Umbria, a Spello il racconto di comunità delle Edicole Votive

di Askanews

Roma, 10 ago. (askanews) - Raccontare una comunità nel suo rapporto con la devozione, partendo dalle radici storiche di un territorio fino alla lontananza che la pandemia ha segnato nelle relazioni personali. E' il senso della mostra fotografica sulle edicole votive di Spello, riproposta presso la sala dell'Editto del bel Palazzo Comunale dall'associazione culturale Il Tribbio con il patrocinio della Regione Umbria, del Comune e della Pro Loco di Spello. 87 le edicole fotografate, ognuna con una storia particolare, dalle più antiche a quelle legate intrinsecamente alla storia della città fino a quelle più moderne. Ma il filo conduttore, più che le immagini alcune di grande valore artistico, è il significato, antico, della relazione tra le persone e i luoghi della devozione. Elisa Capodicasa, vicepresidente dell'associazione Il Tribbio:"L'associazione culturale "Il Tribbio" ha voluto riproporre questa mostra fotografica che testimonia in che modo il territorio sia così tanto legato alle immagini sacre in queste edicole votive, specialmente in un periodo come quello che abbiamo recentemente vissuto in cui è mancato il rapporto di vicinanza della comunità. C'è sempre stato peraltro, ancora prima del cristianesimo, un legame stretto tra la comunità e le immagini. Intorno all'edicola votiva non solo si prega insieme ma si porta avanti un momento di comunità e quindi ci sembrava importante in una fase come detto in cui questo senso di comunità ci è venuto a mancare, riproporlo in questa mostra".Interessante anche la tardiva valorizzazione delle edicole, che nascono pagane, con i Lares, prima che cristiane, poste agli incroci delle strade con significati simili a quelli poi della nostra religiosità popolare, dalla richiesta di protezione all'offerta del sacrificio, oggi con la richiesta di una grazia. Come spiega Angelo Mazzoli, coordinatore della commissione cultura dell'associazione Il Tribbio:"E' molto particolate il fatto che la cultura ufficiale ha avuto a valorizzarle su due strade diverse, una in base alla cultura materialistica atea, Gramsci nei Quaderni dal carcere le definì un prodotto delle classi subalterne in relazione dialettica con la religiosità ufficiale. Sul fronte religioso spirituale invece Don Giuseppe De Luca, nei suoi racconti sulla devozionalità, le ha definite un atto di amore di Dio verso l'amore che Dio dà a tutta l'umanità".Una mostra che vuole essere per Spello, cittadina umbra dalle mille bellezze storico-culturali e paesaggistiche, anche un chiaro segnale di ripartenza. In primis della propria comunità e poi per l'apertura, in sicurezza, alla ripresa del turismo. Rosanna Zaroli, assessore del Comune di Spello:Assessore Rosanna Zaroli"Anche Spello riparte, con un calendario culturale importante, Incontri per le Strade, di cui fa parte anche questa mostra, con tante iniziative nei nostri siti culturali, la Villa dei Mosaici, la Chiesa di Sant'Andrea, nelle nostre piazze, con la possibilità nel rispetto delle normative di poter creare momenti di scambio e di incontro".