come utilizzare queste misure mirate per l'area di Tokyo".

Secondo quanto riportato dall'emittente pubblica giapponese NHK, il 70% dei pazienti contagiati dal coronavirus, e testati a marzo in un ospedale della capitale, il Tokyo Medical and Dental University Medical Hospital, era stato colpito dalla variante E484K, soprannominata "Eek". Numeri alla mano, la minaccia è stata trovata in 10 delle 14 persone risultate positive. L'agenzia Reuters ha sottolineato che, negli ultimi due mesi, 12 dei 36 pazienti Covid hanno portato la mutazione. Nessuno di loro aveva recentemente effettuato viaggi all'estero o avuto contatti con persone infettate dalla E484K. Questo significa, almeno in teoria, che la variante Eek è al momento relegata all'interno dei confini giapponesi.