Allarme tetano, all'Italia la maglia nera d'Europa: ha il primato di casi

Tra il 2013 e 2017 ha registrato il 44,4 per cento di tutti i casi dell'Ue. La maggior parte delle persone colpite sono donne anziane, ma non mancano i pazienti pediatrici

Allarme tetano, all'Italia la maglia nera d'Europa: ha il primato di casi
TiscaliNews

Non solo morbillo. L'Italia è il Paese in Europa che conta più casi di tetano. Nel 2017 ha raccolto la metà dei casi europei, insieme alla Polonia, e tra il 2013 e 2017 ha registrato il 44,4% di tutti i casi dell'Unione europea. Anche se la maggior parte delle persone colpite sono donne anziane, non mancano i pazienti pediatrici, come dimostra l'ultimo caso a giugno della bambina di 10 anni non vaccinata ricoverata a Borgo Trento, e quello di un'altra bambina della stessa età a Torino dell'ottobre scorso. Secondo i dati presentati dal Centro europeo per il controllo delle malattie (Ecdc), nel 2017 su 82 casi (di cui 46 confermati) europei, la metà si sono avuti in due paesi: Italia (33) e Polonia (11). Tra il 2013 e 2017 l'Italia ha raccolto ben il 44,4% di tutti i casi europei (231 su 522), con una media di 46,2 casi l'anno. La maggior parte (78%) delle persone colpite in Italia sono anziani dai 65 anni in su e donne, mentre i pazienti maschi sono di più nelle fasce più giovani d'età.

"Nel nostro Paese si registrano 40-50 casi l'anno, generalmente in persone anziane di sesso femminile - spiega l'epidemiologo dell'Istituto superiore di sanità (Iss), Gianni Rezza -. L'antitetanica non era fatta prima dell'introduzione della vaccinazione universale a tutti i bambini, partita all'inizio degli anni '60". Le persone nate prima di quella data non sono state quindi vaccinate. "Ma mentre gli uomini ci sono poi rientrati con la visita di leva e il servizio militare, le donne sono rimaste scoperte. Le più a rischio sono quelle che vivono in zone rurali".

Quello da sapere sul tetano

Il tetano è una malattia che non potrà mai essere eradicata, perché non si trasmette da persona a persona, ma attraverso le feci degli animali, in particolare cavalli, che contaminano l'ambiente. Le spore possono sopravvivere nell'ambiente esterno anche per anni e contaminano spesso la polvere e la terra. Entrano nel corpo umano solitamente attraverso ferite profonde. "Anche con una copertura vaccinale del 95%, per il tetano non funziona l'immunità di gregge. C'è solo la protezione individuale con il vaccino. Quindi più persone si vaccinano, più sono quelle protette", aggiunge Rezza. E poiché non si può vivere in una campana di vetro e la contaminazione è possibile anche in città, la "migliore protezione è vaccinarsi, e farsi il richiamo ogni 10 anni - conclude Rezza - con un vaccino che costa pochissimo e ha un'efficacia superiore al 95%, si possono evitare terapie e ricoveri che costano moltissimo e sono molto lunghi".

I soggetti più esposti

La maggior parte (78%) delle persone colpite in Italia sono anziani dai 65 anni in su e donne, per via della minore copertura vaccinale o l'indebolimento dell'immunità nella popolazione più anziana. I pazienti maschi sono di più nelle fasce più giovani d'età. Dieci paesi europei non hanno riportato alcun episodio di tetano. Complessivamente nel 2017 si è avuto, a livello europeo, un numero di casi simile a quello del 2016 (89), con un tasso di 0,02 casi per 100mila abitanti, che si attesta nella media riportata dal 2012. Dal 2013, in cui erano state 136, le segnalazioni di tetano sono via via calate.